Scarafaggi di Vetro di Claudia Polsinelli – RECENSIONE

13 Marzo 2020 0 Di rosa78gervasi

Carissimi Book Lovers, oggi la nostra Mariarosaria ci parla del romanzo di Claudia Polsinelli "Scarafaggi di Vetro", in crowdfunding con BookaBook - Leggete la sua recensione.

 

Scheda Tecnica

  • TITOLO: Scarafaggi di vetro
  • AUTORE: Claudia Polsinelli
  • EDITORE: Bookabook (non editato, in fase di crowdfunding)
  • PREZZO CARTACEO: 12,00€
  • PREZZO EBOOK: 6,99€

 

Sinossi

Mario vive nell'ossessione e scrive a Virginia di tutto ciò che lo circonda. Incontra Rachele, ma le sue ossessioni non gli permettono di costruire una storia d'amore serena insieme lei. Mario e Virginia sono due scarafaggi distanti: uno pedina e l'altro si infila nel tempo futuro. La corsa vana e la meta intangibile li rendono scarafaggi di vetro, fatti di ossessione.

 

Buongiorno! Oggi vi parlo d "Scarafaggi d vetro" di Claudia Polsinelli.

Mario trascorre la sua esistenza nell'ossessione. Vive bloccato nel passato, nella storia con la sua ex, Virginia, a cui continua a scrivere lettere per raccontarle tutto ciò che vede, anche se lei probabilmente non le leggerà mai.

"L'immagine di quel bambino che fissa una poltrona vuota, aspettando che suo padre la riempia di nuovo per raccontargli una storia, mi stordisce. Non riesco a bloccare il ricordo delle grida e dei pianti del bambino che teneva le braccia tese sui braccioli della poltrona e tirava la stoffa blu con le mani chiuse".

Incontra Rachele e prova con tutte le sue forze ad avere una storia normale con lei. Ha voglia di dimenticare Virginia, di disintossicare la sua mente dal suo ricordo, e si impegna davvero tanto, ma ogni sforzo sembra vano. Il suo lato ossessivo emerge sempre, a volte anche in modo inquietante, per questo si rassegna a non poter stare né con Rachele né con nessun'altra donna.

"Non ci credo. Siamo qui, ora, in questo pub, grazie a lei. Non le dico che piace anche a me, penserebbe che mento, che lo dico solo perché so che alle donne piacciono queste cose. Beh, piacciono anche a me, in realtà".

Lo stile inizialmente è molto confuso. E' difficile addentrarsi nel racconto a causa frasi troppo confuse e poco descrittive. Poi, però, sono riuscita ad addentrarmi facilmente nel racconto dopo poche pagine e ne sono rimasta molto coinvolta.

"Penso a quella volta che ho insegnato la formazione della Roma a Virginia. Eravamo al giardino degli aranci e non facevamo caso al panorama. Lei ripeteva i nomi dopo di me, rideva, sbuffava, si lamentava. Diceva di non volerla imparare, ma allo stesso tempo si sforzava di ricordarla".

Il tema affrontato è difficile e delicato da affrontare ma, allo stesso tempo, molto importante. E' complesso entrare nella mente di un uomo ossessionato nel suo passato, con la mente completamente confusa da ciò che era  impossibilitato a vivere nel presente. Ho apprezzato il fatto che tutto il testo si concentri sulle emozioni, senza avere il bisogno di soffermarsi troppo sulle cose materiali. 

"- Tanto non ti bacio - dico, sfiorandole il naso.

Era una frase che con Virginia funzionava sempre, perché le dava la voglia di vincere quella scommessa, di dimostrarmi che non sarei riuscito a trattenermi e io lasciavo che credesse di aver ragione, perché era esattamente quello il mio scopo".

Mario è un uomo che non riesce a comprendere che il mondo dentro e attorno a sé stiano andando avanti e non è ancorato al passato. Questo racconto mi ha fatto immergere in una mente complessa e mi ha fatto comprendere che bisogna accettare e comprendere le persone diverse, che si può e si deve fare qualcosa per risollevarle dall'ossessione.