Una vita non basta di Claudio Gattini – RECENSIONE

8 Maggio 2020 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: Una vita non basta di Claudio Gattini - RECENSIONE

Carissimi Book Lovers, oggi vi parlo del romanzo di Claudio Gattini "Una vita non basta2, una storia coinvolgente, che fa riflettere su molte cose - Leggete la mia recensione.

 

 

  • Titolo: Una vita non basta
  • Autore: Claudio Gattini
  • Data di Pubblicazione: 2 Maggio 2019
  • Genere: Narrativa Contemporanea
  • Casa Editrice: Curcio
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Francesco, classe 1891, al tramonto della sua esistenza rammenta la sua vita, rievocando i ricordi durante la lettura degli appunti su un diario dalle pagine ingiallite scritto tra i primi del Novecento e il secondo dopoguerra. Attraverso il racconto intenso dello svolgersi della sua vita e di quella dei suoi cari, si rivivono le vicende storiche cui le loro esistenze si intrecciano. Sono gli anni difficili tra le due guerre mondiali, in cui si è costretti a scegliere da che parte stare. E così, una sorella di Francesco, Giovanna, ostetrica a Ferrara, coraggiosamente nasconde i dissidenti del regime mentre un’altra, Anna, sposa un funzionario del Partito fascista. Quando però vengono promulgate le leggi razziali del 1938, anche lei apre gli occhi e si pente delle scelte compiute, cercando di rimediare. La piaga della persecuzione razziale colpisce anche un amico di Francesco, Alfredo, con cui ha condiviso le sofferenze del primo conflitto mondiale. Storie di vita segnatamente privata e intima che si fondono con uno dei periodi più travagliati della storia d’Italia, a testimonianza di quanto profondamente le condizioni politiche, economiche e sociali di un popolo incidano nella quotidianità degli individui.

 

"Piero, la felicità non è avere più denaro, ma lavorare meno e dedicare più tempo alla tua famiglia."

Mi trovo di fronte un romanzo che mi ha catturata sin dalle prime pagine, la storia di una famiglia che nelle varie fasi vissute, ci fa percorrere eventi successi nel passato come fossimo insieme a loro.

Il libro comincia con Francesco Rescazzi che, arrivato ormai agli ultimi giorni della sua vita, ripercorre il suo passato. La sua famiglia è l'epicentro del romanzo. Ci racconta della prima guerra mondiale, di quello che ha vissuto durante i bombardamenti, la paura, la sporcizia, il veder morire i propri amici. Lì conosce Alfredo, affronteranno molte avventure insieme e la loro amicizia durerà negli anni.

"Cosa ci sarà da rallegrarsi di fronte alla morte di ragazzi. Mamme, mogli, fidanzate, sorelle e fratelli piangeranno il loro parente in una guerra stupida."

Finita la guerra Francesco sposa Maria, dal loro amore nasce Eugenio.

Gli anni passano e sopraggiunge un'altra guerra, i nazisti deportano gli ebrei, siamo in quel periodo in cui l'essere umano lascia il posto alla bestia. Quello che è stato fatto a queste persone non ha niente di umano, non può assolutamente essere giustificato, il dolore che i nazisti hanno fatto provare al popolo ebraico è disumano. Miriam è ebrea, lei ed Eugenio sono cresciuti insieme, la loro amicizia è diventata qualcosa di più. Ma anche lei viene deportata insieme alla sua famiglia, subisce sevizie che la fanno sentire svuotata, colpevole.

"Sentiva una paurosa umiliazione che lacerava l'anima e provava uno stato d'angoscia come se avesse vissuto un sogno tremendo e spaventoso. Così lei, defraudata, svuotata nell'intimità dell'anima sussultava anche a un accenno di carezza di sua madre."

Poi ci sono le sorelle di Francesco, Giovanna è ostetrica e Anna sposa un fascista, anche se ben presto capisce che sta dalla parte sbagliata.

Questo è un romanzo famigliare, ho percorso insieme a tutti loro le gioie e le sofferenzze. E' un libro che da tanto, che ti entra sottopelle lasciandoti quel dolceaamaro che per molto tempo resta dentro. Grazie Claudio per la collaborazione, per le emozioni che la tua storia mi ha donato. Lo consiglio.

"Ci vorrebbe un'altra vita con la possibilità di rivisitare la prima e forse sopravvivere a se stessi con i propri figli e lasciare un segno, un'impronta, una testimonianza che, pur in forme diverse, attraversi immutato le epoche nella quotidianità del nostro vivere. Forse solo allora si potrebbe fare ammenda ed evitare errori..."