L’amico ritrovato di Fred Uhlman – RECENSIONE

4 Giugno 2020 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: L'amico ritrovato di Fred Uhlman - RECENSIONE

Carissimi Book Lovers, oggi, per la rubrica Tracce del Passato, la nostra Perla ci parla del romanzo di Fred Uhlman "L'amico ritrovato" - Leggete la sua recensione.

 

Scheda Tecnica

  • Titolo: L'amico ritrovato
  • Autore: Fred Uhlman
  • Data di Pubblicazione: 2 Gennaio 2013
  • Casa Editrice: Feltrinelli Editore
  • Genere: Narrativa Conemporanea
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Sinossi

“Tutto ciò che sapevo, allora, era che sarebbe diventato mio amico”

Germania, 1933. Due sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. Uno è figlio di un medico ebreo, l’altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e magica. Riuscirà a non essere spezzata dalla Storia? Racconto di straordinaria finezza e suggestione, L’amico ritrovato è apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed è poi stato pubblicato in tutto il mondo con unanime, travolgente successo di pubblico e critica. “Un’opera letteraria rara”, lo ha definito George Steiner sul “New Yorker”. “Un capolavoro”, ha scritto Arthur Koestler nell’introduzione all’edizione inglese del 1976. “Un libro che assilla la memoria... una gemma”, “Un racconto magistrale”, hanno fatto eco “The Sunday Express” e “The Financial Times” di Londra. E infine “Le Monde” di Parigi: “Uno dei testi più densi e più puri sugli anni del nazismo in Germania... Tra i romanzi più belli che si possano raccomandare ai lettori, dai dodici anni in su. Senza esitazione”.

 

“L’amico ritrovato” è un commovente romanzo scritto da Fred Uhlman. L’autore è un ebreo democratico emigrato in Inghilterra per fuggire alla persecuzione nazista. Infatti durante il governo tedesco, agli ebrei era negato qualunque diritto. Inizialmente, erano discriminati ma poi fu loro negato il diritto all’espressione e alla vita. Quindi, l’autore per salvarsi dall’atroce strage che Hitler aveva intenzione di compiere fu costretto ad emigrare.
Il romanzo è definito dall’editore un’opera “minore”. Ma quest’aggettivo richiede qualche parola di spiegazione. Si riferisce alle dimensioni ridotte dell’opera, infatti è stata anche definita lunga novella. Il libro non si può caratterizzare come un racconto, in quanto i racconti narrano solo un frammento di vita, mentre Uhlman aspira a qualcosa di più, qualcosa di più completo. E ci riesce alle perfezione. Forse perché Fred era anche un pittore e come tutti sapeva adattare la realtà alle dimensioni della tela.
La trama è semplice e lineare, ma intrisa di profonde emozioni e sentimenti.
Hans Schwarz è un ragazzo di sedici anni, ebreo, figlio della media borghesia: il padre è un medico. L’autore, fin da subito si immedesima in questo personaggio. Non ha amici, è sempre solo, a scuola si crogiola nei suoi sogni e nelle sue fantasie, in attesa che il suono della campanella lo liberasse dalla schiavitù di rimanere incollato alla sedia. Ma la sua vita è destinata ad avere una svolta con l’ingresso di una persona che lo cambierà per sempre: il suo migliore amico. Nel mese di febbraio, in un giorno imprecisato, si presenta al Ginnasio dove studia Hans, un ragazzo, elegante e distinto. È il conte von Konradin di Hoelfast, nato nel Wuttemberg, luogo in cui è anche ambientata la vicenda, il 19 gennaio 1916. Hans, poco dopo l’entrata in classe del nuovo alunno, decide che diventerà suo amico. Non sa precisamente perché aveva proprio scelto lui, avendo come compagni anche un principe, un barone e molti altri von. Forse per la sua distinzione e superiorità. Ma il ragazzo non è completamente sicuro che il coetaneo ricambi il suo desiderio, sembrando a suo agio da solo e nella sua nobiltà. Quindi, cerca di farsi notare, rispondendo attivamente alle domande dei professori e volendo essere il primo a svolgere gli esercizi di ginnastica. Il suo intento riesce benissimo, riesce finalmente a parlare con Konradin coinvolgendolo nella sua passione per gli oggetti d’epoca. Da questo istante si instaura tra i due un profondo rapporto d’amicizia, che durerà per Hans fino alla fine dei suoi giorni. I due iniziano a frequentarsi, parlano molto di questioni scolastiche e a volte accennano a quelle familiari, politiche e religiose. Intanto nella Germania si affermano i principi nazisti e gli ebrei cominciano a venire discriminati. I due ragazzi spesso discutono sulla loro posizione nei confronti di Dio e questo li porterà ad allontanarsi per un breve periodo che passa presto. I due infatti ricominciano a frequentarsi. Una sera i due amici si incontrano a teatro, ma Konradin passa davanti ad Hans e finge di non conoscerlo essendo accompagnato dai genitori e dalla sorella. Bisogna sapere, infatti che i genitori del piccolo von sono fortemente antisemiti e vedono gli ebrei come una grande minaccia per il paese. Il giorno seguente Konradin invita l’amico nella sua dimora. È buia ma molto grande e riccamente addobbata. Qui resta solo poco tempo perché il proprietario vuole nasconderlo ai genitori. Le giornate proseguiranno serene con visite alle rispettive case. Però Hans si accorge di essere invitato da Konradin solamente in assenza dei genitori e rimane mortificato. I mesi passano e arriva l’ora per Hans di partire ed andare in America. Questo perché in Germania sta per salire al potere il partito nazista con Hitler e per gli ebrei è meglio lasciare il luogo ormai diventato ostile. Hans, quindi, dispiaciuto lascia la casa, gli amici, i genitori che non lo seguono perché fedeli alla patria e convinti che sia solo un periodo passeggero. Prima di partire, il giovane riceve una lettera dall’amico che scrive di essere contento per l’ascesa al potere di Hitler e di avere molta fiducia in questo partito perché lo favorirà e aumenterà la loro fede in Dio e nel paese. Quindi Hans va per non tornare mai più. Intanto le città del Wuttemberg vengono bombardate e distrutte. I genitori dell’ebreo muoiono suicidi. Diciassette anni dopo troviamo Hans ancora in America a Boston per la precisione dove ha avviato una brillante carriera da avvocato, sposato e con un figlio. Riceve la richiesta per un contributo economico per la costruzione di un monumento in memoria dei caduti in guerra della sua città d’origine. Scopre così che la maggior parte dei suoi compagni di scuola sono morti ad opera dei nazisti e fra questi spicca in nome del suo migliore amico.
È così che termina tragicamente l’opera. Lascia il lettore con le lacrime agli occhi, con il cuore pieno di nostalgia e amarezza, la stessa che prova Hans ripensando alla sua casa, al suo amico e alla sua scuola!