Elisabetta Malatesta Varano. Libro primo. Sono tornata: L’amore, il dolore, il potere di Clara Schiavoni – RECENSIONE

26 Febbraio 2022 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: Elisabetta Malatesta Varano. Libro primo. Sono tornata: L'amore, il dolore, il potere di Clara Schiavoni - RECENSIONE

Carissimi Book Lovers, oggi la nostra Veronica ci parla del romanzo di Clara Schiavoni "Elisabetta Malatesta Varano. Libro primo. Sono tornata: L'amore, il dolore, il potere".

 

Scheda Tecnica

  • Titolo: Sono tornata
  • Autore: Clara Schiavoni
  • Data di Pubblicazione: 20 Ottobre 2020
  • Genere: Narrativa Storica
  • Casa Editrice: Independently Published
  • Pagine: 176
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Sinossi

All’inizio del Quattrocento la giovane Elisabetta Malatesta è sposa di Piergentile Varano: il matrimonio, combinato dalle famiglie, si è trasformato in una forte storia d’amore, allietata dall’arrivo delle figlie Costanza e Primavera e dell’erede Rodolfo. I Varano dominano Camerino e sono una delle famiglie più potenti della Marca. Ma tra le mura di palazzo Varano covano rancori e tradimenti: i due fratelli più vecchi di casa Varano, appoggiati dal papa, ordiscono un complotto per eliminare Piergentile e Giovanni, i più giovani e amati dal popolo, e rimanere gli unici a capo della signoria. Giovanni viene trucidato nel palazzo, mentre Piergentile viene imprigionato con una falsa accusa e messo a morte. Tocca a Elisabetta, avvertita dalla cognata Tora e protetta dal capitano d’arme Venanzio, salvare i propri figli e l’avvenire dalla famiglia Varano. Fugge a Visso, la rocca dei Varano alle pendici dei Sibillini, e sostiene mesi di durissimo assedio, giurando a se stessa che tornerà a Camerino e sarà di nuovo Signora. Ci saranno altre fughe e un lungo periodo di esilio prima che Elisabetta possa dire «Sono tornata». Clara Schiavoni, dopo una ricerca durata anni, racconta una delle grandi e sconosciute donne del Rinascimento italiano: una donna forte che non cesserà un attimo di combattere, in un romanzo che regala continui colpi di scena e grandi emozioni in una cornice storica di assoluta fedeltà.Clara Schiavoni è nata nelle terre dei Varano e oggi abita a Osimo, in provincia di Ancona. Laureata in Sociologia, ha insegnato nella scuola primaria. Ha scritto i romanzi-saggi per adulti Il viaggio del mio cuore e Donne nell’Universo, e due storie per i bambini, L’isola dei colori e Lillo e Bianco.Nel 2013 è uscito il suo primo romanzo dedicato a Elisabetta Malatesta Varano, con il titolo Sono tornata, nel 2017 il seguito con il titolo Saprò ricominciare. I libri hanno avuto un grande successo di pubblico e hanno contribuito a riportare l’attenzione su un personaggio storico importante e poco conosciuto.

 

Fin dalle prime righe ho definito questo libro un romanzo-saggio. Romanzo: perché narra le esperienze dei personaggi protagonisti delle vicende che hanno colpito la famiglia Varano a partire dal 1433. Saggio: perché, l’autrice, conduce la narrazione del libro sottolineando principalmente gli aspetti descrittivi delle vicissitudini, che sono narrate in maniera storicamente precisa e dettagliata, raccontando in parole semplici, ma ricche di sapere storico, le situazioni che ha dovuto affrontare la potente famiglia Varano.

Chi erano i Varano? Erano i signori di Camerino (località in provincia di Macerata), e lo sono stati per circa 150 anni. Nel 1424 muore il capostipite dei Varano, Rodolfo III, i cui eredi sono Berardo e Gentilpandolfo di primo matrimonio, e Giovanni, Piergentile e Tora di seconde nozze. Berardo e Gentilpandolfo, sono uomini ormai molto adulti al momento della morte del padre, sono però, pienamente consapevoli che dovranno condividere con gli altri due fratelli l’eredità paterna e conseguentemente con i loro eredi maschi. Per questo  trovano in loro una minaccia concreta e da estirpare. Escogitano trame e intrighi per farli fuori insieme ai nipoti, e inizialmente la fortuna sembra dalla loro parte.

 Alleati del legato papale, inviano Piergentie a presenziare di fronte a quest’ultimo, altro però non è che una trappola:Piergentile viene accusato di un atto gravissimo per cui non esiste il perdono.

Giovanni, a Palazzo Varano rimane “intrappolato” nell’intrigo di suo fratello Gentilpandolfo e poco potrà fare per arginare la minaccia del fratellastro.

Berardo e Gerntilpandolfo sembrano inizialmente riuscire nel loro intento ma non hanno fatto i conti con il fidato cavaliere Venanzio che organizza, con la complicità di Tora,  la fuga di Elisabetta (moglie di Piergentile) e dei suoi figli. Bartolomea, moglie di Giovanni,  decide di recarsi presso il convento dove, da molti anni, si è ritirata sua madre, e lì, dopo poche settimane dal suo arrivo, muore di crepacuore. Prima di partire Bartolomea consegna, l’unico figlio di lei e Giovanni,  Giulio Cesare, alle amorevoli cure di Elisabetta. Quest’ultima, diventa ora una grande protagonista: giura a sé stessa di tornare a Camerino conducendo Rodolfo e Giulio Cesare come signori della città.

Elisabetta e il suo seguito si rifugiano a Rocca di Visso. I cognati assediano la Rocca e si stanziano nei pressi di essa. Dopo 9 mesi sembrano arrendersi e ritirarsi, in realtà anche questa è una trappola, e Berardo e Gentilpandolfo costringono Elisabetta e il suo seguito a seguirli di nuovo a Camerino, dove possono meglio tenerli sott’occhio.

Elisabetta si riappropria dei sui appartamenti di Palazzo Varano, dove si fa cullare dai dolci ricordi d’amore che ha vissuto in quelle stanze con il suo amato marito. Lì adesso, ad attenderla, c’è sua cognata Tora che adora moltissimo, la quale decide di crescere e accudire, come fosse il proprio figlio, il piccolo nipote Giulio Cesare.

Gli intrighi sono sempre dietro l’angolo fra le mura di Palazzo Varano ed Elisabetta e tutto il suo seguito sono di nuovo costretti alla fuga, questa volta verso Pesaro, dove ad attenderli ci sono gli adoratissimi genitori di lei: sua madre Battista e suo padre Galeazzo Malatesta.

Elisabetta riuscirà mai a tornare a Camerino come signora di quelle terre e a sconfiggere gli odiatissimi cognati?

NOTE: Clara Schiavoni è un’esperta storica, che non ha bisogno di commenti.

Questo libro, come ho già precedentemente detto, è per metà romanzo e per metà saggio storico. Lo reputo molto utile come strumento di studio per chi vuole approfondire le proprie conoscenze sulla famiglia Varano.

L’autrice è una storica a tutto tondo: nomina Petrarca e un suo sonetto, segno di un’ottima conoscenza della letteratura medievale. Non solo, la Schiavoni cita anche opere d’arte segno di un buon sapere di storia artistico-medievale.

Il romanzo, per come è strutturato, a mio avviso, è adatto principalmente a quei lettori che hanno un minimo di sapere storico-medievale. Nonostante questo consiglio comunque questa lettura anche a chi tenta di approcciarsi al Medioevo per la prima volta o poco più.

Ho adorato la brevità dei vari capitoli, personalmente trovo molto positivo “dare uno stop” dopo poche pagine di narrazione, per dare modo al lettore di assimilare il più possibile quello che ha appena letto e di conseguenza incuriosirlo ad andare aventi con la lettura.

L’editing è stato fatto in maniera impeccabile, i refusi sono quasi del tutto assenti, e tutto il testo è scritto veramente benissimo.

LETTURA      CONSIGLIATA!

Veronica Ambrosino

 

 

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