Tre gocce d’acqua di Valentina D’Urbano – RECENSIONE

5 Ottobre 2021 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: Tre gocce d'acqua di Valentina D'Urbano - RECENSIONE

Carissimi Book Lovers, oggi vi porto la recensione del romanzo di Valentina D'Urbano "Tre gocce d'acqua", in collaborazione con la casa editrice Mondadori. Una storia di fratellanza potente e profonda, straziante e viscerale, che riconferma la D'Urbano tra le mie autrici preferite.

 

Scheda Tecnica

  • Titolo: Tre gocce d'acqua
  • Autore: Valentina D'urbano
  • Serie://
  • Data di Pubblicazione: 1 Giugno 2021
  • Genere: Narrativa Contemporanea
  • Casa Editrice: Mondadori
  • Pagine: 372
  • Prezzo: € 19,00
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Trama

Celeste e Nadir non sono fratelli, non sono nemmeno parenti, non hanno una goccia di sangue in comune, eppure sono i due punti estremi di un'equazione che li lega indissolubilmente. A tenerli uniti è Pietro, fratello dell'una da parte di padre e dell'altro da parte di madre. Pietro, più grande di loro di quasi dieci anni, si divide tra le due famiglie ed entrambi i fratellini stravedono per lui. Celeste è con lui quando cade per la prima volta e, con un innocuo saltello dallo scivolo, si frattura un piede. Pochi mesi dopo è la volta di due dita, e poi di un polso. A otto anni scopre così di avere una rara malattia genetica che rende le sue ossa fragili come vetro: un piccolo urto, uno spigolo, persino un abbraccio troppo stretto sono sufficienti a spezzarla. Ma a sconvolgere la sua infanzia sta per arrivare una seconda calamità: l'incontro con Nadir, il fratello di suo fratello, che finora per lei è stato solo un nome, uno sconosciuto. Nadir è brutto, ruvido, indomabile, ha durezze che sembrano fatte apposta per ferirla. Tra i due bambini si scatena una gelosia feroce, una gara selvaggia per conquistare l'amore del fratello, che preso com'è dai suoi studi e dalla politica riserva loro un affetto distratto. Celeste capisce subito che Nadir è una minaccia, ma non può immaginare che quell'ostilità, crescendo, si trasformerà in una strana forma di attrazione e dipendenza reciproca, un legame vischioso e inconfessabile che dominerà le loro vite per i venticinque anni successivi. E quando Pietro, il loro primo amore, l'asse attorno a cui le loro vite continuano a ruotare, parte per uno dei suoi viaggi in Siria e scompare, la precaria architettura del loro rapporto rischia di crollare una volta per tutte. Al suo settimo romanzo, Valentina D'Urbano si conferma un talento purissimo e plastico, capace di calare i suoi personaggi in un'attualità complessa e contraddittoria, di indagare la fragilità e la resilienza dei corpi e l'invincibilità di certi legami, talmente speciali e clandestini da sfuggire a ogni definizione. Come quello tra Celeste e Nadir, che per la lingua italiana non sono niente, eppure in questa storia sono tutto.

 

Pietro e Celeste sono fratellasti da parte di padre, lui è molto più grande e lei lo adora, lo vede bellissimo. Poi c'è Nadir, fratellino di Pietro da parte di madre.

Celeste ha le ossa fragili, si frattura facilmente anche con una semplice caduta, fino a scoprire di essere affetta da una brutta malattia alle ossa, l'osteogenesi imperfetta. 

"Mi ero rotta all’esterno così tante volte che all’interno ero infrangibile. Mi consolava pensare di avere organi indistruttibili, un fegato di latta, un cuore di cemento e ghiaia circondato da ossa di vetro soffiato che non proteggevano niente. Non c’era niente da proteggere. Non mi sarebbe venuto da piangere nemmeno a sforzarmi, ero secca, arida, desertificata."

Ad averla in cura è Lucrezia, madre di Pietro e Nadir e, quando per una vacanza si trovano a vivere tutti sotto lo stesso tetto, divampa la gelosia di Celeste e Nadir nei confronti di Pietro. Cercano in ogni modo di attirare le sue attenzioni, è come se fossero perennemente in sfida. 

"In questa vita niente e nessuno ci appartiene davvero, e arriva il momento in cui ognuno di noi deve restituire qualcosa al mondo."

Questa lotta continua, però, col tempo muta, si trasforma in un attrazione graffiante, uno sfiorarsi di anime che piano piano diventano complici. Un legame che diventa dipendenza, un legame necessario che dura nel tempo anche quando le loro vite andranno avanti senza vedersi spesso. L'uno sarà sempre presente nella vita dell'altro. Perchè un sentimento forte è nato e si è rafforzato. 

Valentina D'Urbano torna a parlarci di famiglia, un legame tra fratelli, indissolubile nonostante la situazione.
La sua penna incide emozioni su emozioni, pagina dopo pagina, una scrittura lacerante che coinvolge sin dalle prime pagine, dolorosa ma necessaria per farci vivere un amore fraterno intenso, che lascia sicuramente il segno.

Un altro suo romanzo che va dritto tra gli Indimenticabili, perchè questa è una storia che rimane dentro. 

"Quello che ti volevo dire è che a me... a me non me ne frega niente se zoppichi, se a volte non cammini, se ti stanchi facilmente, se vai piano. Sei sempre tu. Non sei cambiata. Sei sempre la stessa persona, nessuno ti vede diversa. Non ti devi difendere dalla tua famiglia."

 

 

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