Stjepan detto Jesus, il figlio di Maria Rita Parsi – RECENSIONE

30 Dicembre 2020 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: Stjepan detto Jesus, il figlio di Maria Rita Parsi - RECENSIONE

Carissimi Book Lovers, oggi vi parlo di un romanzo particolare "Stjepan detto Jesus, il figlio" di Maria Rita Parsi, in collaborazione con la casa editrice Salani, una denuncia verso coloro che stuprano le donne, in particolare, si parla della violenza su circa 20000 donne nella guerra dei Balcani - Sarà Stjepan, figlio della violenza, a raccontarci la sua storia e quello che ha causato tale ferocia, i figli nati e non voluti - Leggete la mia recensione.

 

Scheda Tecnica

  • Titolo: Stjepan detto Jesus, il figlio
  • Autore: Maria Rita Russo
  • Data di Pubblicazione: 26 Novembre 2020
  • Genere: Narrativa Contemporanea
  • Casa Editrice: Salani Editore
  • Pagine: 112
  • Prezzo: 13,90
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Sinossi

Stjepan, detto Jesus perché nato a mezzanotte del giorno di Natale, si sente orfano senza esserlo. Figlio della violenza di un soldato su una giovane donna durante la guerra dei Balcani, è stato abbandonato dalla madre, che non sapeva come amarlo e non voleva odiarlo. Cresciuto sotto l'ala protettiva di una bisnonna forte e allegra che però non gli nasconde la verità, a nove anni Stjepan decide di partire alla ricerca della mamma, accompagnato solo dalla sua tartaruga, dal suo cane e dalla sua inseparabile macchina fotografica. Un viaggio sulle tracce di una donna in fuga da se stessa, che cambiava un lavoro dopo l'altro, lasciando dietro di sé molti amici che accolgono Stjepan con grande affetto, lo aiutano a conoscerla e infine a perdonarla.Ma il libro non finisce con il loro commovente incontro. Perché Stjepan ha ancora un desiderio: andare a trovare il padre in carcere, per dimostrargli che la sua esistenza è la risposta umana alla sua disumana violenza e che la sua sola vendetta sarà non diventare come lui.Un romanzo che dà voce alle vite distrutte dalla guerra e all’incredibile coraggio grazie a cui molte vittime sono sopravvissute. E la voce è quella indimenticabile di Stjepan, pieno di speranza e ostinata tenerezza, come solo possono esserlo i bambini che salveranno il mondo.Il ritorno alla narrativa di Maria Rita Parsi, personaggio di spicco di questo Paese, da sempre impegnata con il suo lavoro a renderci tutti più attenti agli altri, più critici davanti al male, più generosi, più giusti, più degni della nostraumanità.

 

"Si calcola che durante la guerra nei Balcani circa 20.000 donne siano state violentate dai soldati: lo stupro veniva utilizzato come arma di distruzione di massa. I morti accertati a seguito del conflitto sono 100.000"

Ho voluto introdurre la recenione con questo articolo che racchiude un pò quello che è successo alle donne vittime della violenza, ma solo Stjepan ci apre gli occhi su quello che lo stupro può causare alla donna e ai bambini come lui.

Mariaka è stata rinchiusa e violentata da un serbo per due mesi, è riuscita a fuggire ma si accorge ben presto di essere incinta. Il giorno di Natale nasce Stjepan detto Jesus, ma lei non riesce a tenerlo con sè, il dolore che prova per quello che le è successo è troppo grande, lo lascia così a sua nonna che lo cresce con amore. Mariaka invece, parte per cercare lavoro e ritrovare se stessa.

Stjepan ha un'infanzia abbastanza felice, la bisnonna è una grande donna, non gli fa mancare nulla, ma dentro di sè sapere che la madre non lo ha voluto, sapere che è figlio della violenza, lo fa soffrire molto. Ma Stjepan ha un animo buono, ama gli animali e, quando la bisnonna è in fin di vita, viene spinto a cercare la madre per ricongiungersi a lei. In questi due anni di ricerca, Stjepan conosce le persone dove ha lavorato la madre, sono loro a parlarglie di lei, a fargli capire quanto ha sofferto. Sono loro ad aiutarlo e indirizzarlo dove si trova la madre, ma in molti posti la madre ha già lasciato il lavoro e si è nuovamente spostata, fino a quando Stjepan non raggiunge il Circo della Luna, dove lei ha lavorato come cuoca. Qui tutti lo accolgono a braccia aperte e fanno in modo di metterlo in contatto  con lei tramite internet.

"Feroce è chi fa male ai bambini, agli anziani, alle donne, ai malati. Feroce è chi fa la guerraa, chi violenta le donne, chi uccide."

In poche pagine, ho provato tantissime emozioni, la violenza sulle donne, quello che comporta, non si può accettare. Ma Stjepan, nonostante è figlio della violenza, ci insegna molte cose, lui non ha colpa, non ha chiesto lui di nascere, e il peso che porta è troppo grande per le spalle di un bambino.

"Io ero ferito e insieme ero la ferita e l'arma che continuava a ferire mia madre, soltanto per il fatto che ero vivo."

Ma è molto maturo per la sua età, lui capisce il dolore della madre, ha finalmente capito che la madre lo ha allontanato per non doverlo odiare e, quando si ricongiungono, ho pianto, per lei, per il bambino, per le ingiustizie che hanno portato solo dolore e morte. Perchè altre donne rimaste incinte si sono suicidate o le hanno uccise i familiari. Ma la giustizia ha fatto il suo corso, e tantissimi uomini sono stati processati e giudicati colpevoli.

Dalla bontà di Stjepan c'è molto da imparare, lui che è andato a trovare il padre in carcere, lui che per sentirsi libero ha avuto bisogno di dirgli che non sarà mai come lui, non farà mai male ad una donna, lui che ha provato pietà vedendolo piangere. Un romanzo da leggere assolutamente, perchè dà tante lezioni di vita, perchè ci fa capire che possiamo rialzarci nonostante tutto, nonostante la caduta sia violenta, che l'amore può guarire le ferite più brutte. L'amore indissolubile di una madre per un figlio.

Il romanzo va dritto tra gli Indimenticabili, ringrazio la casa editrice Salani per la copia.