Non Solo Storie

Intervista a Jess L. autrice di “Travolgimi”

 

Trama

Elise ha diciassette anni e spesso e volentieri si sente un’estranea nel suo stesso corpo.

Vorrebbe cambiare le cose ma non sa come fare, non sa da dove cominciare. I problemi che la circondano la fanno sentire ancora più bambina di quello che è, anche se nella sua testa dovrebbe solo vivere spensieratamente.

È con un invito ad una festa che cambia tutto.

È lì che conosce Alex, è da lì che inizia ad affrontare le sue paure e a fare piccoli passi avanti per prendere il “controllo” della sua vita.

Ce la farà? Sarà solo una cosa momentanea? E Alex che importanza avrà in tutto questo?

Estratto

Ci sono dei momenti in cui preghi che tutto cambi, quasi come per magia. Vorresti sbattere le palpebre e far si che tutto sia diverso e non solo ai nostri occhi.

Ma non accade mai, i cambiamenti avvengono quando meno te lo aspetti e ti stravolgono la vita in modo inaspettato. Si dice che per una cosa buona che accade, una brutta la segue….è vero, è dannatamente vero.

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

Ho sempre amato leggere, crescendo il tutto è andato un po’ in standby ma poi mi sono “scontrata” con la saga di Twilight. Da lì sono andata talmente in fissa con i libri e i film che non mi sono più fermata nello scoprire libri nuovi. Per quanto riguarda la scrittura, c’è da dire che da piccola mi piaceva tenere dei diari, ma ero poco costante, però sono sempre stata brava nei temi scolastici e i professori hanno sempre apprezzato questa cosa, ma anche in questo caso si può dire che è stato grazie alla saga di Twilight se sono riuscita a dare libero sfogo alla mia creatività. Infatti per anni, prima di pubblicare su Amazon, ho scritto delle fan-fiction e delle storie originali.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

I miei genitori hanno sempre saputo che scrivevo delle storie. Prima della pubblicazione dei miei due romanzi, però, non avevano mai letto nulla. Adesso, invece, almeno mia madre, ha letto tutto. Prima di approdare su Amazon non è che ci credessero tanto, l’hanno sempre preso come un hobby o comunque come uno sfogo che mi faceva stare bene ma c’è da dire che questo è quello che volevo pensassero. Ho una famiglia numerosa ma anche gli altri parenti sanno della pubblicazione dei libri, c’è chi li ha letti, chi no, ma comunque tutti lo sanno. Non so bene cosa ne pensino, non ho mai voluto indagare ma comunque ho scoperto che il loro sostegno ce l’ho. Per quanto riguarda i miei amici è un po’ differente… hanno seguito tutto il processo, si sono dovuti sorbire ansi e paranoie e più volte ho chiesto il loro parere su delle cose. Non hanno letto i libri e mi va benissimo così, più che altro perché so che vedrebbero troppo di me nelle storie e non riuscirebbero del tutto ad apprezzarli, ma comunque mi sostengono e s’interessano

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro. Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Non sono mai stata brava a farmi pubblicità e non perché io non creda in quello che ho scritto, ma solo perché sono dell’idea che ognuno deve essere libero di scegliere. Solitamente quando ci si affaccia a un libro è perché magari la copertina ha attirato l’attenzione, perché la trama ha incuriosito. Dei miei libri posso dire che non tutto è finzione, che entrambe le storie parlano di ragazzi che crescono, che scoprono e affrontano le loro emozioni e che si mettono in gioco. Mi piace pensare che nei miei romanzi avvenga una crescita e una concezione di sé stessi dove anche chi li legge può in qualche modo rivedersi. Anche se magari quegli anni non sono più vicini, anche se oramai si è degli adulti. Perché acquistarli? Magari anche solo per passare qualche ora con la mente lontana dai propri problemi.

QUARTA DOMANDA

Descrivi il libro con due parole e spiega perché le hai scelte.

RISPOSTA

Io e la sintesi siamo due cose differenti… allora… Travolgimi può essere descritto con: crescita personale. Parlo della mia ma anche di quella dei protagonisti che scoprono sé stessi, affrontano le prima porte in faccia, il primo amore, superano le paure. Oltre le bugie può essere sintetizzato in: buttare le maschere. Tutti diciamo bugie, tutti ci nascondiamo e cerchiamo di far vedere la parte migliore di sé, ma prima o poi tutto viene a galla e mi piace pensare di aver dato voce a una protagonista che smette di scappare e che si apre, imparando persino a conoscersi.

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte.

RISPOSTA

Alex: impulsivo, curioso, ama con tutto sé stesso. Alex è una testa calda, molto spesso si lascia trasportare dalla rabbia e dice cose che non pensa e che poi si pente. È essenzialmente una persona che non ama essere rifiutato ed è molto curioso, infatti è stata proprio questa curiosità ad avvicinarlo alla protagonista e per quanto riguarda l’ultimo punto… credo sia abbastanza chiaro, anche se c’è da aggiungere che per lui è difficile perdonare, quindi anche se ti ama, il processo di rientrare nelle sue grazie è lungo e spigoloso.

Elise: buona, forte, paranoica. Elise ha tanti sogni ma vive nella paura di non essere abbastanza. Ha paura di deludere tutti, ma andando avanti scopre che le paure vanno affrontate, che non è debole e soprattutto una delusione. L’ansia e le paranoie non scompaiono dall’oggi al domani ma con le persone giuste è possibile fortificarsi e lei ne è la prova.

Claire: statica, fragile, spaventata. Claire fin dal primo capitolo di Oltre le bugie si mostra fredda, impenetrabile, con le idee chiare e sopra a tutti, solo che invece è tutto il contrario, lei è una maschera, una maschera che una volta che fa cadere, non conosce. Lei è sicuramente la protagonista che ha affrontato più cambiamenti e che ha dovuto fare più scoperte su sé stessa.

Matthew: idealista, coraggioso, tenero. Matt mi piace vederlo come una roccia, ma una roccia che se gli cadi sopra o su cui affidamento, non ti fa male. Lui è stato una spalla per Claire, anche quando ancora non lo sapeva e lei nemmeno se ne rendeva conto. Lui è esattamente il ragazzo presente, che fa stare bene ma che non te le fa passare tutti lisce anche se prova dei sentimenti, questo perché annullarsi non serve a nulla.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere quel titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire questo titolo è perfetto?

RISPOSTA

Per Travolgimi la scelta è stata istintiva, è venuto da sé e non mi sono fatta molte domande. È un concetto che viene ripetuto spesso nel romanzo e che rappresenta quanto bisogno c’è di farsi travolgere dalla vita, dall’amore, dalla famiglia. Per Oltre le bugie è stato un po’ più complicato, nonostante avessi il concetto in mente, sceglierlo non è stato così facile. Volevo giocare sul concetto di maschera e quanto tutto potesse avere più di un significato ma alla fine mi sono resa conto che il tutto ruota all’andare oltre: alle bugie, al conoscersi, all’amore stesso.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché?

RISPOSTA

Amo tutti i miei personaggi, Elise e Alex sono una parte di me, sono cresciuti con me… Claire e Matthew, però, li vedo un po’ più distanti ma alla fine il personaggio che più preferisco è quello che sto scrivendo, ovvero Oliver, che si conosce già in Oltre le bugie. Il perché è semplice: è un personaggio buono, forse anche troppo, e perché per alcuni tratti è fin troppo me.

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Oddio, questa domanda è orribile… e forse la mia risposta lo è ancora di più… potessi scegliere non vorrei essere nessuno di loro. Sono stata Elise per troppi anni della mia vita, e indietro non tornerei. Mi piacerebbe avere accanto Alex o Matt, ma non essere loro. Claire, per certi versi, è il personaggio che anche non volendo si è distanziato troppo da me, e anche se apprezzo molte sue caratteristiche, nei suoi panni non vorrei entrarci.

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andato a braccio? Per esempio hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

RISPOSTA

In Travolgimi c’è molto di vero: personaggi, situazioni e luoghi. In Oltre le bugie, no, tutta finzione e sono andata a braccio. Avevo bisogno di staccarmi dalla troppa realtà e ho fatto bene.

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Vorresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché si o perché no?

RISPOSTA

In questo periodo sto evitando di pensare a lungo termine, al momento mi preme solo finire il libro che ho in scrittura. È ovvio che vorrei che questa mia passione diventasse un lavoro vero e proprio, ma già l’essere arrivata a pubblicare, anche se in modo autonomo, è stato un enorme passo avanti e ne sono felice. Poi dire mai, le occasioni sono sempre dietro l’angolo e bisogna solo vedere se sarò in grado di coglierle. (Se si presenteranno, ovvio).

 

                                        Intervista a Jessica Rigoli

  autrice de ” Lo spirito delle idee” “La regina delle ombre”

 

 

Trama de “Lo spirito delle idee”

 

In un tranquillo sabato Melissa si trova catapultata in un altro mondo, inospitale e pericoloso, governato dallo Spirito delle idee. Perché lo Spirito la teme così tanto? Perché pare che le sorti di questo mondo e del suo dipendano proprio da lei? Guidata dalla gatta Beatrix e insieme a vecchi e nuovi amici conosciuti durante il corso dell’avventura, la bambina si scontrerà proprio con il padrone del mondo inverso. Riuscirà Melissa a districarsi fra mille rivelazioni sconcertanti e segreti pericolosi senza perdere se stessa e la propria anima? 

 

Trama de “ La regina delle ombre”

 

Per Melissa è finalmente arrivato il giorno tanto atteso: è il momento di fare ritorno nel Mondo Inverso. Una volta giunta, però, la ragazza si rende subito conto che le cose non sono più quelle che aveva lasciato dietro di sé e che i meccanismi del nuovo mondo si sono inceppati o sono stati sabotati. Chi sta cercando di seminare nuovamente paura e incertezza nel Mondo Inverso? Quali sono i fatti strani di cui mormora spaventata la gente intorno ai falò? Un’ombra si staglia minacciosa su questo mondo ed è alla ricerca frenetica di alcuni amuleti in grado di rovesciare le sorti della vecchia partita. Il viaggio sarà lungo e pieno di pericoli perché niente è mai quello che sembra: nemmeno la morte ormai è più un fatto inconfutabile. Su quali certezze potranno quindi fare affidamento? Riuscirà Melissa a superare le sue paure e le sue incertezze? Basteranno l’amore, la fiducia, l’amicizia e il coraggio a salvare Melissa e i suoi amici e a renderli invincibili?

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

Scrivo da sempre e principalmente guidata da un fortissimo amore Per la lettura ma non ho mai ritenuto possibile riuscire a portare a termine un’impresa difficile come quella della stesura di un intero libro… Comprensivo poi di pubblicazione! Una notte INVECE È sopraggiunta L’idea giusta e guidata da questo entusiasmo e da questa sorpresa, Sono arrivata a trovarmi fra le mani un ‘opera praticamente FINITA! una volta pubblicata È sorta in me una una certa malinconia e nostalgia che mi ha portato a tornare nel Mondo inverso e a scrivere anche il secondo.. 

 

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

Assolutamente. Mia mamma e mia sorella sono state tra le prime lettrici della bozza di entrambi i romanzi insieme a mio marito a cui ho letto ogni capitolo in esclusiva e a mia figlia Melissa. Anche gli amici sono sempre super e mi hanno aiutata tantissimo durante le varie presentazioni

 

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro. Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Penso che sia una storia che fa sognare e correre la fantasia a briglie sciolte… cosa che a mio avviso deve essere tutelata anche da adulti come un vero tesoro prezioso! 

 

QUARTA DOMANDA

Descrivi il libro con due parole chiavi e spiega perché?

RISPOSTA

Sincero e prezioso… Perché è scritto con il cuore ed è ricco di valori che ritengo importantissimi 

 

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte

RISPOSTA

Melissa è curiosa, coraggiosa e forte… Una piccola donna che durante il corso dell’avventura scopre la vera sé e le sue potenzialità.. Per non fermarsi più. 

 

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

RISPOSTA

Cercavo un titolo che rappresentasse il senso intero del viaggio di Melissa e nel contempo presentasse anche uno dei  protagonisti della storia… 

 

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché? Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Ovviamente il mio personaggio preferito è Melissa che poi è realmente mia figlia a cui è dedicata la prima opera, nata come una favola della buonanotte per lei

 

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Sono già all’interno della storia e sono Luce, la mamma di Melissa. Ho decisamente mischiato il fantasy e la realtà, lo so, ma volevo che ci fossero delle verità che mia figlia potesse ritrovare tra le righe per farle capire che è proprio lei il fulcro del mio mondo reale e anche di quello immaginario

 

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

RISPOSTA

Come ti dicevo prima, Melissa esiste realmente così come Luce e  Mika e Pako che sono i nostri bassotti e la maggior parte delle ambientazioni del mondo dritto

 

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Corresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

RISPOSTA

Sarebbe un sogno e ci lavoro ogni giorno!!! scrivere per vivere e vivere per scrivere… Un connubio perfetto!!! 

 

 

 

          Intervista a Simon Schiele autore de

“Jack atto I: La città celata”

 

 

Trama

In un mondo fantastico macchiato da problemi fin troppo reali, due giovani guerrieri combattono per crearsi un futuro. Jack, la spada, incatenato a un sogno di vendetta, Night, l’arco, in cerca di una famiglia. La loro vita cambierà quando arriveranno ad Adzul, la città celata, un’oasi di pace e serenità che tuttavia nasconde un grande segreto. Lì incontreranno il leale Cabil, la bella Judith, il sovrano Reginald, la Meranice e ammireranno la magia del Campo Lunare: sarà il posto adatto a loro? Com’è legato il segreto della città al loro passato? Una favola adulta ricca di umanità, un dark fantasy italiano che ridefinisce i canoni del genere. Violenza, razzismo, abusi sulle donne. Amicizia, amore, fratellanza. Questo è Jäck atto I: la città celata.

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

La mia insegnante delle elementari era molto attenta ai suoi alunni. Notando una predisposizione mi regalò a sette anni Il tempo non si ferma per i topi, credo sia stato quello il primo romanzo serio che ho letto.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

Gli amici sono straordinari. Senza di loro non avrei combinato nulla. La famiglia sì, non tutti leggono ma diciamo che fanno del loro meglio per supportarmi.

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro. Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Perché siete stufi dei soliti fantasy con trame trite e ritrite rubate un po’ al Signore degli Anelli un po’ ad Harry Potter. Sto proponendo qualcosa di nuovo per il genere, con tutti i pro e i contro di questa scelta.

QUARTA DOMANDA

Descrivi il libro con due parole e spiega perché le hai scelte.

RISPOSTA

Sofferenza, perché è una storia di vita di due adolescenti senza nessuno al mondo che cercano di venire a capo delle loro vite, un po’ come lo ero io quando scrissi La città celata per la prima volta, e coraggio, e un libro che tratta anche tanto di coraggio, codardia e in generale la capacità di affrontare il mondo che ci si para davanti. Alcuni riescono a tirare fuori il meglio di loro stessi, altri no.

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte.

RISPOSTA

Odio questa cosa del “descrivi cose in tot parole”. Ad ogni modo, Jack è una “testa di c…..”. Son tre parole, no? Non è un adolescente modello, è arrogante, saccente, iroso, ma anche tormentato e, sotto sotto, con dei principi morali. Non è un cattivo ragazzo, è come sarebbe qualunque adolescente cresciuto sulla strada.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere quel titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire questo titolo è perfetto?

RISPOSTA

Oh, questa è semplice. Allora, volevo chiamarlo solo “Jack” ma il mio illustratore della copertina mi ha detto: “Guarda che ci sono milioni di libri chiamati Jack là fuori”, al che ho scelto “La città celata”.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché?

RISPOSTA

Cabil. Perché fa un bel percorso in questo libro e nel prossimo diventerà uno dei personaggi centrali. Inoltre, non so come spiegarlo, ma Cabil è un personaggio che praticamente si è scritto da solo. Ha letteralmente preso vita, e molto più di Jack e di Night. Almeno, per ora.

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Sarei Jack perché anche io sono abbastanza testa di c….. Ma se potessi scegliere… Non so, qualcuno a cui non accade nulla di male. Il che è difficile, nei miei libri.

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andato a braccio? Per esempio hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

RISPOSTA

Mah, credo che nessuno scrittore scriva un romanzo “dal nulla”. Cioè, tutti quanti attingiamo dal nostro vissuto. Jack è certamente ispirato alla mia vita, è naturale.

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Vorresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché si o perché no?

RISPOSTA

Qualcuno ti ha davvero risposto di no? Certo che lo vorrei. Sennò finisco a consegnare pizze e credo di essere più bravo con la scrittura onestamente =P

Intervista a Licia Oliviero

autore de Omega: La fine è solo il principio

 

 

Trama

La normalità è un concetto relativo. Per Meg è assolutamente normale avventurarsi durante la notte in luoghi poco raccomandabili per dare la caccia a vampiri, zombie o fantasmi: è routine, ordinaria amministrazione, un po’ come assistere ai battibecchi tra le sue due amiche e compagne di caccia, Charlinne e Suzanne. Persino i terribili incubi sempre più ricorrenti e che la perseguitano fanno parte della sua normalità.

D’improvviso, però, gli avvenimenti soprannaturali sembrano moltiplicarsi, il passato che Meg tenta tenacemente di seppellire riemerge e sulla Terra iniziano a comparire fin troppi demoni che invece dovrebbero essere relegati negli Inferi.

E un demone in particolare sembra essere fin troppo interessato a lei. Perché? Possibile che tutto – anche ciò che non sembra – sia collegato a lei? E perché l’intero Inferno sembra darle la caccia? Quanto sono forti le catene che la legano a un destino che lei non desidera? Sarà possibile spezzarle, oppure tutto, ogni lotta, ogni decisione, condurrà alla stessa inevitabile fine?

 

Estratto:

Meg si voltò verso il suo obiettivo, ma il demone era sparito. Volatilizzato.

«Sai, le persone normali non girano con così tante armi e se vedono qualcosa di così violento solitamente scappano.»

Meg trasalì e si voltò con il cuore in gola, sentendo la sua voce provenire da dietro di sé. «E tu non sai che solo i vigliacchi attaccano alle spalle?» replicò invece di andare all’assalto, ponendo però l’arma tra di loro.

Lui fece una smorfia nel tentativo mal riuscito di mascherare un sorriso. «Considerando che tra noi due sono io quello che si è ritrovato con un buco nello stomaco, direi che è lecito essere prudenti. E poi sono disarmato.»

Meg fece saettare lo sguardo verso il suo addome esposto, visto che la maglietta gliel’aveva lacerata lei, ma non c’era nessun segno di ferita. Se non fosse stato per il sangue che gli imbrattava i vestiti avrebbe pensato di averlo mancato.

«Vedi qualcosa di tuo gradimento?» le domandò con un sorriso appena un po’ malizioso.

Meg intuì di essere arrossita, combattuta tra imbarazzo e ira. Scelse la seconda e tentando di colpirlo con la lama lo redarguì: «Non so come vanno le cose dalle tue parti, ma sappi che non puoi cercare di uccidere una ragazza e allo stesso tempo flirtare con lei!»

«Qui l’unica che sta tentando di uccidermi sei tu! E ripetutamente anche!» ribatté lui, schivando i suoi attacchi.

 

L’Autrice

Licia Oliviero è nata a Torre del Greco nel 1995. Nel 2018 si è laureata in Lettere Moderne con una tesi sul genere fantastico in Pirandello e si è iscritta alla facoltà di Filologia Moderna.
Ha da sempre una fervida immaginazione e una predilezione per tutto ciò che appartiene al mondo della fantasia. Considera la lettura un bisogno primario, adora perdersi nei mondi di carta e inchiostro.
​L’amore per la scrittura deriva direttamente da queste passioni, scrivere è stato inizialmente il mezzo per dare sfogo alla fantasia, mentre adesso è una necessità, capace di rapirla anche per giornate intere.
Il suo esordio letterario è stato “La Principessa degli Elfi”, seguito dagli altri due volumi della trilogia fantasy: “La Principessa degli Elfi – La Rivolta” e “La Principessa degli Elfi – La Maledizione”.

“Omega: La fine è solo il principio” è l’inizio di una nuova saga urban fantasy, a cui segue la raccolta di racconti brevi “Omega: Momenti perduti”.

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

Per la lettura ho sempre amato le storie, sin da prima di imparare a leggere: mia mamma leggeva per me e appena sono stata in grado di farlo da sola ho letto quasi tutti i libri per bambini e ragazzi che trovavo a casa mia o di mia nonna. La scoperta della scrittura invece è avvenuta quando avevo 12 anni, poco tempo dopo aver iniziato ad amare il genere fantasy: fino ad allora avevo letto un po’ di tutto, ma la vera passione è scattata con la scoperta di questo genere che adoro ancora adesso.

Ho iniziato a scrivere quasi per gioco, ma da allora non ho più smesso e non riuscirei a immaginare la mia vita senza la scrittura.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

Sì, in famiglia lo sanno e mia mamma mi ha sempre sostenuto tantissimo, incoraggiandomi e supportandomi. Mi reputo davvero molto fortunata per questo.

Gli amici… tendenzialmente parlo poco del mio essere scrittrice, il più delle volte sono le persone a me vicine a scoprirlo (vedendo una foto o perché qualcuno che già lo sa lo dice) e io in genere mi imbarazzo anche un pochino. Non mi trovo troppo a mio agio al centro delle attenzioni

3) Parlaci un po’ del tuo libro. Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

“Omega: La fine è solo il principio” è un urban fantasy in cui la Terra è abitata, oltre che da umani per la maggior parte ignari, anche da creature soprannaturali, come vampiri, zombie, fantasmi e mezzo-demoni.

Meg, la protagonista, è una ragazza dal passato misterioso, che con due sue amiche fa la cacciatrice di mostri su commissione. Il loro nuovo incarico, tuttavia, sembra coinvolgere i demoni, creature che dovrebbero essere relegate negli Inferi e a cui la Terra dovrebbe essere interdetta. Meg insieme alle sue amiche si ritroverà quindi coinvolta in un gioco molto complesso di fazioni rivali, segreti e bugie, in cui la posta in gioco si rivelerà essere la sopravvivenza stessa della Terra e degli Inferi.

Non sarà facile sopravvivere all’Inferno o distinguere il bene dal male, ma capire di chi fidarsi si rivelerà vitale: partendo da Andris, il demone dagli occhi blu che sembra seguirla ovunque, fino a Jen, una bimba sottratta agli Inferi con la quale Meg sente un forte legame.

Inoltre Meg dovrà fare i conti tanto con il proprio passato quanto con un futuro già segnato.

Detto questo, spero di avervi incuriosito almeno un pochino. Non so dirvi perché dovreste acquistarlo (non sono affatto brava nel marketing!) però posso dirvi che la mia speranza è di emozionare chiunque lo legga.

QUARTA DOMANDA

Descrivi il libro con due parole e spiega perché.

RISPOSTA

Adrenalina e libertà.

“Adrenalina” perché è pieno di azione, succedono tantissime cose nell’arco dei nove giorni in cui si svolge l’intera vicenda. È come se dal primo capitolo partisse un timer invisibile che potrebbe portare (o porterà? Non ve lo dico!) dritti dritti fino alla fine del mondo.

“Libertà”: nel dipanarsi della storia s’intrecceranno le vicende di molti personaggi, il cui fil rouge potrebbe essere individuato nel tentativo di essere liberi: liberi di poter vivere senza restrizioni, liberi dagli errori del passato, liberi di amare, liberi dalle imposizioni esterne e liberi di potersi costruire da soli il proprio futuro.

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiave e spiega perché le hai scelte

RISPOSTA

Meg in tre parole? Direi: mistero, inarrestabile e ribelle.

Gran parte del passato di Meg è avvolto nel mistero, qualcosa che la sua mente rifiuta di ricordare, qualcosa di troppo traumatico che è stato rimosso e riaffiora solo sotto sembianze di incubi. È proprio quel passato a racchiudere parte delle risposte di cui lei stessa ha bisogno per poter riprender il controllo della propria vita.

Meg è inarrestabile perché non si ferma dinanzi a nulla, anche quando forse dovrebbe. Ci sono alcune situazioni in cui una persona normale non si butterebbe a capofitto… lei però non si è mai considerata normale e i suoi limiti non sono esattamente gli stessi di un comune essere umano.

Infine, direi ribelle, non solo perché non accetta supinamente ciò che le viene imposto, ma anche perché si ribella alle categorizzazioni rigide, comprendendo pian piano che non c’è una ferma linea divisoria fra bene e male.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere quel titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

RISPOSTA

Il titolo intero non è arrivato subito. Mi sono ritrovata a storia inoltrata soltanto con la prima parte, ossia “Omega” (il motivo è in realtà abbastanza semplice e legato alla protagonista). Mi mancava però la parte più importante e sono dovuta arrivare quasi alla conclusione perché si accendesse la scintilla! “La fine è solo il principio” racchiude un duplice significato: in parte allude a quella che nel libro è effettivamente la fine del mondo come lo conosciamo; e in parte racchiude anche il messaggio di cui sono portatori diversi personaggi: ogni fine (per quanto dura o tragica) segna sempre un nuovo inizio finché si ha la forza di rialzarsi e andare avanti.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché?

RISPOSTA

Domanda difficilissima! Scegliendone uno mi sembra di tradire tutti gli altri! Adoro la dolcezza di Marcos, la vivacità di Charlinne e la testardaggine di Meg, tuttavia credo di dover scegliere Andris. Empatizzo molto con la sua storia, con ciò che ha passato e con le terribili conseguenze che ne derivano.

L’Inferno per lui è una prigione e l’incarico a cui dovrebbe adempiere potrebbe restituirgli la libertà… ma ad un prezzo altissimo. Un prezzo che qualsiasi altro demone avrebbe pagato con il sorriso sulle labbra, ma non lui. Andris preferisce rimettere in discussione tutti i propri obiettivi e sceglie di fare ciò che reputa giusto, mettendo a repentaglio la sua stessa vita pur di dare ascolto a quei sentimenti che già una volta lo hanno dannato.

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Uhm… quasi nessuno dei miei personaggi se la passa troppo bene, quindi non saprei 😂

Forse direi Siobhan, una strega molto antica che, malgrado le sue stranezze, sarà d’aiuto al gruppo di Meg (e, almeno in questo primo volume, non si ritrova ad affrontare mille disavventure!)

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

RISPOSTA

Penso che a livello inconscio avrò sicuramente inserito elementi legati al mio vissuto, ma non saprei scinderli da tutto il resto. In genere quando scrivo mi lascio guidare molto dall’ispirazione, la storia si crea da sola e io ho ben poco controllo su cosa inserire e cosa no.

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Vorresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché si o perché no?

RISPOSTA

Sarei sicuramente felicissima se un domani potessi sostentarmi solo con la scrittura, ma credo che sia molto poco fattibile, specialmente qui in Italia (dove anche i grandi scrittori raramente riescono a scrivere e basta).

Più realisticamente mi piacerebbe trovare lavoro nel campo dell’editoria o in ambito librario, perché penso che per vivere bene sia necessario trovare un lavoro per cui si provi passione.

 

 

 

Intervista a Enrico Scebba

      autore de “Sul viale delle ombre. La lacrima del principe”

 

 

Trama

Il principe di Villa Phalagon, Sebastian Groove, è affetto da una malattia misteriosa così la moglie Margaret decide di rivolgersi al dottor Steven West, specializzato in infettivologia. L’uomo si recherà all’antica villa del principe accompagnato dall’attraente sorella Katie senza sapere che a Baghville, il piccolo borgo in cui sorge la villa, i tanti segreti e le misteriose leggende rendono il paese un luogo poco ospitale, dove gli abitanti subiscono l’effetto di una potente maledizione che minaccia la loro esistenza. I West conosceranno l’intera famiglia Groove, ma non sarà facile per loro scoprire cosa cela la villa che in paese è stata soprannominata “villa dei mostri”. Molti sono i quesiti che Steven e Katie dovranno porsi. Cosa nasconde Margaret Groove? Perché il figlio Albert sembra l’unico disposto ad aiutarli? Da cosa è affetto realmente il principe di Phalagon? Ma soprattutto, perché tutti i cittadini e persino il parroco del paese temono l’antica villa?

 

Estratto

Katie alzò il mento e vide un’intera schiera di mostri di pietra che soprassedevano sul muro di cinta, tutti rivolti verso il giardino e mai all’esterno della villa. Tra questi si potevano distinguere figure antropomorfe e grottesche nelle loro forme: statue umanoidi dove spiccavano quella di un gobbo senza un piede che sembrava mendicare, quella di un cavaliere che cavalca un mostro quadrupede, malvagi satiri, nani abietti e tante altre fusioni tra essere umani e animali poste tutte sul muro di cinta.”

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

Ciao, intanto ringrazio il blog letterario Liberi Leggendo per questa intervista. La passione per la lettura credo che sia nata con i primi fumetti (Diabolik e Dylan Dog) letti sin da bambino, ma è maturata durante l’adolescenza grazie a un regalo natalizio: era il primo romanzo fantasy della serie di Harry Potter! Da lì ho provveduto ad acquistarli tutti e ho spaziato nei vari generi letterari nel corso degli anni, soffermandomi ai thriller, ai gialli, agli horror, ma anche i classici non li disdegno, anzi alcuni li ho amati. La passione per la scrittura presumo che sia nata come evoluzione della mia passione per la lettura. Mi è sempre piaciuta l’idea di inventare a mia volta ambientazioni, scenari, personaggi e situazioni in modo che si intreccino per definire una trama. Così ho iniziato a scrivere a 18 anni, ma i risultati non mi sono piaciuti molto, rileggevo ciò che scrivevo a distanza di anni e non mi riconoscevo nella scrittura. Evidentemente avevo letto troppo poco rispetto a oggi che ne ho ben 30 di anni, età in cui mi sono sentito pronto per scrivere e pubblicare il mio primo romanzo d’esordio che è oggetto di questa intervista.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

Diciamo che mi piace fare le cose in sordina e senza alzare troppa polvere, soltanto la mia ragazza era a conoscenza che io stessi scrivendo un romanzo, e ho provveduto ad informare sia amici che parenti soltanto dopo che il mio libro è stato pubblicato. Dopo aver saputo della mia passione ho scoperto che ne erano tutti entusiasti, sia amici che parenti, e ovviamente mi sostengono e mi fanno molta pubblicità devo dire!

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro. Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Sul viale delle ombre – La lacrima del Principe è un giallo gotico ambientato agli inizi del ‘900 all’interno di Villa Palagonia a Bagheria (PA). Una villa settecentesca, detta “villa dei mostri”, su cui gravitano leggende e superstizioni legate ai mostri di pietra che la circondano e che ammaliano i visitatori ancora oggi.

L’ambientazione nasce dalla fusione di alcuni elementi realmente presenti a Bagheria, tra cui appunto Villa Palagonia, e da altri elementi, come i nomi dei personaggi e dei luoghi, che lasciano immaginare un contesto più inglese che italiano. Il viale delle ombre è il nome che io ho dato a un antico viale fiancheggiato dai mostri di pietra appartenenti a Villa Palagonia, oggi purtroppo andato distrutto a causa dell’edificazione selvaggia che dal ‘900 a oggi ha trasformato il territorio di Bagheria da piccolo borgo a città, convertendo il viale ad una semplice via (Via Palagonia) molto trafficata. Questo viale, insieme all’arco posto all’estremità di Via Palagonia, antico ingresso della villa ancora oggi esistente, rappresentano per i personaggi del mio libro le loro stesse paure, quelle che nella vita si è costretti ad affrontare, paragonabili alle ombre dei mostri che proiettandosi sul viale assumono forme ancora più grottesche.

Ma il viale delle ombre è soltanto un simbolo, in una trama che lega i protagonisti, Steven e Katie, ai misteri della villa, abitata da personaggi altrettanto misteriosi. Chi acquisterà il mio libro verrà catapultato in una storia che lo travolgerà, tenendolo incollato alle pagine sino all’ultimo rigo dalla suspense e dal mistero. Inoltre, conoscerà, come in una sorta di visita immaginaria, Villa Palagonia. Da tenere conto che il mio editore Kemonia Edizioni devolve una parte della vendita a una associazione benefica che aiuta la popolazione del Rwanda, il nome dell’associazione è inshuti Italia-Rwanda onlus.

QUARTA DOMANDA

 Descrivi il libro con due parole e spiega il perché.

RISPOSTA

Arte e Mistero. Perché oltre alla trama ricca di fitti misteri che i personaggi vivranno, è possibile inoltre scoprire la valenza artistica di Villa Palagonia e dei suoi mostri di pietra, unici nel suo genere.

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte.

 RISPOSTA

I protagonisti potrebbero anche essere due, comunque sceglierò quello maschile: Steven West. Parole chiavi: perseverante, indagatore, pragmatico. Questi tre parole chiavi penso che caratterizzino molto il mio personaggio, medico e ateo convinto, che si ritrova in un paese di credenti bigotti. Non solo dovrà affrontare forze oscure e misteriose, ma dovrà anche indagare al fine di scoprire quale sia la malattia da cui è affetto il proprietario della villa.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere quel titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

RISPOSTA

Come ho già scritto, il viale delle ombre era un luogo veramente esistente, che però io ho ribattezzato nel mio libro dandogli un nome. Ho scelto questo titolo perché sembra alquanto misterioso e trasmette già di per sé qualcosa di cupo e alquanto pericoloso, inoltre è proprio il luogo in cui ho avuto l’ispirazione principale da dove poi è nata tutta la trama.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché?

RISPOSTA

Credo che il mio personaggio preferito sia Katie, perché è una ragazza superficiale, ingenua e impaurita dagli eventi, ma nonostante ciò si rivelerà molto coraggiosa nei successivi romanzi della trilogia.

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Sinceramente non vorrei trovarmi all’interno della storia. Ma se proprio sono costretto scelgo di essere Polpetta, il cane meticcio che aiuta i protagonisti!

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

 RISPOSTA

Certo, penso che sia normale che molti fatti, o situazioni, siano fuoriusciti da un contesto psicologico e riflessivo basati su eventi che ho vissuto. Si tratta di ispirazioni e pensieri nati da eventi differenti da quelli raccontati, ma in qualche modo riconducibili, questo sicuramente. Tra i luoghi da cui o preso spunto c’è la struttura architettonica e artistica di Villa Palagonia, forse non al 100%, ma una buona parte tra come era e come si presenta oggi, descrivendo anche la figura del Negromante che è realmente esistito, anche se non sono riconducibili i fatti ovviamente. Inoltre, mi sono ispirato alla chiesa madre di Bagheria come una delle chiese presenti nel romanzo, che io rinomino come chiesa di Saint Dominic. E per finire di vero c’è Polpetta, un cane abbastanza particolare realmente esistente oggi nel borgo di Mistretta (ME) tra i Nebrodi, che nel mio romanzo aiuterà spesso i protagonisti. Per il resto, sia i personaggi che alcuni luoghi sono puramente inventati.

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Corresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

 RISPOSTA

Non mi dispiacerebbe far diventare la mia passione un lavoro perché è qualcosa che mi piace davvero fare, mi aspetto per lo meno di terminare questa trilogia, infatti questo mio primo romanzo è il primo di una trilogia, nonostante sia autoconclusivo, lascia degli spiragli incompiuti che si svolgeranno soltanto nei successivi due romanzi che lo completeranno e che saranno i miei prossimi progetti.

 

 

                                        Intervista a Sara Cremini

  autrice de ” Nemeria, la Seconda rivolta degli orchi”

 

Trama

Cinque razze popolano l’antico e affascinante mondo di Neméria: maghi, streghe, nani, elfi e orchi. Questi ultimi sono gli unici a non possedere alcun potere magico. Per questo motivo, il generale orco Krusher è deciso più che mai ad entrare in possesso della magia. Un potente oggetto, chiamato Token, potrebbe fare la differenza e portare gli orchi a prevalere sulle altre razze. Gli unici che possono opporsi a questo temibile nemico sono cinque giovani avventurieri: il mago Luis, la strega Anasawi, gli elfi Mairy e Kiran e il nano Gelawgi. L’esito di questo inevitabile scontro sarà nelle loro mani ed essi avranno bisogno di tutto il coraggio necessario per sconfiggere Krusher. Riusciranno a rimanere sempre fedeli ai propri princìpi? Un piccolo grande romanzo high fantasy che vi terrà incollati alle pagine, dalla prima all’ultima, con un finale improvviso e inaspettato che vi lascerà in trepidante attesa del capitolo successivo.

 

ESTRATTO

CAPITOLO PRIMO: NUOVE ALLEANZE

Isola dei Guerrieri, 1275

La guerra era finita, lasciando entrambi i continenti devastati.

Tutte le razze avevano avuto molte perdite, ma il peggio era passato. Ora potevano cercare di ristabilirsi, ricostruire dalle macerie le città ormai distrutte. Con il nuovo re tutto sarebbe andato bene. Era di buona famiglia e non aveva pregiudizi. Riteneva che tutte le razze dovessero vivere in pace, rispettandosi e avendo gli stessi diritti.

«Maestro Jaken, è ora di andare!»

I suoi pensieri furono interrotti dal suo attendente, che lo invitava a raggiungere la Sala dei Tesori. Si trovava nel Palazzo di Roccia, sull’Isola del Silenzio. Fino a prima della guerra, quel luogo era una piccola isola disabitata: un mare di erba verde e incontaminata, il posto ideale per costruire un nuovo palazzo, utile alla custodia del Token.

Lui, Jaken, era un mago, un maestro. Insieme alla sua confraternita aveva eretto il castello in meno di una settimana. Era costruito con mura possenti e protetto da ogni sorta di incantesimo conosciuto nel mondo di Neméria. Al suo centro si trovava la Sala dei Tesori, il luogo più importante di tutto il palazzo. Era lì, infatti, che i maghi avevano deciso di custodire gli oggetti magici più pericolosi al mondo. Tra questi c’era anche il Token.

Costruito dal mago Gadir, maestro di Jaken, il Token aveva il potere di sottrarre la magia a chiunque, per trasferirla a chi ne entrava in possesso. Era per questo artefatto che si era scatenata la guerra conosciuta come “La Rivolta Degli Orchi”. Il Generale Tazzik, il più temibile tra gli orchi, non sopportava che la sua razza fosse priva di poteri magici. Per questo, con grande astuzia e molta violenza, aveva rubato quell’oggetto magico al suo inventore. Fortunatamente gli eserciti di maghi, elfi, nani e streghe si erano alleati ed erano riusciti a sconfiggere il nemico. Ora che Tazzik era morto, il popolo degli orchi aveva giurato di non ribellarsi ed era disposto a vivere in pace.

Jaken si avviò nella Sala dei Tesori. Trovò ad aspettarlo tutti e cinque i rappresentanti che aveva convocato qualche giorno prima. C’erano: Agaron, comandante generale degli elfi, Maridat la strega, maestra di tutte le streghe del continente orientale, Farik il nano, Barat l’orco e in ultimo Re Dari, l’elfo prescelto dalle razze come unico re. Anche questa era una novità. Non era mai successo in tanti secoli che un unico Re unisse sotto di sé tutti i popoli di Neméria.

«Amici, fratelli!» Jaken iniziò così il suo discorso.

«Abbiamo tutti molto sofferto per la guerra appena terminata. Io e i miei confratelli abbiamo deciso di creare questo palazzo come luogo di protezione per tutti gli oggetti magici pericolosi. L’Isola del Silenzio da oggi sarà segnata sulle mappe come l’Isola dei Guerrieri. Ognuno di noi si impegnerà ad inviare qui i suoi guerrieri più forti, perché possano proteggere, insieme a me e ai miei maghi, tutti gli oggetti terribili che custodiamo. Abbiamo preparato il Documento di Alleanza. Lì troverete tutte le nuove regole che dovranno essere rispettate nei due continenti. Firmandolo, garantirete che le vostre razze rispettino i nuovi patti. Solo così riusciremo a vivere in pace.»

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

La scintilla che mi ha fatto scoprire la lettura si è accesa prendendo tra le mani il primo volume della saga di Harry Potter. “La Pietra Filosofale” mi è stato regalato da mia mamma quando ero appena dodicenne e da quel giorno i libri sono una mia estensione. Mi ha sempre divertito scrivere e l’ho sempre coltivato come hobby sin dalle elementari, ma la spinta a scrivere qualcosa di più corposo mi è stata data da un’esperienza personale vissuta circa cinque anni fa.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

La mia famiglia e gli amici sanno che scrivo e ne sono orgogliosi. Direi che mi sostengono parecchio, anche se non tutti sono dei lettori appassionati, quindi ho alcune persone della mia sfera privata che conoscono i contenuti della mia storia ma che non l’hanno mai letta (ed io li punzecchio sempre per questo! 😊)

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro. Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Definirei il mio libro come una porta che si spalanca sul mondo magico nel quale vive la mia fantasia. Spesse volte penso a come vivrei o a cosa farei se Neméria esistesse ed io ne fossi un abitante. Ciò che dà il via all’avventura dei miei personaggi è la scelta del generale Krusher di rubare il Token, un oggetto magico che ha la capacità di sottrarre la magia a chi la possiede per donarla al possessore del Token stesso. Da sottolineare che Krusher è un orco e lui e il suo popolo sono Anamagici, senza poteri, a differenza degli elfi, delle streghe, dei nani e dei maghi che vivono in Neméria. Penso che sia da acquistare per la storia semplice ma profonda che racconta e per farsi travolgere dalle caratteristiche di un mondo nuovo. Io stessa sono affascinata da mondi nuovi e di solito acquisto fantasy proprio per scoprire cosa si è inventato l’autore o l’autrice in quel caso.

QUARTA DOMANDA

Descrivi il libro con due parole chiavi e spiega perché?

 

RISPOSTA

Originale ed educativo. I due aggettivi, in realtà, sono strettamente correlati, perché li riferisco entrambi ai contenuti della mia storia. L’originalità della mia trama sta nel fatto che non sono presenti i cliché che ultimamente vengono utilizzati spessissimo per seguire le mode del momento. Educativo perché sono convinta che la mia storia sia portatrice di una morale ben definita, cosa alla quale tengo molto essendo un’insegnante.

 

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte

 

RISPOSTA

Luis è saggio, riflessivo e rigido. Saggio perché è il più competente in campo magico ed ha una formazione molto vasta. Oltretutto utilizza in modo corretto le sue conoscenze ed ha un’alta levatura morale. Riflessivo perché si interroga spesso su quanto gli accade e su cosa sia meglio fare. Insomma, pensa sempre prima di agire. Rigido perché fatica a lasciarsi attraversare dalle sue emozioni e spesso teme di perdere sé stesso lasciandosi andare.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

 

RISPOSTA

Ho scelto “Neméria- La seconda rivolta degli orchi” perché non appena la mia mente ha iniziato ad immaginare il mio personale mondo magico, il nome Neméria ha fatto capolino nella mia testa ed ho capito che, probabilmente, quell’appellativo era sempre stato lì ad aspettarmi, come ad attendere che mi decidessi di raccontare le vicende delle sue terre e dei suoi abitanti. “La seconda rivolta degli orchi”, invece, è una dicitura che a mio avviso rappresentava con poche parole il succo della trama. Gli orchi si sono ribellati in passato, io lo sapevo mentre scrivevo, e nella trama del libro decidono di rivoltarsi ancora. A differenza di altri autori, per me il titolo è la prima cosa da scrivere. Definisce ciò che vorrò raccontare e dove la storia porterà i personaggi. Pertanto, la prima cosa che ho scritto del mio romanzo è stato proprio il titolo.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché? Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

 

RISPOSTA

Amo molto tutti i miei personaggi, sia i protagonisti che gli antagonisti. Ma devo ammettere di avere una forte preferenza per il nano Gelawgi, nel quale ho racchiuso il mio amore per gli animali e per la natura, nonché la “leggerezza di pensiero” (da non confondere con la frivolezza) che spesso vorrei sentire come mia caratteristica ma raramente mi appartiene.

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Ma io sono all’interno della storia! Lol! In realtà penso che i miei personaggi rappresentino tutti una parte di me, come se fossero petali di uno stesso fiore. Anasawi rappresenta la mia forza e la mia fragilità, Luis il mio senso di giustizia, Mairy la mia disciplina e così via. Quindi se vivessi realmente nel mondo di Neméria sarei tutti i miei personaggi, almeno in parte.

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

 

RISPOSTA

Per me scrivere è narrare la propria vita, dandole una forma diversa. Purtroppo, non ho mai comunicato telepaticamente con dei draghi, ma lo faccio con i miei gatti (o almeno ci provo, che poi non ci riesca è un’altra faccenda). Quindi il legame tra Gelawgi e i draghi, per fare un esempio, non è altro che la trasposizione su carta del mio rapporto con i miei gatti. Le descrizioni stesse di alcuni luoghi di Neméria prendono ispirazione dai luoghi montuosi in cui vivo, in particolare dalla zona in cui è collocata la cascina di mia nonna, dove ho passato momenti indimenticabili della mia infanzia. Quindi i fatti narrati nella mia storia sono legati alla mia vita, anche se quando scrivo mi lascio trascinare dai pensieri che vanno da sé. Solo una volta riletto quanto scritto mi rendo conto che ho parlato di me, in un’altra forma.

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Corresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

 

RISPOSTA

Dal futuro mi aspetto di poter continuare a viaggiare nel mio mondo magico, al di là di come andranno le pubblicazioni o le vendite. Mi piacerebbe davvero tanto vivere di sola scrittura, perché narrare storie mi rende felice e mi permette di viaggiare gratis in posti introvabili sulle cartine geografiche.

 

 

                                        Intervista a Mariarosaria Guido

      autrice de “I sogni camminano”

 

Trama

Jim Thomas, giornalista un po’ apatico, viene convinto dal lontano cugino Roger a sperimentare una nuova tecnologia: una capsula impiantata nel cervello in grado di cancellare i brutti ricordi e vivere per sempre una vita felice. In breve, però la capsula inizia a mettere a repentaglio la sua vita e la neonata storia d’amore con Kyrsten, perché i sogni di Jim sfuggono totalmente al suo controllo, diventando indipendenti e prendendo vita.

Nel tentativo di capire cosa ci sia veramente dietro l’invenzione della capsula e chi sia davvero Roger, Jim sarà costretto a prendere in mano le redini della sua vita e dovrà fare i conti con i suoi sogni per salvare il suo lavoro, la sua storia d’amore e la sua stessa vita.

 

Estratto

“Non si stancava mai della sua bellezza, anzi non vedeva l’ora di ammirarla ancora e ancora, scoprendo in lei un nuovo particolare che non aveva notato e che lo avrebbe sicuramente affascinato; era bella anche senza trucco o forse lo era ancora di più quando il suo viso era acqua e sapone; era bella al mattino quando i suoi occhi e il suo sorriso erano ancora assonnati e i suoi capelli erano spettinati in ciocche ribelli. Lei era la perfezione, sempre”.

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

Quando ero al liceo e morì mia nonna, mia zia mi lasciò scegliere solo un suo oggetto da portare con me per ricordarla. Scelsi una vecchia penna. Amavo già la lettura ma non particolarmente la scrittura, perché scrivevo raramente brevi racconti per me stessa. Da quando ho preso quella penna è scattato qualcosa in me. Ho iniziato a scrivere un altro romanzo, mai portato a termine, e successivamente questo.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

Il mio fidanzato sapeva che io scrivessi, a lui ho sempre detto qualsiasi cosa perché mi sostiene. La mia famiglia è venuta a conoscenza di questa mia passione solo quando ho annunciato di aver presentato il mio libro ad una casa editrice. Non ho mai detto nulla prima perché volevo essere certa di avere qualcosa di concreto tra le mani. Sono tutti entusiasti di quello che faccio anche se a volte desideravo il sostegno di alcune persone ma non l’ho avuto. Qui al sud, nella mia zona, poi, la scrittura non è ancora vista come una passione importante o come una possibilità di lavoro. Quindi devo ancora battermi con alcune persone per far capire loro la mia passione e il mio bisogno di spazio per isolarmi e mettermi a scrivere.

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro. Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

“I sogni camminano” è un viaggio dentro sé stessi. Aiuterà il lettore a comprendere e a scegliere da solo ciò che è giusto o sbagliato per sé. Potrà scegliere se sia giusto avere la mente controllata da qualcosa di incontrollabile o rifiutare qualsiasi manipolazione per essere padrone della propria vita. Dovreste acquistarlo perché vi terrà con il fiato sospeso!

QUARTA DOMANDA

 Descrivi il libro con due parole e spiega il perché.

RISPOSTA

Mistero: tutto il racconto si concentra sulla ricerca della verità per scoprire chi e perché ha dato vita a questo esperimento della capsula C186. Futuro: il mondo del futuro appare silenzioso e sinistro, sembra che non ci sia mai tanta gente per le strade eppure il pericolo è dietro l’angolo in ogni momento. Sarà davvero così il mondo nel futuro?

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte.

 RISPOSTA

Apatico: inizialmente, fra le prime pagine, troviamo un Jim apatico, che si lascia scivolare la sua vita addosso senza mai reagire. Solitario: all’inizio della storia, Jim Thomas conduce una vita solitaria, all’apparenza è felice così, ma in fondo è un’anima che ha bisogno di essere amata. Coraggioso: anche se con qualche difficoltà iniziale, cerca in tutti i modi di scoprire la verità per sé stesso ma soprattutto per proteggere le persone che ama. 

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere quel titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

RISPOSTA

Questo titolo mi è venuto in mente proprio di getto. Proprio mentre scrivevo ho scritto questa strana espressione, quasi senza rendermene conto e subito ho sentito che questo doveva essere il titolo per il libro. L’ho scelto perché contrappone il concetto astratto dei sogni a quello visibile e percepibile del camminare per esprimere il pensiero che i sogni diventano delle entità, delle persone indipendenti dalla mente che le contiene.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché?

RISPOSTA

Il mio personaggio preferito è Anne perché rappresenta il cambiamento e la consapevolezza. Consapevole di vivere nell’ombra di sé stessa per paura di farsi conoscere per quella che è davvero è capace di cambiare per essere una persona migliore. Mi rappresenta.

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Vorrei essere proprio Anne perché sembra un personaggio secondario ma è un ottimo sostegno per il protagonista.

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

 RISPOSTA

Solo un luogo fra quelli descritti esiste davvero e l’ho visto in prima persona ma non me la sento di parlarne perché rappresenta un periodo difficile della mia vita. Gli altri luoghi invece sono descritti pochissimo per dare al lettore la possibilità di inventarli nella propria mente a proprio piacere e di ambientarsi meglio. Ho preso spunto proprio dalla mia vita, perché sono cresciuta anch’io in un guscio in cui mi sentivo sicura. In realtà ero sono incapace di prendere in mano la mia vita perché mi lasciavo condizionare dal pensiero degli altri, credendo che io fossi incapace di vivere da sola. Crescendo ho capito che devo essere solo io ad avere il controllo sulle mie scelte e su tutta la mia vita.

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Corresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

 RISPOSTA

Non mi aspetto che questo diventi un lavoro perché è davvero difficile ma ci spero davvero tanto. È una passione grande, non voglio e non posso smettere di scrivere, quindi sto cercando di costruire la mia strada su questa mia passione e lotterò per farla diventare un lavoro.

 

Intervista a Roberta Longo

                 autrice de “Una vita da film- the book was better”

 

 

Trama

Un anno fa Amelia ha lasciato tutto per trasferirsi a Loano e iniziare una nuova vita con il lavoro dei sogni. È una commessa a La voce dei secoli, libreria di libri antichi, insieme a Giovanna, la proprietaria. Ha un ex fidanzato che ora è il suo migliore amico, un fratello per cui farebbe di tutto e un animo un po’ nerd. Tom è un attore famoso, ricco, bello e idolatrato dalle fan. Ha un migliore amico su cui contare, una famiglia di cui si dimentica spesso, un animo gentile e una fidanzata che è l’emblema della sensualità. Eppure, un giorno si ritrova a scappare dal set cinematografico in piena crisi di nervi. Cosa succede se un “topo da biblioteca” e un attore abituato ai riflettori si scontrano tra le vie di una piccola città sul mare? Esiste una strada comune, per due mondi così diversi?

ESTRATTO

Sono le otto di sera, di una domenica pigra che ci vede accoccolati sul divano di casa mia. Tom domani partirà per tornare al suo lavoro, alle riprese del film da cui era fuggito. Sento che c’è tensione nell’aria e non so bene a cosa attribuirla. Da parte mia, il bisogno di parlare di quel che è successo a Parigi, di mettere delle basi, almeno teoriche, su quel che sarà il nostro legame ora che lui tornerà alla sua vita, è pressante. Questa volta sono pronta a gestire la distanza e un rapporto a giornate alterne. Non so se è perchè sono cresciuta, o se invece sono persino più irresponsabile di un anno fa. Però con Tom voglio provare, non voglio lasciarmi scivolare tra le mani un’altra relazione. Qualcosa, dentro di me, continua a sussurrarmi che ne vale la pena, che potrebbe davvero essere il grande amore della mia vita. E in automatico realizzo che no, Gianluca non lo era. E fa un po’ male pensarlo. Ho passato la vita con lui e sembra così sbagliato non aver voluto nemmeno provare a mantenere viva la nostra relazione e, invece, farlo adesso con una persona che conosco da poco meno di due settimane. E’ come se uno strisciante e subdolo senso di colpa si insinuasse tra i miei pensieri, sbattendomi in faccia tutte le volte che Lotty mi ha detto che, allora, non era amore. Ma se non lo era quello, che cosa lo è? Chino la testa per guardare Tom. Si è appisolato appoggiato alle mie gambe mentre aspettiamo le pizze. Ha un’espressione rilassata e le labbra sono piegate in un sorriso involontario e tenero. Ripenso a Parigi, al mio essere scorbutica e petulante e a come, sorprendendomi non poco, lui abbia sempre sorvolato, alla costante ricerca di un punto d’incontro. E’ come se lui, per tutto il tempo, avesse solo voluto me. E non gli importava neppure molto se io sembravo una bipolare testarda, voleva anche quella. So che non si può parlare d’amore dopo così poco tempo, ma questo calore che mi sale dal cuore e arriva agli occhi, inondandoli, a me ricorda quel sentimento lì. Vorrei che lo fosse. Tanto.

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

Quando ero bambina, mia madre era la bibliotecaria della scuola elementare. Quindi mi ha sempre fatto trovare i libri giusti per me. In questo modo io, lettrice, ci sono cresciuta.

Invece, per quanto riguarda la scrittura, ho scoperto che amavo inventare storie alle medie. Quando la prof di lettere ci dava il tema libero io ero la persona più felice del mondo. Ho iniziato lì a dar sfogo alla mia immaginazione e non ho più smesso. Ho storie di tutti i tipi nei miei cassetti e le conservo con affetto.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

Sì, sanno tutti che scrivo e le reazioni sono decisamente svariate. I miei familiari mi hanno vista crescere tra i libri e scrivere di tutto qua e là, penso che per loro fosse scontato che prima o poi avrei provato a scrivere dei libri miei e mi sostengono e incoraggiano.

Gli amici più stretti si entusiasmano con me dei miei piccoli successi.

I conoscenti minimizzano o mi prendono un po’ in giro… alla fine a volte mi fanno passare per quella strana, ma a me piace esserlo, quindi non me ne preoccupo.

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro

RISPOSTA

Sai che è una domanda crudele da fare a un autore?!? La verità è che non c’è un motivo per scegliere di comprare il mio libro o quello di un altro se non  il personale desiderio di vivere in un certo tipo di storia. Una vita da film- the book was better è una storia d’amore, anche un romanzo corale in qualche modo. Non mi sono concentrata solo su Tom e Amelia, i due protagonisti, ma anche sulle dinamiche che si sviluppano intorno a loro. Amicizia, voglia di migliorarsi, sogni nel cassetto e la capacità di ricominciare da capo. Ci sono loro, ma ci sono anche le vite di chi affronta al loro fianco tutto.

Diciamo che dovreste comprarlo se vi piacciono le storie felici ma con un pizzico di malinconia e con tanto tanto amore, in ogni sua forma possibile.

QUARTA DOMANDA

Descrivi il libro con due parole chiavi e spiega perché?

RISPOSTA

Mmmh… direi Amore e amicizia. Scontato? Forse sì, ma secondo me ogni tanto fa bene al cuore leggere di sentimenti puliti e freschi. Amore perché è su questo che si basa la storia, che sia esso fraterno, di coppia o tra una madre e un figlio. Amicizia perché credo non ci sia niente al mondo di più forte come il legame tra persone che scelgono di condividere le proprie strade. E qui ce n’è parecchio di entrambe le cose.

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte

RISPOSTA

I protagonisti sono due, Amelia e Tom.

Amelia: riservata, generosa e indipendente. È una ragazza semplice, che sceglie di lasciare tutta la sua vita per rincorrere un sogno. Ma lo fa con delicatezza, senza ricercare attenzioni. E, soprattutto, lo fa senza mai dimenticarsi di esserci per le persone che ama.

Tom: gentile, testone e premuroso.

Un ragazzo che si è dimenticato del suo vero essere e che, piano piano, riscopre la bellezza di una vita “ordinaria” e senza finzioni. Ha sempre un sorriso e un gesto cortese per tutti, attento ai particolari e geneticamente programmato per rendere felici gli altri. Anche se, e per questo a volte lo avrei preso a schiaffi, ci mette un po’ a togliersi dalla testa le idee bislacche che ogni tanto ha.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

RISPOSTA

È nato tutto dal finale…quando ho scelto il finale, ho capito che questo era il titolo perfetto. Ma se ti dessi più dettagli finirei per spoilerare il libro, e mi sa che non è il caso!

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché? Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Amelia, senza dubbio. Li amo tutti, ma lei è il cuore della storia. L’ho scritta pensando al tipo di donna che amerei avere come amica, sorella, collega. Per cui è facile scegliere lei.

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Amelia! Ahahaha lo so, sono ripetitiva! Però dai, ha la forza di inseguire il suo sogno, di realizzarlo, ha una famiglia amorevole, delle amiche grandiose, un migliore amico che la capisce al primo sguardo e incontra pure l’attore su cui fantastica da sempre! Cosa desiderare di più?

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

RISPOSTA

Allora…di me c’è tutto e niente. La storia è ovviamente inventata di sana pianta. Ma sparsi nel libro ci sono dettagli della mia vita e dei miei ricordi che ho prestato ai miei personaggi. Pavia e Loano, ad esempio, sono rispettivamente la città dove vivo e quella dove vado in vacanza.

Giulio è il vero nome di mio fratello, prestato a quello di Amelia.

E poi ci sono dettagli più “intimi”, quei ricordi di infanzia che porti nel cuore e che, messi qui dentro, diventano una specie di omaggio a persone che ho amato.

Ad esempio, mio nonno materno chiamava davvero “Gioia” mia nonna, e mio nonno paterno ci ha lasciati realmente quando ero troppo piccola, eppure ne conservo un amore che non sapevo nemmeno di aver ricevuto.

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Vorresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

RISPOSTA

Non ho particolari speranze per il futuro, mi basta poter continuare a scrivere le mie storie. Sarei bugiarda se ti dicessi che non mi piacerebbe se diventasse un lavoro, è ovvio che lo vorrei. Ma vivere di sola scrittura è una cosa che solo i grandissimi possono fare. A me basta sapere di essere riuscita a far emozionare i miei lettori, il resto lascia il tempo che trova.

In fondo la mia vita mi piace molto così com’è

 

 

Intervista a Ilaria Baldini

           autrice de “finchè il cuore batterà”

 

 

Trama

Jenny è una ragazza di diciassette anni introversa e impacciata. La sua estrema timidezza le impedisce di aprirsi con i suoi coetanei e per questo viene presa costantemente di mira dai bulli. Un giorno, per caso conosce Alex, un ragazzo solare e gentile che mostra un sincero interesse nei suoi confronti. Con lui Jenny si sente rinata, ritrova la fiducia in se stessa e negli altri. Alex la fa sentire amata e protetta, è il ragazzo perfetto. L’unico problema è che Thomas, il migliore amico di lui, è un tipo scontroso e con Jenny non va molto d’accordo nonostante siano costretti a vedersi spesso. Tuttavia, a forza di frequentarlo, Jenny si rende conto che Thomas non è così antipatico come potrebbe sembrare. Il suo atteggiamento è dovuto all’infanzia difficile che lo ha segnato nel profondo e, a lungo andare, lei scopre di avere qualcosa in comune con lui, tanto che la sua presenza non la infastidisce più come prima. Con Thomas sta nascendo una bella amicizia, mentre la storia d’amore con Alex va a gonfie vele. Non è mai stata così felice come adesso, ma il destino sconvolge la sua vita in un attimo, mettendola a dura prova…

Estratto

“Posso impormi di lasciarla stare, di non intromettermi nella sua relazione con Alex, ma i sentimenti, quelli no, non posso impedirmi di provarli, perché sono spontanei. Posso nasconderli, tenerli per me, ma ogni volta che la vedo ecco che si ripresentano puntuali. Che posso farci? Non ho scelto io di innamorarmi di lei”.

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

Si può dire che i libri abbiano sempre fatto parte di me. Ho imparato a leggere ancora prima di andare a scuola, grazie a mia madre che mi ha trasmesso il suo amore per la lettura.

L’amore per la scrittura, invece, è nato tra i banchi delle elementari. Un giorno la maestra assegnò a me e ai miei compagni di classe un compito particolare: dovevamo leggere una storia lasciata volutamente incompiuta e inventare un finale tutto nostro. Mi è piaciuto così tanto che da allora non ho più smesso di scrivere. Naturalmente, sono partita da racconti di poche pagine per poi arrivare a scriverne di più lunghi, fino a dedicarmi ai romanzi.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

I miei familiari mi hanno sostenuta fin da subito e per questo li ringrazio. Hanno capito che per me la scrittura è una vera e propria passione, qualcosa di cui non potrei mai fare a meno e mi hanno sempre appoggiato. Posso dire lo stesso dei miei amici: chi da vicino, chi a distanza (poiché alcuni abitano in città diverse dalla mia), mi hanno sempre dimostrato il loro sostegno.

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro. Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

“Finché il cuore batterà” tratta temi importanti, su cui tutti dovremmo riflettere, a cominciare dal bullismo. Jenny, la protagonista, ne è vittima fin da bambina; attraverso il suo personaggio, ho voluto mostrare quanto la cattiveria possa ferire una persona. Poi c’è la storia di David, di cui non posso parlare, altrimenti farei un grosso spoiler a chi non ha ancora letto il romanzo! Anche Thomas, uno dei due protagonisti maschili, ha alle spalle un’infanzia piena di sofferenza.

A compensare tutto questo dolore, ci sono l’amore e l’amicizia, due valori molto importanti che saranno indispensabili ai tre protagonisti per superare i momenti peggiori.

QUARTA DOMANDA

Descrivi il libro con due parole e spiega perché le hai scelte.

RISPOSTA

Romantico, perché l’amore è uno degli aspetti fondamentali della storia ed è talmente forte da superare qualsiasi barriera, anche quella più difficile da immaginare. Emozionante,perché alcune vicende sono molto commoventi.

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte.

RISPOSTA

Jenny: timida, insicura, dolce. La timidezza è ciò che più la contraddistingue e che le impedisce di instaurare legami con i suoi compagni di classe, che la prendono costantemente in giro. Questo l’ha resa insicura, ma non ha mai perso la sua dolcezza e bontà d’animo.

Alex: solare, altruista, romantico. Ha sempre il sorriso sulle labbra e stringe velocemente amicizia con tutti, così come è sempre pronto ad aiutare il prossimo, a partire dal suo amico d’infanzia Thomas, che considera un fratello a tutti gli effetti. Quando si innamora di Jenny,la riempie di premure e la corteggia con gesti veramente romantici.

Thomas: introverso, scontroso, affidabile. A causa del suo passato turbolento, che gli ha procurato ferite profonde, si è chiuso in se stesso. Col passare del tempo, si è creato una corazza che lo porta ad essere spesso scontroso con tutti. Tuttavia, chi lo conosce bene, senza fermarsi all’apparenza, sa che in realtà è un ragazzo affidabile, pronto a tutto pur di proteggere le persone che ama.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere quel titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire questo titolo è perfetto?

RISPOSTA

Il titolo riprende una frase che Alex rivolge a Jenny per farle capire che con lui è al sicuro e che la proteggerà sempre, ad ogni costo. Quella frase si rivelerà poi molto importante,perché darà un significato profondo all’intera storia.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché?

RISPOSTA

È difficile rispondere a questa domanda, sono affezionata a tutti e tre i protagonisti. Mi sento, però, molto legata a Jenny, perché mi rivedo in lei. Anche se non ho mai subìto bullismo, sono molto timida, silenziosa e per questo mi risulta spesso difficile relazionarmi con le persone. Quando mi affeziono a qualcuno, tuttavia, lo faccio con tutto il cuore e con le persone con cui ho confidenza mi lascio più andare, mostrando ogni aspetto di me, anche quelli più nascosti.

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Anche questa è una domanda difficile, perché stavolta sono stata piuttosto cattiva con i miei personaggi e, chiunque scegliessi fra loro, sarei destinata a soffrire! Scelgo ancora Jenny, perché trova sempre la forza di rialzarsi, nonostante tutto quello che le capita. Inoltre, vorrei tanto vivere una storia d’amore intensa come quella che lei vive con Alex. Il loro è un amore vero, profondo e lui non verrà mai meno alla sua promessa di proteggere Jenny, nemmeno quando le circostanze sembrerebbero impedirglielo.

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andato a braccio? Per esempio hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

RISPOSTA

A parte il carattere di Jenny che mi rispecchia in pieno, il resto della storia è tutto frutto della mia fantasia. Solo per la descrizione di alcuni luoghi ho preso spunto dalla realtà, pur cambiando qualcosa. Per esempio, la villetta di Mandy ricorda molto quella di mia cugina, anche se non si trova su una scogliera.

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Vorresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché si o perché no?

RISPOSTA

 Credo che il desiderio di tutti gli scrittori sia proprio quello di trasformare la propria passione in un lavoro. Purtroppo non è facile, però mi affido al detto: “La speranza è l’ultima a morire”…

 

 

Intervista a Carola  Bueti autrice de

“La lettera mancante”

 

Trama

Cosa succede quando scopri un segreto sulla tua defunta madre che potrebbe cambiare totalmente l’idea che ti eri fatta su di lei? Alice svolge una vita tranquilla e quasi felice quando all’improvviso scopre che una delle lettere che sua mamma le ha scritto prima di morire manca dalla sua collezione privata e chiede alla fidata nonna che l’ha cresciuta aiuto per trovarla. Grazie a quella lettera scopre un segreto inimmaginabile: Sua mamma aveva avuto un’avventura durante il suo viaggio a New York e lei era il frutto di quell’errore. Da quel momento per Alice inizia un viaggio dentro se stessa che la porta nella città dove è stata concepita per trovare il suo vero padre. Con la cornice caotica, ma affascinante della Grande Mela, un nuovo amore che il destino ha deciso di farle incontrare e la conoscenza dell’uomo che le aveva donato metà dei suoi geni, questo romanzo racconta una rinascita introspettiva e un viaggio sia fisico che mentale alla scoperta del vero essere.

Estratto

Alice Ragoni non era mai stata una persona fatalista e aveva sempre creduto di essere l’artefice del proprio destino, ma una cosa l’aveva imparata nel cor-so dei suoi primi 24 anni di vita: esistono degli attimi, lunghi una frazione di secondo, che possono cambiarti la vita. E questi attimi molto spesso non li scegli, avvengono per caso, come un fulmine a ciel sereno per farti capire che le cose possono cambiare da un momento all’altro e che l’unica soluzione è affrontare queste situazioni al meglio delle nostre capacità. Il primo ostacolo che Alice ha dovuto affrontare è stato all’età di 5 anni quando sua mamma Sofia muore a seguito di una brutta malattia. L’unico ricordo che conserva di lei è un pomeriggio al mare in cui mangiano un gelato bacio e fragola che piaceva tanto a entrambe. Lei con la maglietta bianca tutta sporca e sua madre che la guarda e ride convulsamente per la scena. Un attimo di felicità fugace. All’età di 7 anni una bambina magra e un po’ strana entrò nella sua classe e la maestra la presentò con il nome di Margherita, il fiore preferito di sua mamma. La bimba si sedette accanto ad Alice e le fece un grosso sorriso. Quello fu l’attimo in cui capì che sarebbe diventata una sua grande amica. In 24 anni Alice ha avuto la testimonianza che alcuni momenti hanno davvero il potere di cambiare un’esistenza, alcuni brutti è vero, ma necessari per plasmare il proprio carattere e per diventare più forte. Nel corso della sua vita aveva deciso che non si sa-rebbe mai nascosta dietro al dolore, avrebbe sempre mostrato a tutti le ferite che l’avevano fatta maturare e diventare la giovane donna che è diventata: forte, intraprendente, coraggiosa e con la capacità di uscire da tutte le situazioni poco confortevoli. Lei e Margherita diventarono inseparabili e grazie all’aiuto di nonna Lucia e nonno Mariano riuscì adavere una vita modesta, frequentando le scuole giuste e crescendo sentendosi amata. Tutto andava secondo i suoi piani: l’università, un lavoro stabile, una casa e poi in futuro magari anche una famiglia tutta sua.

Almeno fino ad’ora.

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la

scrittura?

RISPOSTA

La scintilla che mi ha fatto scoprire la lettura è scattata molti anni fa perché sin da bambina ho amato immergermi in mondi e storie diverse. Sono sempre stata una ragazzina timida e introversa, nei libri trovavo quel senso di avventura e di calore che nella vita difficilmente riuscivo a trovare. La scrittura è arrivata dopo, durante l’adolescenza, quando amavo annotare i miei pensieri ed emozioni dentro un diario. Solo nel 2019 ho iniziato a scrivere seriamente creando quello che poi è diventato il mio romanzo d’esordio.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

Si lo sanno tutti ormai, anche se per molto tempo l’ho tenuto nascosto. Era una cosa solo mia, privata, non volevo che altre persone lo sapessero. Quando poi ho provato a pubblicare il mio romanzo la prima volta lo hanno saputo e ne sono rimasti sorpresi perché molti non se l’aspettavano. Sia la famiglia che gli amici hanno avuto un ruolo fondamentale nella stesura del libro e nella decisione di pubblicarlo.

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro. Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Dovreste acquistarlo per vari motivi: il primo è perché sono una scrittrice emergente e, come tale, ho bisogno di tanta fiducia da parte dei lettori per poter andare avanti e far conoscere le mie opere. Il secondo motivo è che il mio romanzo tratta di argomenti apparentemente semplici (famiglia, amici, sogni, amore) ma che in qualche modo si complicano a causa dei rapporti tra noi esseri umani. E’ un romanzo che scava nel profondo dell’anima e parla del vero significato dell’amore universale.

QUARTA DOMANDA

Descrivi il libro con due parole e spiega perché le hai scelte.

RISPOSTA

Silenzio assordante. Un ossimoro credo che sia la descrizione migliore perché parla di persone che pensano di non provare nulla e invece hanno il caos dentro, parla di amori che feriscono, ma che curano l’anima.

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte.

RISPOSTA

Testarda. Leale. Impulsiva. Alice è una ragazza dolce e con dei valori per la famiglia e l’amicizia che le sono stati insegnati fin da piccola, però a volte sa essere molto testarda sui suoi pensieri e soprattutto impulsiva rispetto a certi comportamenti. Questo le creerà non pochi problemi con altri protagonisti della storia e dovrà mettercela tutta per migliorare se stessa.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere quel titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire questo titolo è perfetto?

RISPOSTA

Devo dire la verità, a libro finito non avevo ancora idea di come intitolarlo e per me era davvero angosciante il fatto di non riuscire a dare un nome alla mia opera. Poi ci ho pensato bene e “La Lettera Mancante” era effettivamente ciò che dava inizio all’avventura di Alice quindi mi sembrava piuttosto significativo come titolo.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché?

RISPOSTA

E’ come scegliere quale figlio preferisci. E’ davvero difficile perché ho studiato bene ogni personaggio per cucirgli addosso una personalità ben precisa. Credo che la mia preferita sia Margherita, una ragazza frizzante, energica che ama la vita e che è molto leale alla sua migliore amica. Una donna che fa di tutto per aiutare gli altri e che viene amata per essere così com’è, unica.

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Quasi sicuramente sceglierei nonna Lucia perché è la persona più saggia, che sa sempre il consiglio giusto da dare e sa come rincuorare le persone. Se quando avrò la sua età sarò saggia e amata quanto lo è lei, potrò ritenermi davvero molto fortunata.

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andato a braccio? Per esempio hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

RISPOSTA

Ogni fatto narrato nel libro è frutto della mia immaginazione. Non mi sento ancora pronta a raccontare delle mie avventure ed emozioni, anche se ultimamente ci sto pensando molto. Chi mi conosce bene sicuramente troverà nei personaggi e nei luoghi alcune mie caratteristiche, ma sono davvero delle piccolissime parti di me che ho voluto inserire per rendere più reale la storia.

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Vorresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché si o perché no?

RISPOSTA

Sarebbe davvero un sogno poter fare la scrittrice di professione. E’ un lavoro che mi è sempre piaciuto quindi se dovesse diventare realtà ne sarei felicissima. Per adesso però il mio obiettivo è far conoscere il mio romanzo e crescere sempre di più, migliorando la scrittura e creando una comunità che ama i libri tanto quanto me.

                                        Intervista a Maria Antonietta Capasso

      autrice de “UnLimited vol.2: Rise from your ashes”

 

 

Trama

<<La controparte femminile del Drago è la Fenice, l’uccello mitologico che risorge dalle proprie ceneri. Il Drago e  la Fenice, nella cultura cinese, rappresentano l’unione sublime, fisica e spirituale, tra l’uomo e la donna>>.

In poche settimane, la vita di Cheryl ha subito un irreversibile cambiamento.

La visione di giustizia di Axel è diventata il suo mantra e ha sancito la definitiva caduta di tutto ciò che lei credeva di essere fino a quel momento: non più una ragazzina, chiusa nel suo mondo ovattato e infantile, ma una donna, immersa nella dura realtà.

Una donna che ora deve risorgere dalle sue ceneri.

Una donna che, dentro e fuori, urla vendetta.

Ma Cheryl sa anche di avere delle responsabilità: lei, i suoi amici, il clan irlandese, quella “famiglia” che l’ha accolta assieme al suo tesoro più prezioso, non saranno mai davvero al sicuro.

Non finché tutti coloro che hanno distrutto la sua vita, non avranno pagato con il sangue.

 

Estratto

(…)<<Il Dragone cinese è legato all’acqua, simbolo di prosperità e fertilità>> una voce profonda, calma e suadente si levò nel silenzio della sala, riportando Cheryl con i piedi per terra <<al contrario del Drago occidentale, che invece è un mostro portatore di morte e distruzione, legato al fuoco.>>

Cheryl trasalì nel vedere Xiu Zhang che dal fondo della sala, le si avvicina lentamente: si trattava di un uomo apparentemente sulla trentina, molto alto e magro, quasi diafano.

I suoi capelli, neri come la notte, dovevano essere lisci e lunghi, nonostante fossero legati alla base della nuca in un articolato chignon che, assieme alla folta barba nera ed al suo abbigliamento elegante la cui lunga giacca richiamava la forma di un kimono dai colori dorati, faceva sembrare anch’egli parte di una stampa antica.

Era nel complesso un uomo così affascinante e diverso dal mostro privo di scrupoli che lei aveva immaginato che Cheryl, al suo cospetto, non riuscì a proferire parola di senso compiuto. Xiu, arrivato sufficientemente vicino, la guardò e le sorrise.

<<La controparte femminile>> continuò <<è la fenice, l’uccello mitologico che risorge dalle ceneri. Il Drago e la Fenice, nella cultura cinese. rappresentano l’unione sublime, fisica e spirituale, tra l’uomo e la donna.>>

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

La scintilla è nata da bambina. Mi è sempre piaciuto fantasticare e creare storie nella mia mente, e ho iniziato con i disegni. Si sono poi trasformati in fumetti… E poi in storie vere e proprie.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

Certo, la mia famiglia lo sa e mi sostiene: mio marito è il mio più fervido fan!

 TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro. Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Perché è un mafia romance dalle tinte fosche e thriller: oltre una buona dose d’amore c’è anche tanto altro, e si tratta di una saga in grado di soddisfare anche lettori avvezzi a generi diversi, grazie alla sua componente “noir”

QUARTA DOMANDA

 Descrivi il libro con due parole e spiega il perché.

RISPOSTA

Realistico e “familiare”. Realistico perché la ricostruzione dell’ambiente e della realtà in cui i miei protagonisti vivono è maniacale e mi ha portato via molto tempo per studiarla e costruirla, e “familiare” perché parla di forti legami, di sangue e non.

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte.

 RISPOSTA

Tormentato, idealista, vendicativo. Credo che da sole bastino a fare capire il divario nella sua indole tra il bene e il male.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere quel titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

RISPOSTA

In realtà “UnLimited” è stato scelto un po’ per caso, all’inizio, ma poi mi sono resa conto che è proprio così che è questa trilogia: i sentimenti vissuti sono tutti forti, intensi, illimitati.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché?

RISPOSTA

Provo empatia con tutti i personaggi, ma soprattutto con Cheryl, la mia protagonista femminile. È esattamente come ero io, alla sua età.

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Di certo vorrei essere Eleanor: forte, indomita, spiritosa e sempre con la testa sulle spalle. Capace di rialzarsi dopo tutte le sconfitte!

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

 RISPOSTA

La mia ispirazione, nel parlare di mafia e criminalità, viene dal mio lavoro di sociologa. I personaggi, invece, ricalcano tutti qualcuno che fa e ha fatto parte della mia vita. Molte situazioni, dialoghi e avvenimenti lì ho vissuti io in prima persona

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Corresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

 RISPOSTA

In realtà è già il mio lavoro e lo affronto come tale. Sono self publisher e sono molto contenta dei risultati raggiunti sinora. Mi auguro che la mia trilogia conquisti un pubblico sempre più vasto… insieme a tutti gli altri progetti che non vedo l’ora di mettere su carta 🙂

 

 

                                        Intervista a Irene Pistolato”

           autrice de “Just one kiss”

 

TRAMA

A Mark non importa cosa la gente pensa di lui, perché non gli interessa nulla al di fuori dello sport. Le ragazze sono solo uno sfogo, gli amici solo apparenza e la famiglia una casa in cui dormire. Finché non torna Amie. Bella e dolce, rappresenta tutto ciò che si è lasciato alle spalle e che credeva di aver perso per sempre. La sua ex migliore amica, che ha sempre amato, alla quale non ha mai confessato i suoi sentimenti.Amie vorrebbe riallacciare quel legame perduto, vorrebbe ritrovare il vecchio Mark, ma è difficile, sotto lo strato di corazza che ha costruito contro il mondo. Mark è schivo, freddo, ma Amie sa che sotto sotto, attraverso quello sguardo gelido, esiste ancora la bella persona con cui ha trascorso la vita ed è intenzionata a farla riaffiorare a tutti i costi.Una storia di amicizia e passioni, dove l’unica strada da seguire è quella del cuore.

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura? 

RISPOSTA

Ho scoperto la lettura da piccola, ho sempre letto tanto. Mia mamma e mia nonna sono sempre state delle grandi lettrici e hanno trasmesso anche a me la loro passione. La scrittura l’ho scoperta solo nel 2013, ho voluto provare e da allora non ho mai smesso. Ero stanca di continuare a farmi continui film mentali, così ho deciso di metterli su carta.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

La mia famiglia lo sa e ne è orgogliosa. Mia mamma è la mia fan numero uno, legge tutti i miei romanzi in anteprima e li compra in cartaceo non appena escono. Anche mio marito mi sostiene tantissimo, anche se passo buona parte del mio tempo con la testa da un’altra parte. A volte penso sia un santo a sopportarmi!

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro, perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

“Just one kiss” è un romanzo che mi ha dato tanto durante la scrittura. Mark Edges lo avevamo conosciuto già nel mio precedente romanzo edito Darcy Edizioni, “Blind Kiss”, e non era di certo un personaggio amato. Ho voluto dargli un’occasione e ci ho lasciato un pezzo di cuore. Dietro il suo comportamento orribile, c’è un ragazzo che ha sofferto molto e che tiene tutti a distanza per non provare di nuovo il dolore della perdita. Dovreste acquistarlo perché sono convinta che Mark saprà sorprendervi.

QUARTA DOMANDA

Descrivi il libro con due parole chiave e spiega perché

RISPOSTA

Dolce ed emozionante. Le emozioni la fanno da padrone in questo romanzo e c’è anche una buona dose di dolcezza mista a passione.

QUINTA DOMANDA

 Descrivi il protagonista con tre parole chiave e spiega perché le hai scelte.

RISPOSTA

Arrabbiato, tormentato, innamorato. Perché nonostante sia arrabbiato con il mondo intero e sia tormentato dai suoi fantasmi, non ha mai smesso di amare Amie.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere quel titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”

RISPOSTA

Volevo che ci fosse il termine “Kiss” come nell’altro romanzo e mentre stavo scrivendo una determinata scena mi sono resa conto che “Just one kiss – Solo un bacio” fosse perfetto.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché?

RISPOSTA

Mark resta comunque il mio preferito perché è riuscito a superare le sue paure, ha fatto pace con i suoi demoni ed è riuscito a ritrovare la felicità.

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia, chi vorresti essere?

RISPOSTA

Be’, vorrei essere Amie per poter dare tutto l’amore del mondo a quel ragazzo che ne ha davvero bisogno.

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro sono in qualche modo legati a quella che è la tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto da luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o sei andata a cervello?

RISPOSTA

La storia e le situazioni sono completamente inventate, non c’è nulla che riconduca a me o a qualche episodio che ho vissuto davvero. Quando scrivo vado sempre a braccio.

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Vorresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

 RISPOSTA

Non lo so davvero, non me lo sono mai chiesta a essere sincera. La scrittura è nata così per caso, non avrei mai pensato che in tante persone avrebbero letto le mie storie e ancora adesso stento a crederci. Vivo alla giornata, parola dopo parola e vedremo col tempo che cosa mi riserverà il futuro.

 

 

 

                                        Intervista a Claudia Polsinelli

                 autrice de “Scarafaggi di vetro”

 

Trama

Mario scrive a Virginia. Scrive di albe, rintocchi e lune piene; scrive da irato, fragile e docile davanti a caffè amari e luoghi da collezione.

Mario incontra Rachele, ma il corpo di donna che si insinua tra i suoi sogni notturni o in quelli a occhi aperti rimane lo stesso. Il profumo di tabacco secco e fragole che porta Virginia sul collo è solo suo e di giorni lontani.

Il passato diventa presente. Mario e Virginia sono scarafaggi distanti: uno pedina, l’altro si infila nel tempo futuro.

La corsa vana e la meta intangibile saranno vetro. Mille pezzi di vetro ed eterna ossessione.

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

La scintilla è scattata a sette anni, quando ho ricevuto un quadernino per Natale e ho iniziato a scrivere poesie per i miei parenti. Vedere che le conservavano, che le mostravano a tutti con orgoglio, mi ha emozionato.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

La mia famiglia lo sa e mi appoggia, mi sostiene tanto da mandarmi a Torino a frequentare il biennio della Scuola Holden. Gli amici mi hanno sempre sostenuto e sono sempre stati presenti, dal primo racconto all’ultima conferenza.

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro

RISPOSTA

Il mio libro è un thriller psicologico basato sull’ossessione e attraversato dal romanticismo. Si divide in 20 capitoli che si alternano a 20 pagine di 20 righe ciascuna in cui il protagonista, Mario, ricostruisce la storia con la donna da cui è ossessionato, Virginia. Nei capitoli Mario cerca di vivere il presente ma, quando uno dei luoghi che colleziona chiude, va a casa di Virginia per dirglielo e, non trovandola, decide di lasciarle una lettera con tutti i luoghi in cui la aspetterà e di recarsi in ognuno di questi. Il suo sogno ricorrente sul numero 20 gli svelerà una verità difficile da accettare.

QUARTA DOMANDA

Descrivi il libro con due parole chiavi e spiega perché?

RISPOSTA

Ossessione e romanticismo. Ossessione perché Mario è un ossessivo compulsivo e lo si vede nei 20 capitoli: fa liste contro attacchi di panico, liste di argomenti di conversazione, scrive 20 lettere di 20 righe ciascuna (sforando di tanto in tanto), aspetta Virginia per ore, colleziona luoghi e oggetti. Il romanticismo è tutto concentrato nelle lettere: lì Mario parla in seconda persona, si rivolge direttamente a Virginia, e lo fa in un modo molto particolare.

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte

RISPOSTA

Ironico, perché riesce sempre a trovare un modo per ridere della realtà. Romantico, perché fa delle cose estreme e non ha paura di mostrare il suo amore. Folle, perché ha decisamente un pensiero fuori dal comune.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

RISPOSTA

All’inizio il romanzo doveva chiamarsi 20, poi la casa editrice mi ha consigliato di cercarne un altro e, dopo tanto, è arrivato questo. L’idea è partita da un passo del libro, nel secondo capitolo, in cui Mario arrostisce uno scarafaggio con l’accendino e se lo mette in bocca, per poi sputarlo nel lembo della tovaglia. Questa cosa l’ho vista fare davvero e solo ora sono riuscita a dargli il posto e il significato che merita. Significato che si trova solo nell’ultima pagina del romanzo.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché? Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Il mio personaggio preferito è di sicuro la nonna di Mario. Rassicurante, dolce, con i suoi detti popolari e la sua saggezza, l’odore della crema sulle guance e i suoi sughi perfetti. Per crearla mi sono ispirata alla mia prozia che ora non c’è più, perché avevo bisogno di colmare quel vuoto e volevo anche renderla immortale. Se mi trovassi all’interno della storia vorrei essere l’ex migliore amico di Mario e questo la dice lunga sul mio protagonista.

OTTAVA DOMANDA

Perché hai deciso di far partecipare il tuo libro alla campagna di crowdfunding? Ti ha spinto qualcuno o l’hai deciso da sola? Cos’hai provato quando hai avuto la possibilità di partecipare? Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Ho deciso di partecipare alla campagna perché credo molto in questo libro. Ho letto un articolo su Vanity Fair che parlava di bookabook, la mia casa editrice, e ho voluto provare. Mi sono sentita fortunata e spaventata, perché c’è la possibilità di non farcela e non vorrei davvero fallire a un passo dal raggiungimento del mio sogno. Dovreste comprarlo perché mi piacerebbe farvi ridere e commuovere davanti a un’ossessione sospirata, violenta, passionale. Vorrei che qualcuno prendesse l’indovinello della nonna di Mario e lo facesse a chi incontra per strada, per caso, e che questo riuscisse a farli sorridere, pensare, socializzare. Vorrei che questo protagonista folle e tormentato uscisse dalla pagina per consolare chi non riesce a dormire per gli attacchi di panico e riuscisse a far fare una lista anche a loro, e che questa li calmasse un po’.

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

RISPOSTA

Sì, c’è molto della mia vita in questo romanzo. I luoghi sono i luoghi della mia infanzia e adolescenza, dove ho vissuto delle emozioni importanti. Alcuni personaggi sono reali, esistono davvero, e la storia d’amore di Mario e Virginia è liberamente ispirata a momenti che ho vissuto realmente.

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Corresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

RISPOSTA

Nel futuro vorrei far diventare la mia passione il mio lavoro, perché scrivere è tutto ciò che mi serve per essere felice. La scrittura è la mia vita e non potrò mai farne a meno.

 

 

 

                                        Intervista a Nancy Urzo

           autrice de “E poi arriva lui…il mio destino”

 

Trama

Giulia da sempre crede nei propri sogni e nell’amore. La sua passione per la scrittura e Marco, il suo ragazzo, rendono la sua vita perfetta e gioiosa. Tutto procederà come desidera fino a quando, subito dopo il diploma di maturità, si ritroverà ad un bivio: scegliere l’Università che non desiderava per restare accanto a Marco, oppure andare a Napoli con la promessa di rimanere fedele al suo fidanzato e seguire il suo sogno di diventare una scrittrice? Alla fine, i suoi sogni avranno la meglio, e deciderà di lasciare la sua terra natale. Dopo cinque anni ignara di cosa il destino ha in serbo per lei ritornerà a casa e riceverà grosse delusioni. Tutto le sembrerà perduto e insensato, fino a quando, una sua cara amica ritornerà e farà sì che Giulia incroci il cammino del suo destino e ritrovi la felicità.

Estratto

L’idea di poter ritornare finalmente a casa dopo cinque anni mi elettrizzava, avevo una nuova storia da raccontare, il traguardo raggiunto, la mia laurea in Facoltà di Lettere che mi avrebbe permesso di intraprendere la carriera editoriale.

Negli ultimi anni, a causa del poco tempo libero, fui costretta a trascurare molto la mia terra e, solo al mio ritorno definitivo, venni a conoscenza di uno scioccante cambiamento.

Mia madre Linda non ebbe la possibilità frequentare l’Università, decise di fermarsi al diploma alberghiero e aprirsi un’attività. Era sua abitudine trascorrere la maggior parte delle sue giornate a gestire il suo bar, lo aveva aperto poco dopo essermi sposata con mio padre. L’ attività si trovava sul Lungomare Vittorio Emanuele III e prendeva il nome di “American Bar”. Nonostante il lavoro fosse impegnativo riusciva sempre a ritagliarsi del tempo per sé stessa, proprio per tale motivo appariva sempre molto bella e graziosa. La gravidanza non era riuscita rovinarle quel fisico ammirevole e formoso, la sua carnagione rosea con l’arrivo dell’autunno, stava perdendo l’abbronzatura ottenuta grazie alle lunghe giornate passate al mare. I suoi occhi verdi erano come smeraldi, era impossibile non notarli, come era anche assurdo non rimanere impressionati da quella sua chioma biondo cenere.

Mio padre Antonio seguì lo stesso percorso di mia madre, non volle continuare gli studi per cui si fermò al diploma di elettronica. Possedeva uno spirito selvaggio e un gran senso del dovere. Conobbe mia madre durante una serata tra amici in comune, e da quel momento fu subito amore. Volle sposarla a tutti i costi, si ritrovò a fare due lavori contemporaneamente. Lavorava in fabbrica come operaio, e durante l’estate faceva il bagnino presso lo stabilimento balneare “Onda Blu”.

Le ragazze del suo quartiere fecero carte false per conquistarlo, ma lui aveva occhi solo per lei. Ogni donna che gli si avvicinava poteva ammirare il suo fisico snello e sodo, risultato del tanto esercizio fisico che compieva durante il lavoro. I suoi occhi erano azzurri come il mare, qualsiasi donna lo guardasse negli occhi rimaneva incantata da quelle sfumature frizzanti. La sua pelle olivastra era perfetta, in parte veniva coperta da una leggera spruzzata di barba scura che si fondeva perfettamente coi suoi capelli corti, marroni e mossi.

Qualche anno dopo i suoi sacrifici furono ripagati permettendo loro di convolare a nozze. Il loro amore fu così profondo da permettere a mia madre di rimanere subito incinta e nove mesi dopo nacqui io.

Dopo cinque ore di viaggio raggiunsi il Ponte Girevole, ciò significava che da lì a poco avrei rivisto mia madre. Ero elettrizzata e spaventata allo stesso tempo. Era rimasto tutto com’era o era cambiato qualcosa? Erano domande a cui avrei dato risposta poco alla volta.

Senza rendermene conto raggiunsi il bar, la prima persona che vidi fu proprio mia madre. Come sempre era indaffarata nella preparazione dei caffè e nella pulizia del bancone.

Avevo il batticuore, pochi metri ci separavano da quel caldo abbraccio che tanto mancava al mio corpo.

Presi un lungo respiro ed entrai.

Mia madre notò subito il mio arrivo, fui catapultata in un fermo immagine, tutta la situazione si svolgeva in slow motion.

«Giulia, sei qui!»

Sorrisi e allargai le braccia invitandola ad abbracciarmi, corse fuori dal bancone ricambiando la stretta che tanto desideravo.  Sentire il calore del suo corpo fu come un toccasana rigenerante.

«Non ci posso credere, sei tornata finalmente!»

«Si mamma, sono tornata!»

Ci sciogliemmo da quell’abbraccio e si mise ad ammirarmi come solo una madre può fare.

«Sei sempre più bella!»

«Mamma, non esagerare!»

La vidi molto orgogliosa di avermi lì con lei, e ciò le diede motivo di vantarsi coi clienti presenti nel bar, che compiaciuti applaudirono.

«Hai già visto Papà per caso?»

«No, sono appena arrivata.»

«Sarà contentissimo di riaverti a casa dopo tanti anni!»

Vederla così raggiante era una sensazione indescrivibile, non riuscivo a concentrami su niente.

Una voce famigliare richiamo la mia attenzione.

«Giulia?!»

Era Baby. Mi voltai in direzione di quella melodia.

«Baby!»

Non ebbi il tempo di osservarla con attenzione. Ritrovai il suo corpo avvinghiato al mio.

Mia madre comprese che quel momento non potevo condividerlo con lei, per cui si allontanò educatamente tornando al bancone.

«Quando sei arrivata?»

«Mezz’ora fa!»

«Sono felice che tu sia finalmente qui!»

«Dimmi, Jessica e Marco dove sono?»

«Avevano entrambi una commissione da fare. Dobbiamo comunque vederci stasera. Ci sarai anche tu vero?»

«Certo che sì!»

Avevo tante domande da porle, non potei fare a meno di notare come era cambiata col passare degli anni. Era dimagrita parecchi chili e aveva un viso molto più luminoso.

Sentivo il bisogno di vedere Marco, salutai Baby promettendole che ci saremmo viste la sera stessa e andai verso la casa del mio ragazzo. Passai per via Otranto dove si trovava il mio palazzo, e dopo pochi isolati raggiunsi Via Campagna, dalla finestra di camera sua vidi la luce accesa, ciò confermò che si trovava in casa.

Suonai al citofono e cinque minuti dopo giunse al portone.

«Amore!»

Ero euforica e senza dare troppo preso ai passanti mi gettai tra le sue braccia.

«Ehi.»

Fui subito colpita da una strana sensazione, non era il Marco che conoscevo, il suo corpo si sentiva a disagio nell’entrare in contatto col mio, cosa stava succedendo?

«Non sei felice di vedermi? Dopo cinque anni, siamo di nuovo assieme!»

«Certo.»

«Cosa c’è che non va?»

«Nulla. Problemi in famiglia.»

Anche il tono della sua voce aveva una melodia diversa, non era dolce e sensuale, ma fredda e distante.

Non potevo più aspettare, lo afferrai per la nuca e lo baciai, il desiderio in me cresceva in modo esponenziale, il mio corpo cominciò a tentennare quando si accorse che Marco non stava contraccambiando il bacio che tanto desideravo. C’era sicuramente qualcosa che non andava, e se gli avessi fatto qualche altra domanda avrebbe di nuovo negato. Gli dissi che sarei stata presente anche io alla serata organizzata da Baby, lui come risposta reagì freddamente, si chiuse il portone alle spalle e mi lasciò sulle scale con un senso di vuoto indescrivibile

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura? 

RISPOSTA

Tutto è nato all’età di 12 anni. Era un modo per creare un mondo alternativo, dove esisteva sempre e solo gioie, amore e soddisfazioni

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

La mia famiglia ha scoperto da poco tempo che scrivo. Pensano che sia giusto che io scriva se mi piace farlo, ed anche gli amici mi sostengono sempre

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro, perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

È una storia breve, parla d’amore e di sogni, e per chi ama leggere anche durante le proprie piccole pause, il mio libro è l’ideale

QUARTA DOMANDA

Descrivi il libro con due parole chiave e spiega perché

RISPOSTA

Amore e sogno. Il motivo è semplice è una storia d’amore che insegna quanto sia importante il sostegno delle persone a noi care, quando crediamo fortemente in un sogno.

QUINTA DOMANDA

 Descrivi il protagonista con tre parole chiave e spiega perché le hai scelte.

RISPOSTA

Giulia è dolce, sognatrice, fedele. Nel racconto lei spiega quanto sia difficile per lei scegliere tra l’amore della sua vita e il suo sogno. Sceglie di seguire la sua ambizione senza però tradire la fiducia del suo ragazzo.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere quel titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”

RISPOSTA

Lo avevo in testa da un po’ assieme ad altri titoli che però non mi convincevano a pieno, e poi dopo molte riflessioni ho capito che era quello giusto.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché?

RISPOSTA

Senza dubbio Palma o Pamy, ovvero l’amica di Giulia. Il motivo? È una vera e propria scarica di energia, sa ridarti la gioia e la voglia di continuare a lottare per i propri sogni.

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia, chi vorresti essere?

RISPOSTA

Giulia, la protagonista. Il motivo? Caratterialmente mi rispecchia molto.

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro sono in qualche modo legati a quella che è la tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto da luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o sei andata a cervello?

RISPOSTA

La storia non ha alcun legame con la mia vita tranne i luoghi. Taranto è la città natale di mia madre, Napoli è quella di mio padre e le Marche sono il luogo dove trascorro le vacanze.

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Vorresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

 RISPOSTA

Mi aspetto un futuro raggiante dove qualcuno noti la mia passione per la scrittura, e sia pronto a scommettere su qualche mia opera pubblicandola con la CE. Sì, vorrei tanto che questa mia passione diventi un lavoro, sarebbe magnifico.

 

 

                                        Intervista a Maria Vittoria De Vita

           autrice de ” Il cuore ti tormenta dove batte”

 

 

Trama

– Roma 1971. Siamo negli anni in cui in Italia impervia un clima di tensione ai limiti della guerra civile, dove i nemici della repubblica danno vita ad un terrorismo che miete vittime innocenti. Non bastava la crisi economica a danneggiare il quadro italiano di quel periodo: gli anni che si succederanno passeranno alla storia come gli “anni di piombo”. Questo sarà lo sfocato contesto storico in cui i personaggi prenderanno vita. Ma sarà labile il riflesso che avrà su di loro. Amore, passione, tormento, inquietudine, sete di verità e lotta alle discriminazioni saranno i fili che tesseranno il racconto.

L’omosessualità è ancora un tabù dal quale è difficile svincolarsi, soprattutto se si appartiene ad una determinata classe sociale. Giulio Cenci lo prova sulla sua pelle. E tutto scatenerà un meccanismo a catena che se non controllato porterà ad effetti devastanti; non solo per i diretti interessati.

Giada è una donna di buona famiglia, acuta, affascinante e con un forte senso di giustizia, alle prese con uno dei periodi più problematici della sua vita: proprio nel momento in cui è fermamente convinta di voler rapporti scevri da coinvolgimenti sentimentali, si imbatte in due uomini che la calamiteranno in un circolo vizioso da cui difficilmente ne uscirà intera. I due, che per giunta si odiano sin da piccoli, sono totalmente ignari di avere un destino comune. Un incidente avvicinerà Giada ad Alessandro, mentre le condizioni critiche di salute di Albert lo porteranno lontano da lei.  Ma tutto quello che accadrà durante una serata in costume a Castel Sant’Angelo metterà in discussione le vite di ognuno dei protagonisti.

Alessandro sin da piccolo è attratto da una storia, che lo impegnerà per anni in ricerche frenetiche sulla duchessa di Berry e i suoi rubini. Il loro primo viaggio alla scoperta dell’arcano terminerà con un nulla di fatto.

Successivamente, Giada scoprirà che Albert possiede la “chiave” e che è totalmente all’oscuro di ciò che possa significare. Dietro ad una semplice foto, si nasconde un simbolo 0-0, l’arrocco per gli scacchisti.

 

Estratto

“Sono debole, quando non riesco a dire questo fottuto Ti voglio bene;

Sono debole perché vorrei dirti di restare, mentre vai via e ti guardo lasciandotelo fare. Sono debole perché sto zitta, mentre vorrei gridare che mi stai facendo del male. Sono debole perché trattengo le lacrime, vergognandomi di qualcosa che è invece naturale e normale. Sono debole perché non ho il coraggio di osare; di essere incline ad ottemperare; di essere disciplinata e puntuale. Sono debole perché mi faccio mille paranoie, combatto nella mente mille mostri, anziché affrontarti e lasciarti parlare. Sono debole perché non chiedo. Sono debole perché penso sempre di potercela fare senza nessuno. Sono debole perché lascio che gli altri si appoggino a me, ma non viceversa. Sono debole perché vorrei scriverti ma non lo faccio.

Sono debole perché mi piaci e non te lo dimostro. Sono debole perché aspetto che tu faccia la prima mossa, anche quando so che varrebbe la pena che la facessi io. Sono debole perché mi arrabbio, ma faccio finta di non farlo e in più sorrido. Sono debole perché non so prendermi cura a dovere di me stessa; di mettermi al primo posto; di scegliermi sempre e comunque. Sono debole perché non so essere leggera, spontanea, devo sempre anticipare, controllare. Sono debole perché non so ignorare; far finta di non vedere, di non pensare. Sono debole perché non mi lascio trasportare. Sono debole perché vorrei fare mille cose, ma alla fine ne faccio poche o nessuna. Sono debole perché non combatto abbastanza per quello in cui credo, in cui spero, lasciando che mi scorra il sangue addosso. Sono debole perché mi lascio inondare dai sentimenti. Sono debole perché sono una donna che gioca… con la solitudine; con le sue fragilità; con l’assenza di gravità.

Sono debole perché sono una donna?

No. Sono debole perché sono una donna che si finge forte, al pari di un uomo e ben oltre.

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura? 

RISPOSTA

Nel 2008, tornavo da una festa in piscina organizzata dalla facoltà di medicina, sapete quelle feste universitarie?! Bè, diciamo che non sono proprio composte ed eleganti… seppure la villa che ci ospitava fosse molto bella. Comunque, ammetto di esser tornata a casa non proprio lucidissima e di essermi buttata a letto sprofondando in un sonno immediato ed abissale, cosa non da poco per un’insonne! Fatto sta che mi ritrovo con i capelli impigliati in una siepe: mi sveglio!!! Avevo fatto un sogno stranissimo: ero nella stessa villa, il giardino un tantino diverso, ma soprattutto la solennità della festa era diversa. Tutti elegantissimi, le donne con i capelli raccolti, le perle… gli uomini impettiti a parlare di politica. Dovevo assolutamente alzarmi e scriverlo, altrimenti l’avrei dimenticato e nella memoria era così bello che non volevo saltare alcun aneddoto. E così… poi, da quel sogno, una volta trascritto, mi sono ritrovata a scrivere quello che è il mio romanzo. E che ho avuto il coraggio di inviare alle case editrici solo grazie ad un amico.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

L’hanno saputo nel momento in cui ad agosto 2019 ho firmato il contratto con la C.E. Leone editori. Mi hanno sempre lasciata libera di fare le mie scelte e credo sia una cosa che in un certo qual senso li renda orgogliosi. Mi sostengono quel tantino che basta. Gli amici sembra siano molto contenti ed alcuni mi incoraggiano.

 

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro

RISPOSTA

È una storia che più del racconto in sé cerca di imprimere in ognuno di noi la forza di trovare la soluzione ai nostri problemi partendo da noi stessi, senza legare la nostra felicità alle connessioni esterne. Spogliandoci di ogni insicurezza e di tutti quei fastidiosi “essere all’altezza delle aspettative”. Trasmette i miei ideali di uguaglianza e di lotta alle discriminazioni.

QUARTA DOMANDA

 Descrivi il libro con due parole chiave e spiega perché

RISPOSTA

Tormento – Passione

Credo che non esista l’uno senza l’altra. Nessun amore può esistere senza quel tormento interiore che ti smuove mente, anima e corpo né tantomeno senza passione. Tormento e passione sono i burattinai di questo romanzo.

QUINTA DOMANDA

  Descrivi il protagonista con tre parole chiave e spiega il perché hai scelto quelle parole

RISPOSTA

Giada: Solare, Romantica, Astuta.

È una ragazza innamorata della vita e dell’amore, per questo romantica. Molto intelligente e per questo anche molto sensibile. Vede sempre il bicchiere mezzo pieno.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere quel titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire      “questo titolo è perfetto”

RISPOSTA

Nel titolo rivedo tutto il senso del romanzo; ma in generale della vita e dell’amore. Per fortuna è piaciuto anche all’editore, altrimenti non avrei potuto avere voce in capitolo.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché? Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Albert, mi piace particolarmente. Credo che se esistesse un uomo così impazzirei per lui. Vi lascio una piccola descrizione:

–  Albert Rextat: ceto sociale alto, carattere forte seppur sensibile, colto, intelligente, riservato, elegante, giocatore di scacchi. Uomo dal fascino sconfinato. Moro, alto, occhi color smeraldo.

Ovviamente Giada, visto che Albert si innamora di lei.

OTTAVA DOMANDA

Perché hai deciso di far partecipare il tuo libro alla campagna di crowfunding? Ti ha “spinto” qualcuno o l’hai deciso da sola? Cosa hai provato quando hai avuto la possibilità di partecipare? Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Perché è stata l’unica casa editrice che non mi ha chiesto soldi per pubblicare. Mi è sembrata anche una sfida. Non nascondo che forse oggi pondererei meglio la mia scelta: non è facile vendere un prodotto che fisicamente non c’è sul mercato. Mi sono emozionata quando mi hanno mostrato per la prima volta la copertina. È un romanzo sognante, a tratti educativo, può aiutare attraverso un auto-analisi a migliorare degli aspetti di se stessi. Una bella pausa dal mondo reale per chi vuole rilassarsi scoprendo posti bellissimi, accompagnati da personaggi affascinanti che faranno emozionare attraverso tratti della loro vita.

NONA DOMANDA

 I fatti narrati nel libro sono in qualche modo legati a quella che è la tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto da luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o sei andata a cervello?

RISPOSTA

No, è tutto frutto della mia fantasia. Ovviamente è sempre contaminata dalle interazioni circostanti e dal mio modo di pensare e vedere le cose. I posti invece rappresentano dei luoghi che amo.

DECIMA DOMANDA

 Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Vorresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

RISPOSTA

Mi aspetto di avere successo! Magari la prossima Ken Follett!!! Scherzi a parte, mi auguro di poter vivere delle mie passioni, in questo caso della scrittura in primis. Amo viaggiare e mi sentirei una privilegiata se potessi guadagnare sapendo di poter lavorare in ogni dove, come e quando.

 

                                        Intervista a Caterina Frecentese

         autrice de “Il tuo nome sussurrato ai miei sensi”

 

 

Trama

Una telefonata. E da lì la fine. La fine della serenità per Caterina, una giovane donna di ventun anni, costretta ad affrontare una corsa contro il tempo per raggiungere una persona a lei tanto cara. E poi il fallimento e il dolore per non essere arrivata in tempo, per non avercela fatta. Ciò le causerà un rimorso costante e una nostalgia infinita.
La stessa che prova Lilina quando comprende che sta per morire. Ed è così che, su quella vecchia poltrona, comincia a pensare a tutta la sua vita: alle sofferenze, all’amore perduto e ritrovato, alle gioie per i suoi figli e ai fallimenti interiori.
Le due donne hanno molto in comune. Più di quanto tanti anni di differenza possano far credere.
Il tuo nome sussurrato ai miei sensi è tratto da una storia vera, è una storia che le due protagoniste hanno vissuto sulla propria pelle e che, in qualche modo, le ha cambiate.  

 

Estratto

«Non appena ho notato questo fantastico sassolino, ho pensato ai tuoi occhi. Non per il colore, ma perché brillano, proprio come questo smeraldo, ogni volta che fanno del bene.»

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura? 

RISPOSTA

Leggo sin da bambina, ho sempre amato sfogliare i libri e sentirne l’odore per poi immergermi nelle storie narrate. Ricordo che ero tanto legata a un libro ricco di immagini e tradotto in inglese, era stupendo e i miei occhi da bambina ne rimasero subito attratti.

La scintilla che, invece, mi ha fatto scoprire l’amore per la scrittura l’ho avuta quattro anni fa quando, a seguito di una perdita che ho vissuto, ho deciso di scrivere di Lilina, una donna che a me ha insegnato tanto e che spero possa insegnare tanto anche a chi vorrà leggere il mio libro.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

Certo, la mia famiglia sa che scrivo dal primo istante in cui ho deciso di farlo. Ero con mia sorella e con mia madre, intenta a chiacchierare quando svelai loro che sentivo il bisogno di scrivere “un libro”. Loro rimasero senza parole, per la gioia: mi hanno sostenuta dal primo momento e hanno da subito creduto in me. Il supporto di tutta la mia famiglia, poi, è stato fondamentale per iniziare questo percorso

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro, perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Il mio libro racconta la storia di Lilina, una donna apparentemente come tante, ma unica nel suo genere. Parla di una donna forte, determinata, pronta a sostenere tutte le persone intorno a sé, una donna pronta a subire per amore, pronta a soffrire. E poi, Lilina aveva una dote che non tutti posseggono: nonostante la cattiveria subita, il dolore sofferto, lei è rimasta autentica e buona nel cuore. Ecco, io consiglio a tutti di leggere il mio libro per imparare ciò che Lilina ha insegnato a me durante gli anni vissuti insieme: restare sé stessi nonostante gli eventi negativi che, spesso, siamo costretti a vivere.

QUARTA DOMANDA

 Descrivi il libro con due parole chiave e spiega perché.

RISPOSTA

Le parole chiave che scelgo per descrivere il mio libro sono: AMORE e RICORDI.

La prima perché il mio libro parla, comunque, di una storia d’amore particolare: l’amore tra due donne, una giovane, l’altra più anziana, che non avrà mai fine. Un amore che va al di là della morte, della distanza e della perdita.

La seconda l’ho scelta perché durante tutto il racconto di Lilina si fa riferimento ai ricordi di ciò che lei stessa ha vissuto durante i suoi ottantasei anni di vita. I ricordi sono ciò che ci tiene legati al nostro passato, siano essi belli o brutti, e per questo fanno parte di noi. Scrivere la sua storia è anche un modo per tenere vivo il suo ricordo e renderla viva agli occhi di tutti più di quanto io la senta viva in me.

QUINTA DOMANDA

 Descrivi il protagonista con tre parole chiave e spiega perché le hai scelte.

RISPOSTA

La protagonista de “Il tuo nome sussurrato ai miei sensi” è Lilina e la descriverei con queste tre parole: autentica, forte, buona.

La prima parola l’ho scelta per ciò che dicevo poco prima: Lilina non si è mai lasciata cambiare dagli eventi negativi che ha vissuto. Proprio per questo è stata una donna forte, pronta ad accettare ciò che le era stato riservato dalla vita. Amo definirla buona perché lei aveva un cuore grande: era pronta ad aprirlo a chiunque e a donare amore a tutti.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere quel titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”

RISPOSTA

 Il titolo è una parte fondamentale di un libro e per me “Il tuo nome sussurrato ai miei sensi” nasconde tanto dietro di sé. Quando l’ho scelto è stato come se Lilina mi avesse aiutata: ero fuori in cortile e, dopo aver percepito un leggero venticello tra i miei capelli, è arrivata l’idea del titolo. Da allora ho provato a sceglierne uno più breve, più “semplice”, ma nulla…non me ne sono mai più separata. Lo reputo perfetto per ciò che ho scritto perché racchiude il senso che c’è dietro il libro, e spiega molto bene il legame che c’è tra Lilina e Caterina.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché?

RISPOSTA

Il mio personaggio preferito è Lilina, mentre ho tanto odiato Sabato…Beh, sono ripetitiva, ma Lilina è una persona che io ho realmente conosciuto perciò il motivo è questo: l’ho amata tanto in vita, la sceglierei tra mille personaggi…

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia, chi vorresti essere?

RISPOSTA

All’interno della storia vorrei essere ciò che in realtà sono nella vita: essendo una storia vera ci sono anche tratti autobiografici, c’è la mia reazione alla sua perdita, c’è il nostro legame e per questo io non vorrei che essere Caterina…

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro sono in qualche modo legati a quella che è la tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto da luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o sei andata a cervello?

RISPOSTA

Tutto ciò che verrà letto nel mio libro è reale, è stato realmente provato, è stato vissuto intensamente…mi sono ispirata a Lilina, a ciò che ha provato durante la sua vita, al suo primo amore, alle sue prime delusioni e alle sue sofferenze…nulla è stato inventato ed è tutto legato alla mia infanzia. Ci sono i miei luoghi del cuore, le persone che ho amato tanto e tutti i ricordi più belli della mia vita.

DECIMA DOMANDA

 Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Vorresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

RISPOSTA

Mi piacerebbe tanto diventare un giorno una scrittrice con la S maiuscola, vorrei semplicemente far emozionare con le mie storie e vorrei che tutti comprendessero quanto è bello mostrarsi per quello che si è, senza veli, senza maschere.

 

Ne approfitto per ringraziarti per questa opportunità, è stato molto bello rispondere alle tue domande.

Un abbraccio e un saluto a tutti coloro che leggeranno queste mie risposte.

 

 

                                        Intervista a Maria Balzano

                 autrice de “Fidati di me”

 

Trama

Madrid. Marisol nella propria non ha bisogno di chiedere altro: davanti a lei si apre facilmente e senza sforzi la scalata verso il successo, e non si pone domande per questo.

Solo quando si troverà a doversi fidare di Matt, il suo peggior nemico, l’ultima persona a cui andrebbe a chiedere consiglio, capisce che tutta la sua vita è una bugia.

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

Alle elementari, quando la bibliotecaria passava ogni tanto a lasciarci una pigna di libri in classe da leggere e scambiare tra di noi. Ricordo ancora il primo che mi catturò realmente, e da cui non riuscii più a separarmi: Matilda sei mitica.

La scrittura non riguarda l’amore per i libri nato in questo modo, però. Ho scoperto anche questa alle elementari: quando nella lezione di italiano dovevamo scrivere dei racconti, la maestra, infine, leggeva il mio all’intera classe, per la grande creatività che inserivo. Avevo, così, iniziato a scrivere una storia lunga sei o sette quaderni… anche se mai completata, purtroppo.

 

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

 La mia famiglia sa che scrivo e che amo i libri, ma per loro è un semplice passatempo, quindi non ci danno molta importanza. I miei amici, invece, mi supportano molto, e mi aiutano in ogni piccolo lavoro e progetto che faccio nascere per i miei scritti.

 

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro

RISPOSTA

“Fidati di me” può sembrare un libro per ragazzi solo perché parla di questi, ma in realtà io nei miei libri parlo di personaggi giovani perché in questo modo riesco ad immedesimarmi meglio in loro, ma cerco di non rendere mai le storie che creo tutte uguali.

In questo libro, ad esempio, tutto ciò che appare all’inizio si scopre diverso andando avanti con la storia. Non voglio fare esempi altrimenti rovinerei la sorpresa, ma posso accennare qualcosa: c’è Matt, il solito bullo bello che se ne frega di tutto e di tutti e che sembra far cadere tutte ai suoi piedi. La gente potrebbe immaginarsi questo ragazzo fare così per i genitori divorziati, che se ne approfitti del fatto che molte ragazze siano attratte da lui per “giocarci”, o che infine s’innamori della protagonista timida e introversa. In realtà ognuno di questi dettagli ho deciso di cambiarli, rendendo ogni capitolo del libro una scoperta. Un’altra cosa che posso dire è che questo libro non l’ho iniziato pensando di farlo leggere ad altre persone, per questo le location sono inventate e alcune situazioni di vita non sono reali, ma ogni volta che finisco un libro e lo rileggo, mi stupisco di quello che ho fatto nascere partendo da un’idea banale, e anche questa volta è andata a finire così.

 

QUARTA DOMANDA

Descrivi il libro con due parole chiavi e spiega perché?

 

RISPOSTA

Sorpresa. Io in ogni mio libro adoro inserire dei colpi di scena, e in “fidati di me” non ne mancano affatto.

Emozioni. Questo lo dico perché “Fidati di me” non è un libro piatto, e qualche paragrafo può divertire come può commuovere, può far innervosire come appunto può sorprendere o far sognare. Io questo lo dico anche secondo le parole dei miei lettori della bozza non ancora editata.

 

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte

 

RISPOSTA

Sognatrice. Marisol all’inizio ha la testa tra le nuvole. Non ha dubbi su nulla; crede che ogni cosa finisca con “e vissero tutti felici e contenti”; è sicura di non avere bisogno delle stelle cadenti per sperare che si realizzino i suoi desideri.

Infantile. Unito proprio al fatto che sia una sognatrice, ma anche perché come fanno i bambini, crede ad ogni cosa. Ad esempio, che basti un sorriso o un abbraccio da un ragazzo per accendere la speranza che l’amore sia ricambiato. Matt, poi, continuerà a ripeterle questa parola, anche se in forma dispregiativa.

Coraggiosa. A volte anche troppo, ed è pronta a mettersi sempre in gioco quando c’è un’opportunità. 

 

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

 

RISPOSTA

Nel libro ci sono vari richiami alle parole “fidati di me”, anche se non viene mai detto a voce. E questo non l’ho neanche fatto consapevolmente. Marisol all’inizio è una che si fida di tutti, per questo non ha paura di parlare di qualunque cosa. Quando tutto crolla si dovrà fidare di Matt, ma questo non perché lui glielo dice apertamente. La fiducia, poi, sarà un tema centrale in tutto il resto della storia.

Il titolo l’ho scelto dopo aver riletto l’intero libro, quando l’ho finito di scrivere.

 

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché? Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

 

RISPOSTA

Personaggio preferito e chi vorrei essere ha una sola risposta: Tomas. Lui è il semplice compagno di classe che infine si rivelerà essere un buon amico. Timido, simpaticone, insicuro e impacciato… la parte sorridente del libro, finché è possibile…

Vorrei essere lui anche se è un ragazzo perché sì, l’ho creato io, e io ho scritto le sue azioni, ma entrando nella storia nei suoi panni, avrei evitato i problemi che ha creato la sua mancanza di sicurezza.

 

OTTAVA DOMANDA

Perché hai deciso di far partecipare il tuo libro alla campagna di crowdfunding? Ti ha spinto qualcuno o l’hai deciso da sola? Cos’hai provato quando hai avuto la possibilità di partecipare? Perché dovremmo acquistarlo?

 

RISPOSTA

Ho scoperto Bookabook tra varie inserzioni su Facebook, e ammetto che ho provato ad inviare i miei libri a tante case editrici quasi inutilmente. All’inizio ho pensato che sarebbe finita come tutte le altre volte, quindi ho pensato che non avessi nulla da perdere e ho inviato “Fidati di me” che avevo appena concluso. Ovviamente scelgo sempre da sola a chi inviare i libri e quali, perché lo faccio appena trovo una buona opportunità. Appena ho ricevuto la risposta positiva e la telefonata dall’agenzia mi sono sentita tra le nuvole, ma pronta a rimboccarmi subito le maniche per portare a termine in modo positivo il progetto di crowdfunding, e pubblicare definitivamente il libro.

Non vorrei dire che la gente DEVE acquistarlo, ma se cerca una storia semplice da leggere, piena di emozioni e colpi di scena, non potrebbe fare a meno di acquistarlo!  

 

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

 

RISPOSTA

In questo libro, di mio c’è l’interesse verso il mondo dello spettacolo, quindi ho deciso di far entrare la protagonista in questo ambiente. In seguito, ho pensato ai miei interessi, però di quando ero una bambina: come immaginavo le scuole andando avanti con gli anni, i personaggi dei cartoni e telefilm che ho amato di più, come volevo essere diventando grande (intendo caratterialmente) … e mettendo insieme queste cose, si è creata la storia. Come ho detto, questo libro l’avevo scritto quasi per gioco, ma la storia che è uscita fuori infine mi è piaciuta tantissimo!

 

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Corresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

 

RISPOSTA

Vorrei tanto far diventare la mia passione un lavoro, e il perché è semplice: chi non vorrebbe vivere rendendo i suoi sogni e passioni un dovere? Io non mi stanco mai di scrivere e di creare. Nella mia testa ci sono già nuovi personaggi che non vedono l’ora di uscire allo scoperto!

 

 

 Intervista a Linda Stella Contro autrice de “White Dress”

 

Trama

Wendy Pickett è una sedicenne di New York che vive nel Greenwich Village, ma la madre la lascia nel Queens dal padre Gavin per andare in luna di miele con il nuovo marito. Timida ed introversa ma grande amante della musica, Wendy trova un lavoro estivo come cameriera al White Dress, un locale gestito da un amico del padre, Charles, dove i camerieri, oltre a servire i clienti, suonano e cantano dal vivo. Così Wendy inizia ad uscire dal suo guscio facendo amicizia con la figlia della vicina di suo padre, la tosta Ann, e con il personale del locale, tra cui la dura ma talentuosa cantante Denise, gli scatenati musicisti Wanda, Edward e Clark e l’affascinante e coraggioso Marshall, cugino di Denise temporaneamente costretto ad andare in giro con un piede fasciato a causa di un incidente con una gang di strada. Grazie ai suoi nuovi amici, Wendy vivrà nuove esperienze che l’aiuteranno a fare i conti con il suo triste passato che le impedisce di lasciarsi andare al presente e anche al futuro, ma dovrà stare attenta a Big 50, il fratello di Marshall e il criminale più pericoloso del Queens…

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

La mia passione per le storie è nata quando ero piccola grazie ai numerosi cartoni Disney che guardavo e ai libri che mia madre mi leggeva ogni sera. Scrivevo e disegnavo piccoli fumetti per gioco, poi a sedici anni ho iniziato a scrivere fanfiction ispirate ai miei telefilm preferiti per esercitarmi, fino a trovare l’ispirazione per il mio primo romanzo. Fino ad oggi, sono arrivata a sei libri scritti e conclusi e ne ho tanti altri da finire.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

 I miei familiari mi sostengono da sempre, soprattutto mia madre che mi ha trasmesso, con un po’ di fatica all’inizio, la passione per la lettura. Anche le mie amiche mi sostengono e spesso mi danno anche consigli o mi aiutano a trovare l’ispirazione.

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro.

RISPOSTA

Il mio libro è ambientato a New York e parla di una giovane sedicenne, Wendy, che vive nel Greenwich Village ma si trasferisce temporaneamente dal padre per permettere alla madre e al patrigno di partire per la luna di miele. Non sapendo come passare il tempo, Wendy trova un lavoro estivo come cameriera al White Dress, un locale gestito da un amico del padre, ma in questo locale, i camerieri vengono pagati anche per esibirsi su un piccolo palco come cantanti e musicisti e Wendy ha una bella voce, ma a causa di un episodio del passato triste e doloroso, la ragazza non ha più la forza di cantare…

QUARTA DOMANDA

 Descrivi il libro con due parole chiavi e spiega perché?

RISPOSTA

Le parole chiave di White Dress sono Musica, perché è il tema principale sia della storia che del locale e Amicizia, perché è la cosa più preziosa di cui Wendy ha bisogno per affrontare ogni situazione, come anche tutti noi.

QUINTA DOMANDA

 Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte

RISPOSTA

Come ogni protagonista che si rispetti, Wendy cambia nel corso della storia, ma tre cose che non cambiano mai in lei sono la gentilezza, la forza interiore e il talento canoro, qualità fondamentali per farsi rispettare e affrontare i suoi demoni interiori.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

RISPOSTA

 Mi piaceva come suonavano le parole White Dress per un locale di musica frequentato da giovani. Magari prima che un lettore legga la trama di questo libro, potrebbe pensare che sia una storia che parla di vestiti, tipo quelli da sposa, che di norma sono bianchi, ma è questo il bello di certi libri, che hanno titoli misteriosi che possono rendere più interessanti le storie.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché? Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

I miei personaggi preferiti sono la protagonista Wendy perché è ispirata in parte a me, Charles, il proprietario del White Dress perché è un capo serio ma anche amichevole ed è una brava persona ligia al dovere ma che sa anche divertirsi con gli amici, ma mi piace anche il personaggio di Denise, una ragazza determinata che lavora sodo per costruirsi un futuro tutto suo e che sembra egocentrica e quasi cattiva perché tratta male Wendy, ma quasi sempre le apparenze ingannano…

Se fossi un personaggio di questa storia, esclusa Wendy, vorrei essere una semplice turista che capita al White Dress e si gode una piacevole serata, magari quella dedicata al karaoke, una delle mie passioni.

OTTAVA DOMANDA

Perché hai deciso di far partecipare il tuo libro alla campagna di crowdfunding? Ti ha spinto qualcuno o l’hai deciso da sola? Cos’hai provato quando hai avuto la possibilità di partecipare? Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Prima di scoprire la casa editrice bookabook, non sapevo che cosa fosse una campagna crowfunding, ma sembrava un buon modo di provare a fare pubblicità al mio libro e arrivare al mio obiettivo di farle arrivare nelle librerie come Mondadori e Feltrinelli, così ho accettato di fare un tentativo. Quando mi hanno permesso di dare inizio alla campagna, ho pensato che questa potrebbe essere la volta buona, dopotutto, il mio libro parla di musica, amicizia, famiglia e amore, cose fondamentali per la vita di ognuno di noi. Un piccolo grande sogno che posso condividere con gli altri, soprattutto con chi ama la musica come me.

NONA DOMANDA

 I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

RISPOSTA

In generale, questa storia è di totale fantasia, tranne buona parte del carattere di Wendy e alcuni personaggi, ispirati non solo a me, ma anche ad alcune persone della mia vita, anche in modo indiretto. Per il luogo ho preso spunto dalla mia vacanza-studio a New York quando ero un’adolescente e dalle numerose foto che ho fatto, in modo da rendere la storia più realistica che potevo.

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Corresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

RISPOSTA

Il mio grande sogno sarebbe quello di vivere della mia penna e sono più di dieci anni che ci provo, so bene quanto sia difficile, soprattutto qua in Italia, ma non ho alcuna intenzione di arrendermi. Le ho provate tutte e continuerò a provare, se dovesse essere necessario.

 

 

          Intervista a Erika Bottiglia

           autrice de “Un sorriso ancora”

Informazioni libro.

Autore: Erika Bottiglia

Titolo: Un sorriso ancora

Editore: Darcy edizioni

Genere: Romance contemporaneo, sport romance

Disponibile: Amazon e KU

 

Trama

A lei un incidente ha portato via tutto.

Lui è stato spezzato dall’amore.

Entrambi hanno eretto un muro per non dover più soffrire, ma appena i loro occhi si incrociano in un pub affollato qualcosa cambia… il cuore sembra ritornare a battere.

Lui diventa il suo antidoto.

Lei la sua boccata d’aria.

Saranno in grado di andare oltre la paura che si annida nei loro cuori e fare spazio all’altro, soprattutto quando, dietro le quinte, appare qualcuno pronto a tenerli distanti?

 

Estratto

Resto imbambolata a fissarlo e perdo il pavimento sotto i piedi non appena le sue labbra si sollevano in un sorriso tenero. Gentile. Sincero. Un sorriso che mi confonde, a cui non sono abituata e fa battere il mio cuore a mille. Arrossisco sotto il suo sguardo ambrato e come sempre, quando ci ritroviamo a pochi centimetri l’un dall’altro, desidero sporgermi verso di lui e rubargli un bacio. In un gesto involontario si passa la punta della lingua sul labbro inferiore e inconsapevolmente pronuncia la mia condanna.

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

Mi sono avvicinata alla lettura all’età di sedici anni. Il merito è stato della mia professoressa di lettere del terzo anno di liceo, a cui sarà eternamente grata, che iscrisse l’intera classa a un concorso letterario organizzato dalla scuola. È stato amore a prima vista e non sono più riuscita a fermarmi.

La scrittura è venuta qualche anno dopo, non ricordo cosa abbia fatto scattare la scintilla, ero affascinata dalle storie che leggevo, volevo mettermi in gioco e mi sono buttata.

 

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

Diciamo che ormai si sono rassegnanti al fatto che vivo con la testa tra le nuvole e in un mondo tutto mio.

Se ho continuato a inseguire il mio sogno lo devo soprattutto al mio ragazzo e a due ragazze fantastiche, Elena e Cinzia, che con i loro incoraggiamento mi hanno spronato ad andare avanti e a non mollare, soprattutto nei momenti di sconforto. 

 

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro. Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Ecco, questa è una domanda a cui ho difficoltà a rispondere, nonostante sia consapevole del concetto di marketing, voglio dire, ho sempre una laurea in economia aziendale😊

Tornando a noi, Un sorriso ancora è una storia dolce, tenera in cui non mancano gioie e lacrime. Sinceramente non saprei cosa dire per convincere le persone ad acquistarlo, non sarei oggettivo, però posso dire che ho scritto ogni parola, ogni frase e ogni pagina mettendoci il cuore e spero che questo possa bastare.

 

 

QUARTA DOMANDA

 Descrivi il libro con due parole chiavi e spiega perché?

RISPOSTA

Due parole chiavi per descrivere il libro? Fragilità e Fiducia.

Mi viene in mente la prima parola perché i due personaggi, Giammarco e Nicoletta, si trovano a vivere una situazione che li ha profondamente destabilizzati. Vengono meno i punti d’appoggio su cui si aggrappavano, le certezze su cui si basavano e questo li rende fragili. È una circostanza che rende difficile pure lasciare il letto la mattina e dire: «Ok, un altro giorno, posso farcela». Per lo stesso motivo, permettere alle persone di abbattere le paure che si sono insinuate nel cuore e mostrarsi per quello che si è davvero è spaventoso. E questo richiede coraggio, fiducia; è un bel salto nel vuoto.

 

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiavi e spiega perché le hai scelte

RISPOSTA

Ah, il mio Giammarco. Impulsivo, arrogante da fare paura, tenero.

È una testa calda, non sa proprio cosa significa contare fino a dieci per controllarsi, tantomeno si ferma a riflettere se le sue azioni o le sue parole possano ferire qualcuno. Se ne rende conto quando è troppo tardi.

Arrogante perché è ben consapevole di poter avere tutto ciò che vuole e non si fa nessun problema a sottolinearlo.

È un personaggio che si nasconde dietro un sorriso impertinente, ma in realtà nasconde un lato profondamente tenero, ma ha paura di mostrarlo per paura di soffrire ancora.

 

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

RISPOSTA

In realtà il titolo originario era “Regalami un secondo per dirti: ti amo”; poi è stato “Regalami un sorriso ancora”. Qualcuno mi ha consigliato “Un sorriso ancora” e devo dire che più lo ripetevo e più mi piaceva, quindi ho deciso di tenerlo.

 

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché?

RISPOSTA

Nicoletta, sono di parte lo so, ma amo il modo in cui esce pian piano dal suo guscio e si lascia andare alle emozioni che sta vivendo.

 

OTTAVA DOMANDA

Se ti trovassi all’interno della storia, chi vorresti essere?

RISPOSTA

Nicoletta per il motivo che ho detto prima, ma anche Gaia sarebbe un bel personaggio da interpretare.

 

NONA DOMANDA

I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio, hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

RISPOSTA

La storia si è scritta da sola. Mi sono seduta al pc e mi sono lasciata trascinare dal prologo e dai personaggi

DECIMA DOMANDA

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Corresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché sì o perché no?

RISPOSTA

Sarebbe un sogno poter rendere la scrittura un lavoro a tempo pieno, ma rimango con i piedi ancorati per terra. Mi basta potermi ritagliare un piccolo spazio tutto mio e mettere nero su bianco ciò che mi passa per la testa ed emozionare chi mi legge.

 

 

                                        Intervista a Martina Tasso

           autrice de “l’equilibrio”

 

Trama

Martha, crescendo, non ha perso la capacità che hanno i bambini di vedere le fate.

L’incontro con Mirko, un ragazzino testardo quanto enigmatico, la porterà proprio per questo in un luogo fuori dal tempo e dal mondo. Si tratta di un’isola abitata dagli Wanduts, tribù di indigeni dove Martha riscopre il gioco, la spensieratezza, l’ingenuità di quand’era bambina.

Ma forse l’isola non è il paradiso che sembra e nemmeno lì si può sfuggire alle responsabilità, alla violenza, al dolore della vita “da grandi”. L’omicidio improvviso di un bambino riaccende un conflitto che sembrava essersi spento da tempo, tra gli Wanduts e gli Invasori Bianchi. Cosa vogliono, dopo anni di tregua?

In una tavolozza di personaggi e ambienti che si accostano come in un sogno, Martha dovrà capire da che parte schierarsi, se con l’inarrestabile Mirko o con l’affascinante Capitano James; se cedere all’attrazione per il bellissimo Gabe o rinunciarvi in partenza; se restare o ritornare a casa.

Estratto

 Scrubs, è il modo di scortare una fanciulla, quello? – chiede all’uomo, accennando con il mento alla sua presa sul mio braccio. Il suo tono è pacato, ma mette i brividi quanto una minaccia di morte.

Scrubs cerca invano di mascherare il tremolio nella voce, ma non ci riesce e le sue parole sembrano uno squittio: – No! No, no … perdonate, Capitano! – dice, affrettandosi a lasciarmi – La trattenevo solo perché non scappasse.

Mi viene da ridere, ripensando alla prepotenza che aveva usato con me fino a poco fa. Ma dura poco, perché dalla sua insicurezza deduco anche che il Capitano, dietro la sua apparente inoffensività, sia più pericoloso di quanto sembri. E ho di nuovo paura.

 

 

PRIMA DOMANDA

Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto scoprire la lettura e la scrittura?

RISPOSTA

Non c’è stata una vera scintilla. Da bambina leggevo molto più di adesso. Ma ero una bambina strana, ho saltato delle tappe. Ad esempio, quando alle elementari i miei coetanei avevano Geronimo Stilton, io già mi ero buttata sui classici perché mi dicevo: “se sono considerati capolavori da secoli, bisogna che legga prima questi!”.

Ho scoperto presto di amare il genere storico. Tuttavia, ho amato anche saghe più moderne come “Fairy Oak”, “Il trono di spade”, “Hunger Games” e “I love Shopping”, dal quale sento di aver ereditato qualcosa nello stile della narrazione.

Leggere molto e voler inventare le trame dei miei giochi hanno messo le basi per un hobby di scrittura creativa già a 8 anni.

SECONDA DOMANDA

La tua famiglia sa che scrivi? Cosa ne pensano? Ti sostengono o no? Gli amici?

RISPOSTA

Penso che nessuno sapesse del mio hobby della scrittura finché non ho annunciato che “L’equilibrio” avrebbe avuto l’occasione di essere pubblicato. Hanno accolto tutti con entusiasmo la notizia.

TERZA DOMANDA

Parlaci un po’ del tuo libro

RISPOSTA

Ho iniziato a scriverlo a circa 14 anni. In realtà non pensavo di pubblicarlo, tant’è che non saprei inquadrarlo in un genere, né indicare un target.

Mi è inoltre difficile parlarne perché c’è una rivelazione, a circa due terzi della storia, che da una parte rende l’opera più appetibile, ma dall’altra è il più grosso colpo di scena presente nel libro. Rivelarlo sarebbe quindi un grosso spoiler.

L’ho scritto perché volevo mettere nero su bianco persone, episodi, sensazioni e dialoghi, per non perderli. Volendo poi, per gioco, farne un romanzo, ho mescolato le carte. Ecco che quindi ho fatto coesistere personaggi di momenti diversi della mia vita, li ho fatti incontrare, curiosa di come si sarebbero rapportati; ho immaginato la me stessa di oggi, con quelle persone del passato, chiedendomi se la mia relazione con loro sarebbe stata la stessa. Ne è uscito “L’Equilibrio”.

QUARTA DOMANDA

Descrivi il libro con due parole chiave e spiega perché?

RISPOSTA

Direi Nostalgia e Magia. È una scatola fantasy dei miei ricordi, con un’avventura nel mezzo che ha del surreale.

QUINTA DOMANDA

Descrivi il protagonista con tre parole chiave e spiega perché le hai scelte

RISPOSTA

Ironica: perché sono io, il mio alter-ego letterario non poteva non affrontare la vita con una giusta dose di sarcasmo.

Empatica: ha una spiccata sensibilità, che nasconde dietro una maschera di cinismo per non essere scalfita.

Leale: resta fedele a chi ama, o cerca in ogni caso di agire per quel che è meglio per lui.

SESTA DOMANDA

Cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo? Come lo hai scelto? Cosa ti ha fatto dire “questo titolo è perfetto”?

RISPOSTA

Il titolo è stato cambiato tre volte. All’inizio si chiamava “La chiaroveggente”, il secondo non lo scrivo, perché sarebbe uno spoiler. Alla fine ho scelto “L’equilibrio”, in quanto parola chiave di un monologo degli ultimi capitoli. Si tratta, nello specifico, di un equilibrio circoscritto all’avventura del romanzo, ma a volerlo esaminare, ci si rende conto che un equilibrio viene rispettato in ogni altro aspetto. Si riflette su tutto.

SETTIMA DOMANDA

Qual è il tuo personaggio preferito? Perché? Se ti trovassi all’interno della storia chi vorresti essere?

RISPOSTA

Non si può chiedere un personaggio preferito ad uno scrittore. Non ho molta scelta su chi vorrei essere, perché è in parte autobiografico e mi ritrovo già a vestire i panni di Martha. Al di là di questo, mi affascina moltissimo il personaggio del Capitano, per la sua ambiguità.

OTTAVA DOMANDA

Perché hai deciso di far partecipare il tuo libro alla campagna di crowdfunding? Ti ha spinto qualcuno o l’hai deciso da sola? Cos’hai provato quando hai avuto la possibilità di partecipare? Perché dovremmo acquistarlo?

RISPOSTA

Mio padre, i miei ridottissimi lettori e le insegnanti di letteratura hanno iniziato a insistere perché provassi a pubblicare qualcosa di mio. Questo era l’unico libro che potevo dire concluso, tra i progetti che ho in corso, perciò l’ho inviato a qualche casa editrice. Ho scelto Bookabook e il suo metodo Crowdfunding perché l’ho trovato particolarmente meritocratico: mi ha confermato che l’opera ha un potenziale, perché è stata selezionata e la realizzazione dipenderà da me e da come mi promuovo. In tutto ciò, non sono vincolata a somme di denaro o all’acquisto di uno stock di copie, perciò non avevo nulla da rimetterci nel tentare.

Non credevo l’avrebbero selezionato e la notizia è arrivata in un periodo in cui ero particolarmente giù, mi ha risollevata.

Dovreste acquistarlo perché potremmo avere dei ricordi in comune anche senza conoscerci.

NONA DOMANDA

 I fatti narrati nel libro, sono in qualche modo legati alla tua persona, la tua vita o sei andata a braccio? Per esempio hai preso spunto dai luoghi della tua infanzia, situazioni che ti sono successe o hai inventato tutto?

RISPOSTA

Ho già risposto a questa domanda. Solo alcune cose sono espediente narrativo, ma ho deciso di non rivelarle.

DECIMA DOMANDA

10) Cosa ti aspetti dal tuo futuro? Corresti far diventare la tua passione un lavoro? Perché si o perché no?

RISPOSTA

Non credo ne farò un lavoro. Ho visto che se inizio a fare una cosa che mi piace per soldi, perdo la passione di farlo. Continuerò comunque a scrivere e se concluderò qualcosa di interessante, proverò a pubblicare anche quella.

 

 

Intervista a Luna Simons

           autrice de “Summerhill Secrets”

Trama

A diciassette anni, Mallory è stanca della monotonia di Almirton, il piccolo paesino scozzese in cui vive. Ma una scoperta nel giorno di Halloween le cambierà la vita, rivelandola custode di un potere raro e pericoloso che la costringerà a lasciarsi alle spalle il suo passato e recarsi a Summerhill, una comunità magica in cima ad una collina occultata dalle nebbie. Lì farà i conti con la sua vera natura, conoscerà il valore dell’amicizia e i tormenti dell’amore. Imparerà a celare il suo reale potere, rendendosi conto che tutti, in quel posto, nascondono qualcosa, anche i professori, gli amici e Sam, il ragazzo tenebroso che ha appena conosciuto. Perchè a Summerhill niente è come sembra… Immergetevi in una Scozia di magia e mistero.

Estratto

La verità era che avevo paura. Adrian aveva cominciato a comportarsi in modo strano da quando eravamo entrati in quella caverna nel bosco. Cominciava a balenarmi in mente l’idea che quella fosse la punizione di chi era entrato nella cripta.

E adesso mancavo solo io, l’ultima colpevole.

Per te infrangerei qualsiasi regola. Quelle parole risuonavano nella mia mente come un ritornello infinito. Era stata tutta una mia idea. Era colpa mia, e questo non mi dava pace.

 

PRIMA DOMANDA

Raccontaci qualcosa di te come persona, per esempio quanti anni hai? Da dove vieni?

RISPOSTA

Premetto che Luna Simons è il mio “nome d’arte”. Mi chiamo Simona, ho 24 anni e sono di Napoli. Sono laureata in lingue e letterature straniere e le mie più grandi passioni sono scrivere e viaggiare.

SECONDA DOMANDA

Parlaci un po’ di te che cosa ti ha spinto a scrivere? Quando e come hai iniziato la prima volta? Quanti anni avevi quando hai iniziato a scrivere?

RISPOSTA

 Scrivere mi è venuto naturale da quando ho imparato a farlo. Ho scritto la mia prima storia in seconda elementare, era su un aquilotto che diventava grande… Ricordo ancora la faccia sbalordita delle maestre! Questa passione è cresciuta con me e non mi ha mai abbandonato. L’unica differenza questa volta è che ho deciso finalmente di pubblicare un mio libro… Vedremo come va!

TERZA DOMANDA

Com’è nata l’idea di questo libro?

RISPOSTA

La storia di Mallory mi è venuta in mente per la prima volta a diciassette anni. Era una ragazza forte e decisa, come io volevo essere, e aveva una vita piena di avventure, contraria alla monotonia dei miei giorni. Forse ho iniziato a scrivere proprio per evadere da quella realtà che mi opprimeva, non è questo il vero potere magico della lettura e scrittura?

QUARTA DOMANDA

 Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro in particolare? Cosa vuoi far arrivare al lettore? Qual è il messaggio che vorresti che tutti capissero?

RISPOSTA

Mallory è una ragazza come le altre, che affronta l’adolescenza e si prepara ad entrare nell’età adulta. Penso che, nonostante la parte magica, molti possano ritrovarsi in lei e affrontare i suoi stessi dubbi, le sue stesse paure. Il messaggio del mio libro è che con le persone giuste, con l’amicizia e il supporto reciproco, ma soprattutto credendo in se stessi si può ottenere tutto e si possono superare ostacoli che prima apparivano insormontabili.

QUINTA DOMANDA

 Descrivi il tuo libro in tre parole e spiega perché hai scelto proprio quelle parole

RISPOSTA

Accattivante, avventuroso, coinvolgente. Accattivante perché mi sono impegnata affinchè ogni capitolo invogliasse a continuare, i misteri aumentano sempre di più per essere risolti solo alla fine (o nel prossimo volume… chissà!). Avventuroso perché tratta delle avventure della protagonista, catapultata in un mondo completamente sconosciuto, dove deve imparare a difendersi e a badare a se stessa. Coinvolgente perché la narrazione in prima persona aiuta il lettore a vivere la storia come se fosse lui stesso il protagonista, e, come ho già accennato prima, molti possono rispecchiarsi nella situazione e nelle emozioni di Mallory.

SESTA DOMANDA

Se fossi una lettrice e non la scrittrice del libro perché dovresti leggerlo? Perché noi lettori dovremmo leggerlo?

RISPOSTA

 Dovrei leggerlo per lo stesso motivo per cui leggo molti altri libri: per vivere un’avventura, che mi faccia sognare, che mi trasporti in un altro mondo e che mi faccia dimenticare della realtà per qualche ora. Inoltre, attraverso la protagonista, ho cercato di far emozionare e divertire il lettore, spero di essere riuscita nel mio intento!

SETTIMA DOMANDA

C’è un personaggio del libro che ti assomiglia o che ha caratteristiche in comune con te?

RISPOSTA

Ovviamente mi rivedo molto nella protagonista, la tipica ragazza che vuole mettere una maschera da dura, ma in fondo è una persona buona e sensibile. Un po’ è così che vedo me stessa. In realtà in ogni personaggio di questo libro c’è un po’ di me, nelle stranezze di Lydia, nella timidezza di Anya, forse anche nell’oscurità di Sam

OTTAVA DOMANDA

Presentaci i protagonisti in due parole chiavi e spiega senza spoiler, perché le hai scelte

RISPOSTA

La protagonista principale della storia è Mallory e se dovessi scegliere solo due parole la descriverei innanzitutto come temeraria, in quanto non si tira mai indietro di fronte alle sfide, anche se le fanno paura. Un altro aggettivo che userei è il termine inglese selfless che rende, molto meglio dell’italiano “altruista”, il fatto che lei non riesce a mettere se stessa al primo posto e spesso gli altri devono farlo per lei. Ma, in fondo, è ancora giovane e ha tanto da imparare!

NONA DOMANDA

 Il tuo personaggio preferito?

RISPOSTA

Il mio personaggio preferito è Lydia, perché nonostante ne abbia passate tante, continua a mantenere un atteggiamento spensierato e positivo nei confronti della vita e degli altri. Ma, soprattutto, non ha paura di essere semplicemente se stessa, anche a costo di risultare stramba. Non le importa delle opinioni altrui ed è fermamente convinta che un vero amico la apprezzerà così com’è, non ha intenzione di cambiare per nessuno e questa è la parte che più mi piace.

DECIMA DOMANDA

 Questa è difficile. E’ il tuo primo romanzo (se non erro) spiegaci a me e ai lettori perché tra migliaia di autori dovremmo leggere proprio te, che cos’è che ti differenzia da tutti gli altri? Cos’hai di speciale? E cos’hanno di speciale i tuoi protagonisti?

RISPOSTA

 Perché è un romanzo pensato e ripensato per anni. Credo (e spero!) di essere riuscita a creare un mondo magico con la sua storia, le sue tradizioni, le sue credenze, ma in modo verosimile, ovvero perfettamente integrato nella società odierna. Summerhill potrebbe essere ovunque, proprio in mezzo a noi, celato in bella vista, davanti ai nostri occhi. È questo che secondo me permette ancora di più al lettore di entrare nella storia e viverla in prima persona, scoprendo e adattandosi alle novità di questo mondo assieme alla protagonista. Inoltre lo stile leggero e scorrevole che ho usato rende questo romanzo leggibile davvero in poco tempo, come mi hanno testimoniato i miei beta readers e alcune persone che hannogià acquistato l’ebook.