Santo Romano di Matilde Bella, S. Capone, F. De Mare, P. Di Martino – RECENSIONE

Santo Romano di Matilde Bella, S. Capone, F. De Mare, P. Di Martino – RECENSIONE

27 Gennaio 2026 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: Santo Romano di Matilde Bella, S. Capone, F. De Mare, P. Di Martino - RECENSIONE

Carissimi book lovers,

oggi il mio cuore batte a un ritmo diverso. Ci sono storie che leggiamo per evadere, e storie che leggiamo per restare umani, per non dimenticare che ogni vita spezzata non è solo un titolo di cronaca, ma un universo di sogni che meritava di splendere. Oggi vi parlo di un libro che non è solo una lettura, ma un atto d'amore puro, doloroso e necessario: la storia di Santo Romano, in collaborazione con la casa editrice Newton Compton Editori. Preparate i fazzoletti, ma soprattutto preparate l'anima, perché questa testimonianza vi segnerà nel profondo.

 

Scheda Tecnica

TITOLO: Santo Romano
AUTORE: Matilde Bella e Autori Vari
GENERE: Storia Vera
CASA EDITRICE: Newton Compton Editori

PAGINE: 100
DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 Ottobre 2025
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Trama

È nella notte tra l’1 e il 2 novembre 2024 che Santo Romano viene ucciso per aver difeso un amico, dopo una lite per un futile motivo. Ha solo 19 anni e vuole diventare un calciatore professionista. Invece i suoi sogni svaniscono in un attimo, dopo un colpo di pistola esploso in una serata come un’altra che avrebbe dovuto essere di divertimento, non di violenza. Accanto a lui c’è Simona, la sua fidanzata, che lo ama da sempre. E che in questo libro, insieme a Filomena, la mamma di Santo, ripercorre i giorni felici della vita di un ragazzo scomparso troppo presto e il sentimento profondo e sincero che li legava. È una storia struggente, dove amore e dolore si intrecciano indissolubilmente. Una storia che insegna che la banalità del male può colpire chiunque, in qualunque momento, ma la speranza di un futuro migliore è una scintilla che non può e non deve spegnersi mai.

 

Santo aveva solo 19 anni. Aveva i piedi pronti a correre su un campo da calcio e il cuore colmo di progetti. Ma è nella notte tra l'1 e il 2 novembre 2024 che tutto si ferma. Per un motivo futile, per un barlume di follia altrui, un colpo di pistola spegne i suoi sogni. Ma questo libro non parla di morte; parla, con una forza dirompente, di vita.

Il fulcro dell'opera è il legame indissolubile tra Santo e sua madre Filomena, insieme alla dolcezza del sentimento che lo legava alla sua fidanzata Simona. È qui che la narrazione diventa struggente: nel ricordo dei giorni felici, dei piccoli gesti quotidiani, di quegli sguardi tra madre e figlio che contenevano tutto l'orgoglio del mondo. Il dolore della perdita di un figlio è descritto come un vuoto che divora il silenzio, ma è l'amore che c'è stato — quel filo invisibile e d'acciaio — a permettere a Filomena e Simona di trovare la forza di parlare.

Leggendo, si percepisce l’atrocità di un destino che ruba il futuro a chi voleva solo vivere e amare. Eppure, tra le lacrime che bagnano le pagine, emerge una scintilla di speranza. La storia di Santo ci insegna che il male può colpire chiunque, ma non può cancellare la traccia di bene lasciata da un ragazzo perbene.

È una lettura che toglie il fiato, che fa arrabbiare per l'ingiustizia e commuovere per la tenerezza dei ricordi. Un omaggio necessario a un giovane che continuerà a correre, non più su un campo d'erba, ma tra i pensieri di chiunque leggerà la sua storia.