“Io mi fido di te. Storia dei miei figli nati dal cuore” di Luciana Littizzetto – RECENSIONE

18 Novembre 2021 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: “Io mi fido di te. Storia dei miei figli nati dal cuore” di Luciana Littizzetto - RECENSIONE

Carissimi Book Lovers, oggi vi porto la recensione del nuovo libro di Luciana Littizzetto "Io mi fido di te. Storia dei miei figli nati dal cuore", in collaborazione con la casa editrice Mondadori.

 

Scheda Tecnica

  • Titolo: Io mi fido di te
  • Autore: Luciana Littizzetto
  • Serie: // 
  • Data di Pubblicazione: 12 Ottobre 2021
  • Genere: Biografia
  • Casa Editrice: Mondadori
  • Pagine: 168
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Sinossi

"Te che non sei nato dalla mia pancia ma dal mio cuore. Te che hai una faccia diversa dalla mia, anche se tutti dicono che mi somigli. Te che la vita è bastarda, perché ti ha fatto nascere in un posto e rinascere in un altro. E non hai potuto scegliere. Nessuna delle due volte." C'è una storia nella vita della comica più amata d'Italia. Una storia complicata, ma anche piena di momenti divertenti, che nasce con l'affido di due ragazzi da un istituto e continua negli anni con tutto quello che comporta crescere dei figli: i dubbi, gli spaventi, i ricevimenti professori, i fidanzati, i tatuaggi, la stanchezza, il senso di colpa, di inadeguatezza, costante: "Dio come le ho odiate queste mamme perfette, genitrici naturali di figli perfetti. Pitonesse dagli occhi a mirtillo sempre pronte a farti sentire inadeguata e inutile come il mignolo per le arpiste. A spampanarti il cuore, a te che ti danni l'anima nel tentativo di trasformare quel mucchio di detriti in un bambino tranquillo e felice. Provaci tu, madre gaudiosa, a inventarti madre a quarant'anni di due bambini di nove e undici anni senza un minimo di tirocinio…". Luciana Littizzetto racconta questa storia privata in un memoir potente e originale, senza risparmiarsi niente, nemmeno i momenti più duri, "quando il cuore si scartavetra, si corrode a forza di ruminare lacrime, e ti convinci che non hai capito una mazza, un tubo di niente e di niente". Si racconta con sincerità e grazia, spingendo la scrittura umoristica verso una nuova frontiera, mettendola al servizio dei sentimenti più profondi e contraddittori: "l'amore è un puttanaio infinito, un guazzabuglio che ti fa battere il cuore e saltare i nervi, a volte nello stesso momento. In sincrono. E qui si tratta d'amore".

 

Luciana ci parla di se, della sua esperienza di genitore di due bambini affidatari. Non ha mai sentito veramente il bisogno di avere un figlio ma non ne ha mai impedito che potesse accadere.

Poi un giorno parlando con Maria l'idea dell'affido si fa più forte. Decide quindi di intraprendere questa esperienza e dopo innumerevoli colloqui con psicologi e assistenti sociali, diventa "madre" di due bambini Jordan, undici anni, e Davide, nove anni.

La sua vita non sarà più come prima, mille difficoltà si presentano e Luciana legge tutto quello che può riguardare un genitore, eppure non mancano quelle mamme perfette con i loro figli perfetti che ti fanno sentire inadeguata nonostante l'impegno e la dedizione.

L'affido è diverso dall'adozione, i figli ti sono affidati per crescerli e amarli perchè i genitori sono in una situazione disastrosa, ma restano i loro genitori. 

Luciana ci racconta la sua quotidianità di madre, la stanchezza ma anche la gioia che ne comporta. Con il suo linguaggio tra serio e divertente, affronta un argomento delicato e importante e ci fa capire che si può essere madre anche se il figlio non ti è cresciuto dentro. Questi bambini passano da un istituto ad un altro aspettando che qualcuno si prenda cura di loro, che li ami. Luciana ne ha raccolto i pezzi e ha cercato di farne due bambini felici e sereni.

Un memoir importante, forte che mi ha fatto anche commuovere. 

 

 

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