La bambina che guardava i treni partire – Ruperto Long Recensione

5 Febbraio 2019 0 Di Rosalba
Book Cover: La bambina che guardava i treni partire - Ruperto Long Recensione

 

Salve Book Lovers, oggi vi parliamo di una storia vera, un romanzo molto commovente che ha vinto il premio  Libro De Oro ed è stato tradotto in dieci paesi. Lo ha letto per noi Roberta, venite a leggere la recensione.

 

Sinossi

Un romanzo unico tratto da una storia vera

Francia, 1940. La guerra è ormai alle porte e i Wins, famiglia ebrea di origine polacca, rischiano di essere deportati. Alter, lo zio, è partito per la Polonia nel tentativo di salvare i suoi familiari, ma è stato preso e rinchiuso nel ghetto di Konskie. Il padre della piccola Charlotte vuole evitare che la sua famiglia subisca lo stesso destino, così si procura dei documenti falsi per raggiungere Parigi. Ma dopo soli quarantanove giorni si rende conto che la capitale non è più sicura e trasferisce tutti a Lione, sotto il governo collaborazionista di Vichy. Charlotte a volte esce di casa, e davanti ai binari guarda passare i treni carichi di ebrei deportati. Ben presto suo padre realizza che nemmeno Lione è il posto giusto per sfuggire alle persecuzioni e paga degli uomini affinché li aiutino a raggiungere la Svizzera. Un viaggio molto pericoloso, perché durante un incidente la famiglia Wins si troverà molto vicina alla linea nazista… Una fuga senza sosta, di città in città, per scampare al pericolo, sostenuta dalla volontà ferrea di un padre di salvare a tutti costi i propri cari. Ai vertici delle classifiche di vendita, vincitore del premio Libro de Oro, La bambina che guardava i treni partire ha commosso il mondo.

 

 

 

Premesso che un racconto del genere, per quanto di fantasia sia, resta per me un’ostacolo tuttora da comprendere e per tale motivo difficile da giudicare.

 

“ ... si vedevano i treni che lasciavano Lione. Mi affascinava vederli partire, contemplarli mentre si perdevano nella campagna, così veloci e così liberi... ”

 

La storia di Charlotte e della sua famiglia ha commosso anche me. Ho patito il dolore, l’ansia, la paura, la fame e la miseria insieme ai protagonisti, ho gioito insieme a loro di quei pochi momenti di felicità e devo ringraziare Long per avermi ricordato quanto fortunata sia ad essere nata in questo secolo.

 

“ ... In fin dei conti, è questo che la vita ci offre: fugaci momenti di gioia, che volano via non appena cerchiamo di trattenerli per sempre. ”

 

La famiglia di Charlotte è qualcosa di unico più che raro, il padre è il collante che li tiene uniti alimentando in loro la speranza e la fiducia a non arrendersi mai.

Se da un lato però ho apprezzato il lavoro di Long, mi sono piaciute molto le foto perché mi hanno fatto immedesimare ancora di più, dall'altro lato invece ho una piccola nota da comunicare. Leggendo la trama del libro mi aspettavo di leggere la storia di Charlotte e della sua famiglia come è successo, ma non mi aspettavo la storia in mezzo di alcuni legionari Francesi, che per carità è stata anche molto avvincente ed emozionante da leggere, ma leggermente fuori da ciò che il lettore, e nello specifico io, si aspetta di trovare.

 

“ .. Allora tremavamo di orgoglio e patriottismo, ora di rabbia e di impotenza. Ma mia di paura!”

 

Detto ciò credo che sia un gran bel libro, scritto bene, con attenzione nei dettagli e nella descrizione dei sentimenti. Mi sono calata davvero nei panni di una bambina e vedere la guerra attraverso i suoi occhi è stato qualcosa di devastante che non mi ha fatto dormire la notte.

Consiglio questo libro a dei lettori giovani, che si affacciano alla vita con entusiasmo e gioia, credo che questo testo li possa aiutare a capire quanto male può arrivare a compiere l’essere umano e quanto ciò ci serva a capire di non rifare mai più gli stessi errori. Leggetelo, assaporatelo e condividetelo. Continuiamo a non dimenticare!!