Non Solo Storie

                                        Intervista a Maria Vittoria De Vita

           autrice de ” Il cuore ti tormenta dove batte”

 

 

Trama

– Roma 1971. Siamo negli anni in cui in Italia impervia un clima di tensione ai limiti della guerra civile, dove i nemici della repubblica danno vita ad un terrorismo che miete vittime innocenti. Non bastava la crisi economica a danneggiare il quadro italiano di quel periodo: gli anni che si succederanno passeranno alla storia come gli “anni di piombo”. Questo sarà lo sfocato contesto storico in cui i personaggi prenderanno vita. Ma sarà labile il riflesso che avrà su di loro. Amore, passione, tormento, inquietudine, sete di verità e lotta alle discriminazioni saranno i fili che tesseranno il racconto.

L’omosessualità è ancora un tabù dal quale è difficile svincolarsi, soprattutto se si appartiene ad una determinata classe sociale. Giulio Cenci lo prova sulla sua pelle. E tutto scatenerà un meccanismo a catena che se non controllato porterà ad effetti devastanti; non solo per i diretti interessati.

Giada è una donna di buona famiglia, acuta, affascinante e con un forte senso di giustizia, alle prese con uno dei periodi più problematici della sua vita: proprio nel momento in cui è fermamente convinta di voler rapporti scevri da coinvolgimenti sentimentali, si imbatte in due uomini che la calamiteranno in un circolo vizioso da cui difficilmente ne uscirà intera. I due, che per giunta si odiano sin da piccoli, sono totalmente ignari di avere un destino comune. Un incidente avvicinerà Giada ad Alessandro, mentre le condizioni critiche di salute di Albert lo porteranno lontano da lei.  Ma tutto quello che accadrà durante una serata in costume a Castel Sant’Angelo metterà in discussione le vite di ognuno dei protagonisti.

Alessandro sin da piccolo è attratto da una storia, che lo impegnerà per anni in ricerche frenetiche sulla duchessa di Berry e i suoi rubini. Il loro primo viaggio alla scoperta dell’arcano terminerà con un nulla di fatto.

Successivamente, Giada scoprirà che Albert possiede la “chiave” e che è totalmente all’oscuro di ciò che possa significare. Dietro ad una semplice foto, si nasconde un simbolo 0-0, l’arrocco per gli scacchisti.

 

Estratto

“Sono debole, quando non riesco a dire questo fottuto Ti voglio bene;

Sono debole perché vorrei dirti di restare, mentre vai via e ti guardo lasciandotelo fare. Sono debole perché sto zitta, mentre vorrei gridare che mi stai facendo del male. Sono debole perché trattengo le lacrime, vergognandomi di qualcosa che è invece naturale e normale. Sono debole perché non ho il coraggio di osare; di essere incline ad ottemperare; di essere disciplinata e puntuale. Sono debole perché mi faccio mille paranoie, combatto nella mente mille mostri, anziché affrontarti e lasciarti parlare. Sono debole perché non chiedo. Sono debole perché penso sempre di potercela fare senza nessuno. Sono debole perché lascio che gli altri si appoggino a me, ma non viceversa. Sono debole perché vorrei scriverti ma non lo faccio.

Sono debole perché mi piaci e non te lo dimostro. Sono debole perché aspetto che tu faccia la prima mossa, anche quando so che varrebbe la pena che la facessi io. Sono debole perché mi arrabbio, ma faccio finta di non farlo e in più sorrido. Sono debole perché non so prendermi cura a dovere di me stessa; di mettermi al primo posto; di scegliermi sempre e comunque. Sono debole perché non so essere leggera, spontanea, devo sempre anticipare, controllare. Sono debole perché non so ignorare; far finta di non vedere, di non pensare. Sono debole perché non mi lascio trasportare. Sono debole perché vorrei fare mille cose, ma alla fine ne faccio poche o nessuna. Sono debole perché non combatto abbastanza per quello in cui credo, in cui spero, lasciando che mi scorra il sangue addosso. Sono debole perché mi lascio inondare dai sentimenti. Sono debole perché sono una donna che gioca… con la solitudine; con le sue fragilità; con l’assenza di gravità.

Sono debole perché sono una donna?

No. Sono debole perché sono una donna che si finge forte, al pari di un uomo e ben oltre.

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura? 

RISPOSTA

Nel 2008, tornavo da una festa in piscina organizzata dalla facoltà di medicina, sapete quelle feste universitarie?! Bè, diciamo che non sono proprio composte ed eleganti… seppure la villa che ci ospitava fosse molto bella. Comunque, ammetto di esser tornata a casa non proprio lucidissima e di essermi buttata a letto sprofondando in un sonno immediato ed abissale, cosa non da poco per un’insonne! Fatto sta che mi ritrovo con i capelli impigliati in una siepe: mi sveglio!!! Avevo fatto un sogno stranissimo: ero nella stessa villa, il giardino un tantino diverso, ma soprattutto la solennità della festa era diversa. Tutti elegantissimi, le donne con i capelli raccolti, le perle… gli uomini impettiti a parlare di politica. Dovevo assolutamente alzarmi e scriverlo, altrimenti l’avrei dimenticato e nella memoria era così bello che non volevo saltare alcun aneddoto. E così… poi, da quel sogno, una volta trascritto, mi sono ritrovata a scrivere quello che è il mio romanzo. E che ho avuto il coraggio di inviare alle case editrici solo grazie ad un amico.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

L’hanno saputo nel momento in cui ad agosto 2019 ho firmato il contratto con la C.E. Leone editori. Mi hanno sempre lasciata libera di fare le mie scelte e credo sia una cosa che in un certo qual senso li renda orgogliosi. Mi sostengono quel tantino che basta. Gli amici sembra siano molto contenti ed alcuni mi incoraggiano.

 

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro

RISPOSTA

È una storia che più del racconto in sé cerca di imprimere in ognuno di noi la forza di trovare la soluzione ai nostri problemi partendo da noi stessi, senza legare la nostra felicità alle connessioni esterne. Spogliandoci di ogni insicurezza e di tutti quei fastidiosi “essere all’altezza delle aspettative”. Trasmette i miei ideali di uguaglianza e di lotta alle discriminazioni.

QUARTA DOMANDA

 Descrivi il libro con due parole chiave e spiega perché

RISPOSTA

Tormento – Passione

Credo che non esista l’uno senza l’altra. Nessun amore può esistere senza quel tormento interiore che ti smuove mente, anima e corpo né tantomeno senza passione. Tormento e passione sono i burattinai di questo romanzo.

QUINTA DOMANDA

  Descrivi il protagonista con tre parole chiave e spiega il perché hai scelto quelle parole

RISPOSTA

Giada: Solare, Romantica, Astuta.

È una ragazza innamorata della vita e dell’amore, per questo romantica. Molto intelligente e per questo anche molto sensibile. Vede sempre il bicchiere mezzo pieno.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere quel titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire      “questo titolo è perfetto”

RISPOSTA

Nel titolo rivedo tutto il senso del romanzo; ma in generale della vita e dell’amore. Per fortuna è piaciuto anche all’editore, altrimenti non avrei potuto avere voce in capitolo.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché? Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Albert, mi piace particolarmente. Credo che se esistesse un uomo così impazzirei per lui. Vi lascio una piccola descrizione:

–  Albert Rextat: ceto sociale alto, carattere forte seppur sensibile, colto, intelligente, riservato, elegante, giocatore di scacchi. Uomo dal fascino sconfinato. Moro, alto, occhi color smeraldo.

Ovviamente Giada, visto che Albert si innamora di lei.

OTTAVA DOMANDA

Perché hai deciso di far partecipare il tuo libro alla campagna di crowfunding? Ti ha “spinto” qualcuno o l’hai deciso da sola? Cosa hai provato quando hai avuto la possibilità di partecipare? Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Perché è stata l’unica casa editrice che non mi ha chiesto soldi per pubblicare. Mi è sembrata anche una sfida. Non nascondo che forse oggi pondererei meglio la mia scelta: non è facile vendere un prodotto che fisicamente non c’è sul mercato. Mi sono emozionata quando mi hanno mostrato per la prima volta la copertina. È un romanzo sognante, a tratti educativo, può aiutare attraverso un auto-analisi a migliorare degli aspetti di se stessi. Una bella pausa dal mondo reale per chi vuole rilassarsi scoprendo posti bellissimi, accompagnati da personaggi affascinanti che faranno emozionare attraverso tratti della loro vita.

NONA DOMANDA

 I fatti narrati nel libro sono in qualche modo legati a quella che è la tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto da luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o sei andata a cervello?

RISPOSTA

No, è tutto frutto della mia fantasia. Ovviamente è sempre contaminata dalle interazioni circostanti e dal mio modo di pensare e vedere le cose. I posti invece rappresentano dei luoghi che amo.

DECIMA DOMANDA

 Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Vorresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

RISPOSTA

Mi aspetto di avere successo! Magari la prossima Ken Follett!!! Scherzi a parte, mi auguro di poter vivere delle mie passioni, in questo caso della scrittura in primis. Amo viaggiare e mi sentirei una privilegiata se potessi guadagnare sapendo di poter lavorare in ogni dove, come e quando.

 

                                        Intervista a Caterina Frecentese

         autrice de “Il tuo nome sussurrato ai miei sensi”

 

 

Trama

Una telefonata. E da lì la fine. La fine della serenità per Caterina, una giovane donna di ventun anni, costretta ad affrontare una corsa contro il tempo per raggiungere una persona a lei tanto cara. E poi il fallimento e il dolore per non essere arrivata in tempo, per non avercela fatta. Ciò le causerà un rimorso costante e una nostalgia infinita.
La stessa che prova Lilina quando comprende che sta per morire. Ed è così che, su quella vecchia poltrona, comincia a pensare a tutta la sua vita: alle sofferenze, all’amore perduto e ritrovato, alle gioie per i suoi figli e ai fallimenti interiori.
Le due donne hanno molto in comune. Più di quanto tanti anni di differenza possano far credere.
Il tuo nome sussurrato ai miei sensi è tratto da una storia vera, è una storia che le due protagoniste hanno vissuto sulla propria pelle e che, in qualche modo, le ha cambiate.  

 

Estratto

«Non appena ho notato questo fantastico sassolino, ho pensato ai tuoi occhi. Non per il colore, ma perché brillano, proprio come questo smeraldo, ogni volta che fanno del bene.»

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura? 

RISPOSTA

Leggo sin da bambina, ho sempre amato sfogliare i libri e sentirne l’odore per poi immergermi nelle storie narrate. Ricordo che ero tanto legata a un libro ricco di immagini e tradotto in inglese, era stupendo e i miei occhi da bambina ne rimasero subito attratti.

La scintilla che, invece, mi ha fatto scoprire l’amore per la scrittura l’ho avuta quattro anni fa quando, a seguito di una perdita che ho vissuto, ho deciso di scrivere di Lilina, una donna che a me ha insegnato tanto e che spero possa insegnare tanto anche a chi vorrà leggere il mio libro.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

Certo, la mia famiglia sa che scrivo dal primo istante in cui ho deciso di farlo. Ero con mia sorella e con mia madre, intenta a chiacchierare quando svelai loro che sentivo il bisogno di scrivere “un libro”. Loro rimasero senza parole, per la gioia: mi hanno sostenuta dal primo momento e hanno da subito creduto in me. Il supporto di tutta la mia famiglia, poi, è stato fondamentale per iniziare questo percorso

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro, perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Il mio libro racconta la storia di Lilina, una donna apparentemente come tante, ma unica nel suo genere. Parla di una donna forte, determinata, pronta a sostenere tutte le persone intorno a sé, una donna pronta a subire per amore, pronta a soffrire. E poi, Lilina aveva una dote che non tutti posseggono: nonostante la cattiveria subita, il dolore sofferto, lei è rimasta autentica e buona nel cuore. Ecco, io consiglio a tutti di leggere il mio libro per imparare ciò che Lilina ha insegnato a me durante gli anni vissuti insieme: restare sé stessi nonostante gli eventi negativi che, spesso, siamo costretti a vivere.

QUARTA DOMANDA

 Descrivi il libro con due parole chiave e spiega perché.

RISPOSTA

Le parole chiave che scelgo per descrivere il mio libro sono: AMORE e RICORDI.

La prima perché il mio libro parla, comunque, di una storia d’amore particolare: l’amore tra due donne, una giovane, l’altra più anziana, che non avrà mai fine. Un amore che va al di là della morte, della distanza e della perdita.

La seconda l’ho scelta perché durante tutto il racconto di Lilina si fa riferimento ai ricordi di ciò che lei stessa ha vissuto durante i suoi ottantasei anni di vita. I ricordi sono ciò che ci tiene legati al nostro passato, siano essi belli o brutti, e per questo fanno parte di noi. Scrivere la sua storia è anche un modo per tenere vivo il suo ricordo e renderla viva agli occhi di tutti più di quanto io la senta viva in me.

QUINTA DOMANDA

 Descrivi il protagonista con tre parole chiave e spiega perché le hai scelte.

RISPOSTA

La protagonista de “Il tuo nome sussurrato ai miei sensi” è Lilina e la descriverei con queste tre parole: autentica, forte, buona.

La prima parola l’ho scelta per ciò che dicevo poco prima: Lilina non si è mai lasciata cambiare dagli eventi negativi che ha vissuto. Proprio per questo è stata una donna forte, pronta ad accettare ciò che le era stato riservato dalla vita. Amo definirla buona perché lei aveva un cuore grande: era pronta ad aprirlo a chiunque e a donare amore a tutti.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere quel titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”

RISPOSTA

 Il titolo è una parte fondamentale di un libro e per me “Il tuo nome sussurrato ai miei sensi” nasconde tanto dietro di sé. Quando l’ho scelto è stato come se Lilina mi avesse aiutata: ero fuori in cortile e, dopo aver percepito un leggero venticello tra i miei capelli, è arrivata l’idea del titolo. Da allora ho provato a sceglierne uno più breve, più “semplice”, ma nulla…non me ne sono mai più separata. Lo reputo perfetto per ciò che ho scritto perché racchiude il senso che c’è dietro il libro, e spiega molto bene il legame che c’è tra Lilina e Caterina.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché?

RISPOSTA

Il mio personaggio preferito è Lilina, mentre ho tanto odiato Sabato…Beh, sono ripetitiva, ma Lilina è una persona che io ho realmente conosciuto perciò il motivo è questo: l’ho amata tanto in vita, la sceglierei tra mille personaggi…

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia, chi vorresti essere?

RISPOSTA

All’interno della storia vorrei essere ciò che in realtà sono nella vita: essendo una storia vera ci sono anche tratti autobiografici, c’è la mia reazione alla sua perdita, c’è il nostro legame e per questo io non vorrei che essere Caterina…

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro sono in qualche modo legati a quella che è la tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto da luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o sei andata a cervello?

RISPOSTA

Tutto ciò che verrà letto nel mio libro è reale, è stato realmente provato, è stato vissuto intensamente…mi sono ispirata a Lilina, a ciò che ha provato durante la sua vita, al suo primo amore, alle sue prime delusioni e alle sue sofferenze…nulla è stato inventato ed è tutto legato alla mia infanzia. Ci sono i miei luoghi del cuore, le persone che ho amato tanto e tutti i ricordi più belli della mia vita.

DECIMA DOMANDA

 Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Vorresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

RISPOSTA

Mi piacerebbe tanto diventare un giorno una scrittrice con la S maiuscola, vorrei semplicemente far emozionare con le mie storie e vorrei che tutti comprendessero quanto è bello mostrarsi per quello che si è, senza veli, senza maschere.

 

Ne approfitto per ringraziarti per questa opportunità, è stato molto bello rispondere alle tue domande.

Un abbraccio e un saluto a tutti coloro che leggeranno queste mie risposte.

 

 

                                        Intervista a Maria Balzano

                 autrice de “Fidati di me”

 

Trama

Madrid. Marisol nella propria non ha bisogno di chiedere altro: davanti a lei si apre facilmente e senza sforzi la scalata verso il successo, e non si pone domande per questo.

Solo quando si troverà a doversi fidare di Matt, il suo peggior nemico, l’ultima persona a cui andrebbe a chiedere consiglio, capisce che tutta la sua vita è una bugia.

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

Alle elementari, quando la bibliotecaria passava ogni tanto a lasciarci una pigna di libri in classe da leggere e scambiare tra di noi. Ricordo ancora il primo che mi catturò realmente, e da cui non riuscii più a separarmi: Matilda sei mitica.

La scrittura non riguarda l’amore per i libri nato in questo modo, però. Ho scoperto anche questa alle elementari: quando nella lezione di italiano dovevamo scrivere dei racconti, la maestra, infine, leggeva il mio all’intera classe, per la grande creatività che inserivo. Avevo, così, iniziato a scrivere una storia lunga sei o sette quaderni… anche se mai completata, purtroppo.

 

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

 La mia famiglia sa che scrivo e che amo i libri, ma per loro è un semplice passatempo, quindi non ci danno molta importanza. I miei amici, invece, mi supportano molto, e mi aiutano in ogni piccolo lavoro e progetto che faccio nascere per i miei scritti.

 

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro

RISPOSTA

“Fidati di me” può sembrare un libro per ragazzi solo perché parla di questi, ma in realtà io nei miei libri parlo di personaggi giovani perché in questo modo riesco ad immedesimarmi meglio in loro, ma cerco di non rendere mai le storie che creo tutte uguali.

In questo libro, ad esempio, tutto ciò che appare all’inizio si scopre diverso andando avanti con la storia. Non voglio fare esempi altrimenti rovinerei la sorpresa, ma posso accennare qualcosa: c’è Matt, il solito bullo bello che se ne frega di tutto e di tutti e che sembra far cadere tutte ai suoi piedi. La gente potrebbe immaginarsi questo ragazzo fare così per i genitori divorziati, che se ne approfitti del fatto che molte ragazze siano attratte da lui per “giocarci”, o che infine s’innamori della protagonista timida e introversa. In realtà ognuno di questi dettagli ho deciso di cambiarli, rendendo ogni capitolo del libro una scoperta. Un’altra cosa che posso dire è che questo libro non l’ho iniziato pensando di farlo leggere ad altre persone, per questo le location sono inventate e alcune situazioni di vita non sono reali, ma ogni volta che finisco un libro e lo rileggo, mi stupisco di quello che ho fatto nascere partendo da un’idea banale, e anche questa volta è andata a finire così.

 

QUARTA DOMANDA

Descrivi il libro con due parole chiavi e spiega perché?

 

RISPOSTA

Sorpresa. Io in ogni mio libro adoro inserire dei colpi di scena, e in “fidati di me” non ne mancano affatto.

Emozioni. Questo lo dico perché “Fidati di me” non è un libro piatto, e qualche paragrafo può divertire come può commuovere, può far innervosire come appunto può sorprendere o far sognare. Io questo lo dico anche secondo le parole dei miei lettori della bozza non ancora editata.

 

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte

 

RISPOSTA

Sognatrice. Marisol all’inizio ha la testa tra le nuvole. Non ha dubbi su nulla; crede che ogni cosa finisca con “e vissero tutti felici e contenti”; è sicura di non avere bisogno delle stelle cadenti per sperare che si realizzino i suoi desideri.

Infantile. Unito proprio al fatto che sia una sognatrice, ma anche perché come fanno i bambini, crede ad ogni cosa. Ad esempio, che basti un sorriso o un abbraccio da un ragazzo per accendere la speranza che l’amore sia ricambiato. Matt, poi, continuerà a ripeterle questa parola, anche se in forma dispregiativa.

Coraggiosa. A volte anche troppo, ed è pronta a mettersi sempre in gioco quando c’è un’opportunità. 

 

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

 

RISPOSTA

Nel libro ci sono vari richiami alle parole “fidati di me”, anche se non viene mai detto a voce. E questo non l’ho neanche fatto consapevolmente. Marisol all’inizio è una che si fida di tutti, per questo non ha paura di parlare di qualunque cosa. Quando tutto crolla si dovrà fidare di Matt, ma questo non perché lui glielo dice apertamente. La fiducia, poi, sarà un tema centrale in tutto il resto della storia.

Il titolo l’ho scelto dopo aver riletto l’intero libro, quando l’ho finito di scrivere.

 

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché? Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

 

RISPOSTA

Personaggio preferito e chi vorrei essere ha una sola risposta: Tomas. Lui è il semplice compagno di classe che infine si rivelerà essere un buon amico. Timido, simpaticone, insicuro e impacciato… la parte sorridente del libro, finché è possibile…

Vorrei essere lui anche se è un ragazzo perché sì, l’ho creato io, e io ho scritto le sue azioni, ma entrando nella storia nei suoi panni, avrei evitato i problemi che ha creato la sua mancanza di sicurezza.

 

OTTAVA DOMANDA

Perché hai deciso di far partecipare il tuo libro alla campagna di crowdfunding? Ti ha spinto qualcuno o l’hai deciso da sola? Cos’hai provato quando hai avuto la possibilità di partecipare? Perché dovremmo acquistarlo?

 

RISPOSTA

Ho scoperto Bookabook tra varie inserzioni su Facebook, e ammetto che ho provato ad inviare i miei libri a tante case editrici quasi inutilmente. All’inizio ho pensato che sarebbe finita come tutte le altre volte, quindi ho pensato che non avessi nulla da perdere e ho inviato “Fidati di me” che avevo appena concluso. Ovviamente scelgo sempre da sola a chi inviare i libri e quali, perché lo faccio appena trovo una buona opportunità. Appena ho ricevuto la risposta positiva e la telefonata dall’agenzia mi sono sentita tra le nuvole, ma pronta a rimboccarmi subito le maniche per portare a termine in modo positivo il progetto di crowdfunding, e pubblicare definitivamente il libro.

Non vorrei dire che la gente DEVE acquistarlo, ma se cerca una storia semplice da leggere, piena di emozioni e colpi di scena, non potrebbe fare a meno di acquistarlo!  

 

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

 

RISPOSTA

In questo libro, di mio c’è l’interesse verso il mondo dello spettacolo, quindi ho deciso di far entrare la protagonista in questo ambiente. In seguito, ho pensato ai miei interessi, però di quando ero una bambina: come immaginavo le scuole andando avanti con gli anni, i personaggi dei cartoni e telefilm che ho amato di più, come volevo essere diventando grande (intendo caratterialmente) … e mettendo insieme queste cose, si è creata la storia. Come ho detto, questo libro l’avevo scritto quasi per gioco, ma la storia che è uscita fuori infine mi è piaciuta tantissimo!

 

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Corresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

 

RISPOSTA

Vorrei tanto far diventare la mia passione un lavoro, e il perché è semplice: chi non vorrebbe vivere rendendo i suoi sogni e passioni un dovere? Io non mi stanco mai di scrivere e di creare. Nella mia testa ci sono già nuovi personaggi che non vedono l’ora di uscire allo scoperto!

 

 

 Intervista a Linda Stella Contro autrice de “White Dress”

 

Trama

Wendy Pickett è una sedicenne di New York che vive nel Greenwich Village, ma la madre la lascia nel Queens dal padre Gavin per andare in luna di miele con il nuovo marito. Timida ed introversa ma grande amante della musica, Wendy trova un lavoro estivo come cameriera al White Dress, un locale gestito da un amico del padre, Charles, dove i camerieri, oltre a servire i clienti, suonano e cantano dal vivo. Così Wendy inizia ad uscire dal suo guscio facendo amicizia con la figlia della vicina di suo padre, la tosta Ann, e con il personale del locale, tra cui la dura ma talentuosa cantante Denise, gli scatenati musicisti Wanda, Edward e Clark e l’affascinante e coraggioso Marshall, cugino di Denise temporaneamente costretto ad andare in giro con un piede fasciato a causa di un incidente con una gang di strada. Grazie ai suoi nuovi amici, Wendy vivrà nuove esperienze che l’aiuteranno a fare i conti con il suo triste passato che le impedisce di lasciarsi andare al presente e anche al futuro, ma dovrà stare attenta a Big 50, il fratello di Marshall e il criminale più pericoloso del Queens…

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

La mia passione per le storie è nata quando ero piccola grazie ai numerosi cartoni Disney che guardavo e ai libri che mia madre mi leggeva ogni sera. Scrivevo e disegnavo piccoli fumetti per gioco, poi a sedici anni ho iniziato a scrivere fanfiction ispirate ai miei telefilm preferiti per esercitarmi, fino a trovare l’ispirazione per il mio primo romanzo. Fino ad oggi, sono arrivata a sei libri scritti e conclusi e ne ho tanti altri da finire.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

 I miei familiari mi sostengono da sempre, soprattutto mia madre che mi ha trasmesso, con un po’ di fatica all’inizio, la passione per la lettura. Anche le mie amiche mi sostengono e spesso mi danno anche consigli o mi aiutano a trovare l’ispirazione.

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro.

RISPOSTA

Il mio libro è ambientato a New York e parla di una giovane sedicenne, Wendy, che vive nel Greenwich Village ma si trasferisce temporaneamente dal padre per permettere alla madre e al patrigno di partire per la luna di miele. Non sapendo come passare il tempo, Wendy trova un lavoro estivo come cameriera al White Dress, un locale gestito da un amico del padre, ma in questo locale, i camerieri vengono pagati anche per esibirsi su un piccolo palco come cantanti e musicisti e Wendy ha una bella voce, ma a causa di un episodio del passato triste e doloroso, la ragazza non ha più la forza di cantare…

QUARTA DOMANDA

 Descrivi il libro con due parole chiavi e spiega perché?

RISPOSTA

Le parole chiave di White Dress sono Musica, perché è il tema principale sia della storia che del locale e Amicizia, perché è la cosa più preziosa di cui Wendy ha bisogno per affrontare ogni situazione, come anche tutti noi.

QUINTA DOMANDA

 Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte

RISPOSTA

Come ogni protagonista che si rispetti, Wendy cambia nel corso della storia, ma tre cose che non cambiano mai in lei sono la gentilezza, la forza interiore e il talento canoro, qualità fondamentali per farsi rispettare e affrontare i suoi demoni interiori.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

RISPOSTA

 Mi piaceva come suonavano le parole White Dress per un locale di musica frequentato da giovani. Magari prima che un lettore legga la trama di questo libro, potrebbe pensare che sia una storia che parla di vestiti, tipo quelli da sposa, che di norma sono bianchi, ma è questo il bello di certi libri, che hanno titoli misteriosi che possono rendere più interessanti le storie.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché? Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

I miei personaggi preferiti sono la protagonista Wendy perché è ispirata in parte a me, Charles, il proprietario del White Dress perché è un capo serio ma anche amichevole ed è una brava persona ligia al dovere ma che sa anche divertirsi con gli amici, ma mi piace anche il personaggio di Denise, una ragazza determinata che lavora sodo per costruirsi un futuro tutto suo e che sembra egocentrica e quasi cattiva perché tratta male Wendy, ma quasi sempre le apparenze ingannano…

Se fossi un personaggio di questa storia, esclusa Wendy, vorrei essere una semplice turista che capita al White Dress e si gode una piacevole serata, magari quella dedicata al karaoke, una delle mie passioni.

OTTAVA DOMANDA

Perché hai deciso di far partecipare il tuo libro alla campagna di crowdfunding? Ti ha spinto qualcuno o l’hai deciso da sola? Cos’hai provato quando hai avuto la possibilità di partecipare? Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Prima di scoprire la casa editrice bookabook, non sapevo che cosa fosse una campagna crowfunding, ma sembrava un buon modo di provare a fare pubblicità al mio libro e arrivare al mio obiettivo di farle arrivare nelle librerie come Mondadori e Feltrinelli, così ho accettato di fare un tentativo. Quando mi hanno permesso di dare inizio alla campagna, ho pensato che questa potrebbe essere la volta buona, dopotutto, il mio libro parla di musica, amicizia, famiglia e amore, cose fondamentali per la vita di ognuno di noi. Un piccolo grande sogno che posso condividere con gli altri, soprattutto con chi ama la musica come me.

NONA DOMANDA

 I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

RISPOSTA

In generale, questa storia è di totale fantasia, tranne buona parte del carattere di Wendy e alcuni personaggi, ispirati non solo a me, ma anche ad alcune persone della mia vita, anche in modo indiretto. Per il luogo ho preso spunto dalla mia vacanza-studio a New York quando ero un’adolescente e dalle numerose foto che ho fatto, in modo da rendere la storia più realistica che potevo.

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Corresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

RISPOSTA

Il mio grande sogno sarebbe quello di vivere della mia penna e sono più di dieci anni che ci provo, so bene quanto sia difficile, soprattutto qua in Italia, ma non ho alcuna intenzione di arrendermi. Le ho provate tutte e continuerò a provare, se dovesse essere necessario.

 

 

          Intervista a Erika Bottiglia

           autrice de “Un sorriso ancora”

Informazioni libro.

Autore: Erika Bottiglia

Titolo: Un sorriso ancora

Editore: Darcy edizioni

Genere: Romance contemporaneo, sport romance

Disponibile: Amazon e KU

 

Trama

A lei un incidente ha portato via tutto.

Lui è stato spezzato dall’amore.

Entrambi hanno eretto un muro per non dover più soffrire, ma appena i loro occhi si incrociano in un pub affollato qualcosa cambia… il cuore sembra ritornare a battere.

Lui diventa il suo antidoto.

Lei la sua boccata d’aria.

Saranno in grado di andare oltre la paura che si annida nei loro cuori e fare spazio all’altro, soprattutto quando, dietro le quinte, appare qualcuno pronto a tenerli distanti?

 

Estratto

Resto imbambolata a fissarlo e perdo il pavimento sotto i piedi non appena le sue labbra si sollevano in un sorriso tenero. Gentile. Sincero. Un sorriso che mi confonde, a cui non sono abituata e fa battere il mio cuore a mille. Arrossisco sotto il suo sguardo ambrato e come sempre, quando ci ritroviamo a pochi centimetri l’un dall’altro, desidero sporgermi verso di lui e rubargli un bacio. In un gesto involontario si passa la punta della lingua sul labbro inferiore e inconsapevolmente pronuncia la mia condanna.

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

Mi sono avvicinata alla lettura all’età di sedici anni. Il merito è stato della mia professoressa di lettere del terzo anno di liceo, a cui sarà eternamente grata, che iscrisse l’intera classa a un concorso letterario organizzato dalla scuola. È stato amore a prima vista e non sono più riuscita a fermarmi.

La scrittura è venuta qualche anno dopo, non ricordo cosa abbia fatto scattare la scintilla, ero affascinata dalle storie che leggevo, volevo mettermi in gioco e mi sono buttata.

 

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

Diciamo che ormai si sono rassegnanti al fatto che vivo con la testa tra le nuvole e in un mondo tutto mio.

Se ho continuato a inseguire il mio sogno lo devo soprattutto al mio ragazzo e a due ragazze fantastiche, Elena e Cinzia, che con i loro incoraggiamento mi hanno spronato ad andare avanti e a non mollare, soprattutto nei momenti di sconforto. 

 

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro. Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Ecco, questa è una domanda a cui ho difficoltà a rispondere, nonostante sia consapevole del concetto di marketing, voglio dire, ho sempre una laurea in economia aziendale😊

Tornando a noi, Un sorriso ancora è una storia dolce, tenera in cui non mancano gioie e lacrime. Sinceramente non saprei cosa dire per convincere le persone ad acquistarlo, non sarei oggettivo, però posso dire che ho scritto ogni parola, ogni frase e ogni pagina mettendoci il cuore e spero che questo possa bastare.

 

 

QUARTA DOMANDA

 Descrivi il libro con due parole chiavi e spiega perché?

RISPOSTA

Due parole chiavi per descrivere il libro? Fragilità e Fiducia.

Mi viene in mente la prima parola perché i due personaggi, Giammarco e Nicoletta, si trovano a vivere una situazione che li ha profondamente destabilizzati. Vengono meno i punti d’appoggio su cui si aggrappavano, le certezze su cui si basavano e questo li rende fragili. È una circostanza che rende difficile pure lasciare il letto la mattina e dire: «Ok, un altro giorno, posso farcela». Per lo stesso motivo, permettere alle persone di abbattere le paure che si sono insinuate nel cuore e mostrarsi per quello che si è davvero è spaventoso. E questo richiede coraggio, fiducia; è un bel salto nel vuoto.

 

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte

RISPOSTA

Ah, il mio Giammarco. Impulsivo, arrogante da fare paura, tenero.

È una testa calda, non sa proprio cosa significa contare fino a dieci per controllarsi, tantomeno si ferma a riflettere se le sue azioni o le sue parole possano ferire qualcuno. Se ne rende conto quando è troppo tardi.

Arrogante perché è ben consapevole di poter avere tutto ciò che vuole e non si fa nessun problema a sottolinearlo.

È un personaggio che si nasconde dietro un sorriso impertinente, ma in realtà nasconde un lato profondamente tenero, ma ha paura di mostrarlo per paura di soffrire ancora.

 

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

RISPOSTA

In realtà il titolo originario era “Regalami un secondo per dirti: ti amo”; poi è stato “Regalami un sorriso ancora”. Qualcuno mi ha consigliato “Un sorriso ancora” e devo dire che più lo ripetevo e più mi piaceva, quindi ho deciso di tenerlo.

 

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché?

RISPOSTA

Nicoletta, sono di parte lo so, ma amo il modo in cui esce pian piano dal suo guscio e si lascia andare alle emozioni che sta vivendo.

 

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia, chi vorresti essere?

RISPOSTA

Nicoletta per il motivo che ho detto prima, ma anche Gaia sarebbe un bel personaggio da interpretare.

 

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

RISPOSTA

La storia si è scritta da sola. Mi sono seduta al pc e mi sono lasciata trascinare dal prologo e dai personaggi

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Corresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

RISPOSTA

Sarebbe un sogno poter rendere la scrittura un lavoro a tempo pieno, ma rimango con i piedi ancorati per terra. Mi basta potermi ritagliare un piccolo spazio tutto mio e mettere nero su bianco ciò che mi passa per la testa ed emozionare chi mi legge.

 

 

                                        Intervista a Martina Tasso

           autrice de “l’equilibrio”

 

Trama

Martha, crescendo, non ha perso la capacità che hanno i bambini di vedere le fate.

L’incontro con Mirko, un ragazzino testardo quanto enigmatico, la porterà proprio per questo in un luogo fuori dal tempo e dal mondo. Si tratta di un’isola abitata dagli Wanduts, tribù di indigeni dove Martha riscopre il gioco, la spensieratezza, l’ingenuità di quand’era bambina.

Ma forse l’isola non è il paradiso che sembra e nemmeno lì si può sfuggire alle responsabilità, alla violenza, al dolore della vita “da grandi”. L’omicidio improvviso di un bambino riaccende un conflitto che sembrava essersi spento da tempo, tra gli Wanduts e gli Invasori Bianchi. Cosa vogliono, dopo anni di tregua?

In una tavolozza di personaggi e ambienti che si accostano come in un sogno, Martha dovrà capire da che parte schierarsi, se con l’inarrestabile Mirko o con l’affascinante Capitano James; se cedere all’attrazione per il bellissimo Gabe o rinunciarvi in partenza; se restare o ritornare a casa.

Estratto

 Scrubs, è il modo di scortare una fanciulla, quello? – chiede all’uomo, accennando con il mento alla sua presa sul mio braccio. Il suo tono è pacato, ma mette i brividi quanto una minaccia di morte.

Scrubs cerca invano di mascherare il tremolio nella voce, ma non ci riesce e le sue parole sembrano uno squittio: – No! No, no … perdonate, Capitano! – dice, affrettandosi a lasciarmi – La trattenevo solo perché non scappasse.

Mi viene da ridere, ripensando alla prepotenza che aveva usato con me fino a poco fa. Ma dura poco, perché dalla sua insicurezza deduco anche che il Capitano, dietro la sua apparente inoffensività, sia più pericoloso di quanto sembri. E ho di nuovo paura.

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

Non c’è stata una vera scintilla. Da bambina leggevo molto più di adesso. Ma ero una bambina strana, ho saltato delle tappe. Ad esempio, quando alle elementari i miei coetanei avevano Geronimo Stilton, io già mi ero buttata sui classici perché mi dicevo: “se sono considerati capolavori da secoli, bisogna che legga prima questi!”.

Ho scoperto presto di amare il genere storico. Tuttavia, ho amato anche saghe più moderne come “Fairy Oak”, “Il trono di spade”, “Hunger Games” e “I love Shopping”, dal quale sento di aver ereditato qualcosa nello stile della narrazione.

Leggere molto e voler inventare le trame dei miei giochi hanno messo le basi per un hobby di scrittura creativa già a 8 anni.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

Penso che nessuno sapesse del mio hobby della scrittura finché non ho annunciato che “L’equilibrio” avrebbe avuto l’occasione di essere pubblicato. Hanno accolto tutti con entusiasmo la notizia.

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro

RISPOSTA

Ho iniziato a scriverlo a circa 14 anni. In realtà non pensavo di pubblicarlo, tant’è che non saprei inquadrarlo in un genere, né indicare un target.

Mi è inoltre difficile parlarne perché c’è una rivelazione, a circa due terzi della storia, che da una parte rende l’opera più appetibile, ma dall’altra è il più grosso colpo di scena presente nel libro. Rivelarlo sarebbe quindi un grosso spoiler.

L’ho scritto perché volevo mettere nero su bianco persone, episodi, sensazioni e dialoghi, per non perderli. Volendo poi, per gioco, farne un romanzo, ho mescolato le carte. Ecco che quindi ho fatto coesistere personaggi di momenti diversi della mia vita, li ho fatti incontrare, curiosa di come si sarebbero rapportati; ho immaginato la me stessa di oggi, con quelle persone del passato, chiedendomi se la mia relazione con loro sarebbe stata la stessa. Ne è uscito “L’Equilibrio”.

QUARTA DOMANDA

Descrivi il libro con due parole chiave e spiega perché?

RISPOSTA

Direi Nostalgia e Magia. È una scatola fantasy dei miei ricordi, con un’avventura nel mezzo che ha del surreale.

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiave e spiega perché le hai scelte

RISPOSTA

Ironica: perché sono io, il mio alter-ego letterario non poteva non affrontare la vita con una giusta dose di sarcasmo.

Empatica: ha una spiccata sensibilità, che nasconde dietro una maschera di cinismo per non essere scalfita.

Leale: resta fedele a chi ama, o cerca in ogni caso di agire per quel che è meglio per lui.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

RISPOSTA

Il titolo è stato cambiato tre volte. All’inizio si chiamava “La chiaroveggente”, il secondo non lo scrivo, perché sarebbe uno spoiler. Alla fine ho scelto “L’equilibrio”, in quanto parola chiave di un monologo degli ultimi capitoli. Si tratta, nello specifico, di un equilibrio circoscritto all’avventura del romanzo, ma a volerlo esaminare, ci si rende conto che un equilibrio viene rispettato in ogni altro aspetto. Si riflette su tutto.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché? Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Non si può chiedere un personaggio preferito ad uno scrittore. Non ho molta scelta su chi vorrei essere, perché è in parte autobiografico e mi ritrovo già a vestire i panni di Martha. Al di là di questo, mi affascina moltissimo il personaggio del Capitano, per la sua ambiguità.

OTTAVA DOMANDA

Perché hai deciso di far partecipare il tuo libro alla campagna di crowdfunding? Ti ha spinto qualcuno o l’hai deciso da sola? Cos’hai provato quando hai avuto la possibilità di partecipare? Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Mio padre, i miei ridottissimi lettori e le insegnanti di letteratura hanno iniziato a insistere perché provassi a pubblicare qualcosa di mio. Questo era l’unico libro che potevo dire concluso, tra i progetti che ho in corso, perciò l’ho inviato a qualche casa editrice. Ho scelto Bookabook e il suo metodo Crowdfunding perché l’ho trovato particolarmente meritocratico: mi ha confermato che l’opera ha un potenziale, perché è stata selezionata e la realizzazione dipenderà da me e da come mi promuovo. In tutto ciò, non sono vincolata a somme di denaro o all’acquisto di uno stock di copie, perciò non avevo nulla da rimetterci nel tentare.

Non credevo l’avrebbero selezionato e la notizia è arrivata in un periodo in cui ero particolarmente giù, mi ha risollevata.

Dovreste acquistarlo perché potremmo avere dei ricordi in comune anche senza conoscerci.

NONA DOMANDA

 I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

RISPOSTA

Ho già risposto a questa domanda. Solo alcune cose sono espediente narrativo, ma ho deciso di non rivelarle.

DECIMA DOMANDA

10) Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Corresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché si o perché no?

RISPOSTA

Non credo ne farò un lavoro. Ho visto che se inizio a fare una cosa che mi piace per soldi, perdo la passione di farlo. Continuerò comunque a scrivere e se concluderò qualcosa di interessante, proverò a pubblicare anche quella.

 

 

Intervista a Luna Simons

           autrice de “Summerhill Secrets”

Trama

A diciassette anni, Mallory è stanca della monotonia di Almirton, il piccolo paesino scozzese in cui vive. Ma una scoperta nel giorno di Halloween le cambierà la vita, rivelandola custode di un potere raro e pericoloso che la costringerà a lasciarsi alle spalle il suo passato e recarsi a Summerhill, una comunità magica in cima ad una collina occultata dalle nebbie. Lì farà i conti con la sua vera natura, conoscerà il valore dell’amicizia e i tormenti dell’amore. Imparerà a celare il suo reale potere, rendendosi conto che tutti, in quel posto, nascondono qualcosa, anche i professori, gli amici e Sam, il ragazzo tenebroso che ha appena conosciuto. Perchè a Summerhill niente è come sembra… Immergetevi in una Scozia di magia e mistero.

Estratto

La verità era che avevo paura. Adrian aveva cominciato a comportarsi in modo strano da quando eravamo entrati in quella caverna nel bosco. Cominciava a balenarmi in mente l’idea che quella fosse la punizione di chi era entrato nella cripta.

E adesso mancavo solo io, l’ultima colpevole.

Per te infrangerei qualsiasi regola. Quelle parole risuonavano nella mia mente come un ritornello infinito. Era stata tutta una mia idea. Era colpa mia, e questo non mi dava pace.

 

PRIMA DOMANDA

Raccontaci qualcosa di te come persona, per esempio quanti anni hai? Da dove vieni?

RISPOSTA

Premetto che Luna Simons è il mio “nome d’arte”. Mi chiamo Simona, ho 24 anni e sono di Napoli. Sono laureata in lingue e letterature straniere e le mie più grandi passioni sono scrivere e viaggiare.

SECONDA DOMANDA

Parlaci un po’ di te che cosa ti ha spinto a scrivere? Quando e come hai iniziato la prima volta? Quanti anni avevi quando hai iniziato a scrivere?

RISPOSTA

 Scrivere mi è venuto naturale da quando ho imparato a farlo. Ho scritto la mia prima storia in seconda elementare, era su un aquilotto che diventava grande… Ricordo ancora la faccia sbalordita delle maestre! Questa passione è cresciuta con me e non mi ha mai abbandonato. L’unica differenza questa volta è che ho deciso finalmente di pubblicare un mio libro… Vedremo come va!

TERZA DOMANDA

Com’è nata l’idea di questo libro?

RISPOSTA

La storia di Mallory mi è venuta in mente per la prima volta a diciassette anni. Era una ragazza forte e decisa, come io volevo essere, e aveva una vita piena di avventure, contraria alla monotonia dei miei giorni. Forse ho iniziato a scrivere proprio per evadere da quella realtà che mi opprimeva, non è questo il vero potere magico della lettura e scrittura?

QUARTA DOMANDA

 Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro in particolare? Cosa vuoi far arrivare al lettore? Qual è il messaggio che vorresti che tutti capissero?

RISPOSTA

Mallory è una ragazza come le altre, che affronta l’adolescenza e si prepara ad entrare nell’età adulta. Penso che, nonostante la parte magica, molti possano ritrovarsi in lei e affrontare i suoi stessi dubbi, le sue stesse paure. Il messaggio del mio libro è che con le persone giuste, con l’amicizia e il supporto reciproco, ma soprattutto credendo in se stessi si può ottenere tutto e si possono superare ostacoli che prima apparivano insormontabili.

QUINTA DOMANDA

 Descrivi il tuo libro in tre parole e spiega perché hai scelto proprio quelle parole

RISPOSTA

Accattivante, avventuroso, coinvolgente. Accattivante perché mi sono impegnata affinchè ogni capitolo invogliasse a continuare, i misteri aumentano sempre di più per essere risolti solo alla fine (o nel prossimo volume… chissà!). Avventuroso perché tratta delle avventure della protagonista, catapultata in un mondo completamente sconosciuto, dove deve imparare a difendersi e a badare a se stessa. Coinvolgente perché la narrazione in prima persona aiuta il lettore a vivere la storia come se fosse lui stesso il protagonista, e, come ho già accennato prima, molti possono rispecchiarsi nella situazione e nelle emozioni di Mallory.

SESTA DOMANDA

Se fossi una lettrice e non la scrittrice del libro perché dovresti leggerlo? Perché noi lettori dovremmo leggerlo?

RISPOSTA

 Dovrei leggerlo per lo stesso motivo per cui leggo molti altri libri: per vivere un’avventura, che mi faccia sognare, che mi trasporti in un altro mondo e che mi faccia dimenticare della realtà per qualche ora. Inoltre, attraverso la protagonista, ho cercato di far emozionare e divertire il lettore, spero di essere riuscita nel mio intento!

SETTIMA DOMANDA

C’è un personaggio del libro che ti assomiglia o che ha caratteristiche in comune con te?

RISPOSTA

Ovviamente mi rivedo molto nella protagonista, la tipica ragazza che vuole mettere una maschera da dura, ma in fondo è una persona buona e sensibile. Un po’ è così che vedo me stessa. In realtà in ogni personaggio di questo libro c’è un po’ di me, nelle stranezze di Lydia, nella timidezza di Anya, forse anche nell’oscurità di Sam

OTTAVA DOMANDA

Presentaci i protagonisti in due parole chiavi e spiega senza spoiler, perché le hai scelte

RISPOSTA

La protagonista principale della storia è Mallory e se dovessi scegliere solo due parole la descriverei innanzitutto come temeraria, in quanto non si tira mai indietro di fronte alle sfide, anche se le fanno paura. Un altro aggettivo che userei è il termine inglese selfless che rende, molto meglio dell’italiano “altruista”, il fatto che lei non riesce a mettere se stessa al primo posto e spesso gli altri devono farlo per lei. Ma, in fondo, è ancora giovane e ha tanto da imparare!

NONA DOMANDA

 Il tuo personaggio preferito?

RISPOSTA

Il mio personaggio preferito è Lydia, perché nonostante ne abbia passate tante, continua a mantenere un atteggiamento spensierato e positivo nei confronti della vita e degli altri. Ma, soprattutto, non ha paura di essere semplicemente se stessa, anche a costo di risultare stramba. Non le importa delle opinioni altrui ed è fermamente convinta che un vero amico la apprezzerà così com’è, non ha intenzione di cambiare per nessuno e questa è la parte che più mi piace.

DECIMA DOMANDA

 Questa è difficile. E’ il tuo primo romanzo (se non erro) spiegaci a me e ai lettori perché tra migliaia di autori dovremmo leggere proprio te, che cos’è che ti differenzia da tutti gli altri? Cos’hai di speciale? E cos’hanno di speciale i tuoi protagonisti?

RISPOSTA

 Perché è un romanzo pensato e ripensato per anni. Credo (e spero!) di essere riuscita a creare un mondo magico con la sua storia, le sue tradizioni, le sue credenze, ma in modo verosimile, ovvero perfettamente integrato nella società odierna. Summerhill potrebbe essere ovunque, proprio in mezzo a noi, celato in bella vista, davanti ai nostri occhi. È questo che secondo me permette ancora di più al lettore di entrare nella storia e viverla in prima persona, scoprendo e adattandosi alle novità di questo mondo assieme alla protagonista. Inoltre lo stile leggero e scorrevole che ho usato rende questo romanzo leggibile davvero in poco tempo, come mi hanno testimoniato i miei beta readers e alcune persone che hannogià acquistato l’ebook.