Tutto il bene, tutto il male di Carola Carulli – RECENSIONE

14 Ottobre 2021 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: Tutto il bene, tutto il male di Carola Carulli - RECENSIONE

Carissimi Book Lovers, oggi vi porto la recensione del romanzo di Carola Carulli "Tutto il bene, tutto il male", in collaborazione con la casa editrice Salani.

 

Scheda Tecnica

  • Titolo: Tutto il bene, tutto il male
  • Autore: Carola Carulli
  • Serie://
  • Data di Pubblicazione: 7 Ottobre 2021
  • Genere: Narrativa
  • Casa Editrice: Salani
  • Pagine: 240
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Sinossi

Bisogna avere coraggio anche per essere felici, e Sveva nella casa dei suoi genitori non lo è mai stata. Sarah, sua madre, ha puntato tutto sulla bellezza e sulla conquista di un ruolo in società, per osservare il mondo da una posizione comoda. Ma a Sveva non importa dei bei vestiti o delle scuole esclusive, né di cercare un uomo perbene e un matrimonio sicuro. Per questo, ogni volta che può scappa da sua zia Alma, la mamma che avrebbe voluto, la stramba con gli occhi di colori diversi, l'irregolare di famiglia, la ribelle a cui non va mai bene niente. In lei ha trovato un'amica e una complice, qualcuno da cui imparare il senso dell'amore, l'indipendenza e - perché no? - anche gli sbagli. Se la disobbedienza è un tratto ereditario, Sveva è certa di averla ricevuta da lei e dalla bisnonna, che aveva poteri da sensitiva e che da molto lontano continua a vegliare su di loro. Quando Alma rimane incinta di Tommaso, creatura solitaria che appartiene unicamente al mare, il fragile e complicato equilibrio familiare rischia di rompersi. Per tutti loro arriva il momento di rimettere ordine dentro se stessi o, forse, di accettare che la vita è destinata a restare eternamente inesatta e che le persone più importanti sono quelle che ti piovono addosso senza preavviso. Con delicatezza e una scrittura ricca di sfumature, Carola Carulli getta uno sguardo originale sulla maternità, sull'ambivalenza dei legami di sangue e sulla straordinaria capacità delle donne di ferirsi e di curarsi l'un l'altra.

 

Quanto può essere forte il legame tra zia e nipote? Quello tra Sveva e Alma sicuramente lo è.

Sveva ha una madre troppo attenta all'aspetto esteriore, troppo presa da cose futili che a lei neanche importano. Allora si rifugia dalla zia Alma, lei vive sulla spiaggia, è uno spirito libero, è rivoluzionaria. Prende il nome dalla bisnonna, donna con poteri da sensitiva e che sicuramente le ha trasmesso, perchè anche Alma è speciale, lei vede cose che gli altri non vedono.

Lei è stata molto legata al padre, un uomo attento ai suoi bisogni, che le ha voluto tanto bene, Alma lo ha scelto quando i suoi genitori si sono separati, ha vissuto anni molto belli con quell'uomo dagli occhi tristi ma con un sorriso sempre sulle labbra. 

Sveva e Alma sono due anime sanguinanti, che si sono curate le ferite a vicenda, hanno vissuto l'abbandono che le ha inciso cicatrici indelebili, insieme hanno colmato quel vuoto che non dovrebbe esserci, perchè l'amore di una madre dovrebbe essere naturale, non può non esserci, eppure a loro è mancato. 

"Ma certi pugni colpiscono in parti del corpo che non si vedono e i lividi sanno nascondersi bene."

Alma vive sulla spiaggia, assorbe tutta la bellezza del mare, la brezza del vento che accarezza le onde, lì si sente viva, lì ha creato una stanza piena di libri che condivide spesso con la nipote. 

Un giorno Dafne entra a far parte della loro vita, lei anima sofferta, e Tommaso che vive in mezzo alle onde, che ritrova in quell'acqua di mare l'affetto che ha perduto. Entrambi saranno importanti per Alma.

Ci ritroviamo a leggere righe di dolore, di cambiamenti, di sentimenti mancati. Eppure a volte si va alla ricerca di cose che pensiamo importanti trascurando quello che ci dà il presente. Alma ci fa vivere tra passato e presente, aprendoci la sua anima, facendoci vivere le sue sofferenze, gli abbandoni che l'hanno segnata e che hanno fatto in modo che il suo cuore si costruisse una barriera. Ma Tommaso ha creato una crepa, l'ha oltrepassata, spirito libero, amante del mare e di tutto quello che ci dona.

Sveva ci parla di quella zia che ha tanto amato, che avrebbe voluto come madre. Ci racconta delle sue fragilità, delle sue lezioni di vita che lei ha cercato in ogni modo di assorbire, di imparare. E poi la gravidanza di Alma, aspetta un bambino e con quell'attesa arriva la paura che le cose possano cambiare, che lei non sarà amata ugualmente come prima. 

Con una scrittura forte e delicata allo stesso tempo, l'autrice ci regala una saga familiare molto profonda, ogni riga intrisa di sostanza, ogni parola ricca di significato. Tante situazioni che fanno riflettere e ci fanno ricercare dove è il bene e dove il male. Un romanzo che non lascia indifferenti, ma che regala tante emozioni, a volte in contrasto tra loro, e anche lezioni di vita.

"La gente non sapeva più guardare, il tempo era diventato troppo veloce, frettolose le strette di mano, fuggevoli gli sguardi, fredde le carezze."