Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli – RECENSIONE

13 Aprile 2021 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli - RECENSIONE

Carissimi Book Lovers, oggi vi parlo del romanzo vincitore del Premio Strega 2020 "Tutto chiede salvezza" di Daniele Mencarelli, edito dalla casa editrice Mondadori.

 

Scheda Tecnica

  • Titolo: Tutto chiede salvezza
  • Autore: Daniele Mencarelli
  • Serie://
  • Data di Pubblicazione: 25 Febbraio 2020
  • Genere: Narrativa Contemporanea
  • Casa Editrice: Mondadori 
  • Pagine: 193
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Sinossi

Ha vent'anni Daniele quando, in seguito a una violenta esplosione di rabbia, viene sottoposto a un TSO: trattamento sanitario obbligatorio. È il giugno del 1994, un'estate di Mondiali. Al suo fianco, i compagni di stanza del reparto psichiatria che passeranno con lui la settimana di internamento coatto: cinque uomini ai margini del mondo. Personaggi inquietanti e teneri, sconclusionati eppure saggi, travolti dalla vita esattamente come lui. Come lui incapaci di non soffrire, e di non amare a dismisura. Dagli occhi senza pace di Madonnina alla foto in bianco e nero della madre di Giorgio, dalla gioia feroce di Gianluca all'uccellino resuscitato di Mario. Sino al nulla spinto a forza dentro Alessandro. Accomunati dal ricovero e dal caldo asfissiante, interrogati da medici indifferenti, maneggiati da infermieri spaventati, Daniele e gli altri sentono nascere giorno dopo giorno un senso di fratellanza e un bisogno di sostegno reciproco mai provati.

 

Questo è un romanzo di quelli forti, intensi, di quelli che ti prendono il cuore e te lo fanno in mille pezzi e poi piano piano lo ricostruiscono come un puzzle.

Daniele è un ragazzo sensibile, sente le cose amplificate, ogni dolore, ogni sentimento, ogni paura, a lui arriva più intenso, forte. Il suo essere empatico lo fa stare spesso male, lo fa riflettere sulla vita, su tutto quello che gli succede intorno. Si innervosisce perchè a tante cose non sa dare una risposta. 

Dopo un violento attacco di rabbia, Daniele viene sottoposto ad un TSO, trattamento sanitario obbligatorio. Siamo nell'estate del '94, e quando Daniele si osserva intorno, si sente impaurito, gente che grida, persone apatiche, niente lì dentro sembra tranquillizzarlo. Piano piano viviamo con lui i giorni che deve trascorrere in clinica, insieme ai suoi compagni di stanza, ognuno con un problema diverso. Ma quei matti hanno un cuore, un anima, anche loro hanno sofferto e continuano a soffrire. Soffrono per quello che hanno fatto, per quello che gli altri non capiscono, ognuno di loro ha una sofferenza diversa. Eppure tra di loro nascerà un rapporto fraterno, tra di loro si capiranno e un legame invisibile li unirà.

"Forse, questi uomini con cui sto condividendo la stanza e una settimana della mia vita, nella loro apparenza  dimessa, le povere cose di cui dispongono, forse loro malgrado tutte le differenze visibili e invisibili, sono la cosa più somigliante alla mia vera natura che mi sia mai capitato di incontrare."

Daniele ci racconta quello che vive ogni giorno, le sue sedute con il medico a parlare, a spiegare come si sente, perchè è finito lì dentro. Ma sono anni che prende medicine diverse, anni che cambia medico costantemente, nessuno riesce realmente a capire cosa non va in lui. Eppure nelle sue parole c'è tanto dolore, non verso se stesso, lui ha sempre avuto una famiglia che gli sta accanto, ma verso quello che vede intorno a se.

In questo racconto traspare chiaramente la denuncia verso il personale che si occupa di loro, gente insensibile, cruda, che non può lavorare lì, perchè ci vogliono persone che hanno un cuore, che abbiano parole di sostegno, parole che li facciano stare bene.

Ogni personaggio mi è entrato dentro, mi sono affezionata, perchè nella loro vita sono successe cose che li hanno portati dove sono adesso, ma chi gli sta vicino non li capisce, sono degli incompresi. 

Quando ho finito di leggerlo mi sono sentita sola, è una di quelle letture di cui non vuoi girare l'ultima pagina. Mi macherà madonnina con la sua eterna preghiera, mi mancherà Gianluca con il suo senso dell'umorismo, mi mancherà Giorgio, con il suo amore smodato verso la madre morta quando era bambino, mi mancherà Mario con il suo amore verso gli uccellini e infine mi mancherà Daniele con le sue riflessioni e il suo altruismo.

Un grido sordo quello di Daniele, lui che ci parla in maniera schietta e diretta, colpendoci diritti al cuore, facendoci soffrire insieme a lui e ai suoi compagni. Perchè ognuno di loro non è stato ascoltato, perchè un matto è solo quello e basta. Forse sono davvero matti, ma sono pur sempre delle persone.

Questa è una storia che fa riflettere e affronta tematiche molto importanti. Vi consiglio assolutamente di leggerlo. 

Bastava talmente poco.
Bastava ascoltare, guardare negli occhi, concedere.
Una volta, una sola volta.
Invece non lo hanno fatto.
Perché per loro non eravamo degni di essere ascoltati.
Perché i matti, i malati, vanno curati, mentre le parole, il dialogo, è merce riservata ai sani.

 

 

 

 

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