La malalegna di Rosa Ventrella – RECENSIONE

9 Aprile 2021 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: La malalegna di Rosa Ventrella - RECENSIONE

Carissimi Book Lovers, oggi  vi parlo del romanzo di Rosa Ventrella "La malalegna", in collaborazione con la casa editrice Mondadori. Una storia che non potete assolutamente perdere.

 

Scheda Tecnica

  • Titolo: La malalegna
  • Autore: Rosa Ventrella
  • Serie://
  • Data di Pubblicazione: 30 Aprile 2019
  • Genere: Narrativa
  • Casa Editrice: Mondadori
  • Pagine: 272
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Sinossi

Teresa e Angelina sono sorelle diverse in tutto: tanto delicata, schiva e silenziosa è Teresa, la voce narrante di questa storia, quanto vitale, curiosa e impertinente è Angelina, la sorella più piccola. Siamo all'inizio degli anni Quaranta a Copertino, nelle Terre d'Arneo, un'immensa distesa di campi coltivati nel cuore della Puglia. Qui, Teresa e Angelina crescono in una famiglia di braccianti, povera ma allegra e piena di risorse: i nonni sono dei grandi narratori, briganti, lupi e masciare diventano vivi nei loro racconti davanti al camino, mentre la madre Caterina ha ricevuto in sorte una bellezza moresca, fiera, che cattura gli sguardi di tutti gli uomini, compreso quello del barone Personè, il latifondista più potente del paese. "La tua bellezza è una condanna" le dice sempre nonna Assunta. Una bellezza – e una condanna – che sono toccate in eredità ad Angelina. Quando il padre parte per la guerra lasciando sole le tre donne, Caterina per mantenere le figlie non ha altre armi se non quella bellezza, ed è costretta a cedere a un terribile compromesso. O, forse, a un inconfessabile desiderio. È qui che comincia a essere braccata dalla malalegna , il chiacchiericcio velenoso delle malelingue, un concerto di bisbigli che serpeggia da un uscio all'altro e la segue ovunque. Questa vergogna, che infetta tutta la famiglia, avrà su Angelina l'effetto opposto: lei, che non sopporta di vivere nella miseria, inseguirà sfacciatamente l'amore delle favole. Anche a costo di rimanerne vittima. Sono la nostalgia e il rimpianto a muovere con passo delicato la voce di Teresa, che, ricostruendo la parabola di una famiglia, ci riconsegna un capitolo di storia italiana, dalla Seconda guerra mondiale alle lotte dei contadini salentini per strappare le terre ai padroni nel 1950.

 

Siamo agli inizi degli anni quaranta, Teresa e Angelina vivono a Copertino, nelle terre dell'Arneo, in Puglia. Sono sorelle ma non si assomigliano. Teresa è un tipo silenzioso e schivo, mentre Angelina è esuberante oltre ad essere bellissima. Sin da bambine sono state molto unite, hanno affrontato molte difficoltà. Provengono da una famiglia di braccianti, povera.
Il nonno raccontava loro sempre tante storie.
La madre, Caterina, è bellissima, ha sempre attirato gli sguardi degli uomini, compreso quello del barone Personè.
Una condanna per lei come per Angelina, la bellezza è stata solo questo. 

Quando il padre parte per la guerra, Angelina e Teresa rimangono sole con la madre.

"I bambini non vanno in guerra. I bambini non muoiono", ci diceva sempre la nonna. Così l'infanzia ci proteggeva come un potente amuleto.

Le difficoltà si riscontrano sin da subito, manca il cibo e Caterina è costretta a prendere una decisione difficile per poter sfamare le figlie. Da quel giorno quando Caterina passa per le strade viene braccata dalla malalegna, le malelingue non perdonano, chiacchierano senza contegno, senza rimorso.

"Dopo il sangue ci sta la vita. Dopo il dolore ci sta la speranza."

Gli anni passano e Teresa e Angelina crescono, quest'ultima sempre più bella e sognatrice. Si rifugia spesso tra le pagine di un libro sognando il grande amore. Ma il destino di Angelina, braccata anche lei dalla malalegna, sarà terribile. 

E' Teresa a raccontarci la storia, lei che vive all'ombra della madre e della sorella, lei che prova un amore sconfinato per Angelina, un affetto che la porta a proteggerla, a mettere i suoi bisogni in secondo piano solo per lei.

L'autrice ci porta in un periodo della storia dove regnava la povertà e soprattutto l'ignoranza della gente, delle credenze che condizionavano la vita. Un romanzo che entra dentro ed è impossibile uscirne uguali. Una storia familiare intensa e coinvolgente, dove l'amore di due sorelle affronta una vita di stenti e pregiudizi. mi sono emozionata in alcune parti, è stata una bellissima lettura. Lo consiglio assolutamente.

"Ti voglio bene papà" - dico col pensiero.
Non sono mai riuscita ad articolare a voce frasi simili, non ho mai detto a mio padre quanto lo amassi, neanche a mia madre. Sono cresciuta in tempi in cui l'amore non andava detto.

 

 

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