Qualche volta le nuvole sembrano isole di Nicola Polizzi – RECENSIONE

Qualche volta le nuvole sembrano isole di Nicola Polizzi – RECENSIONE

5 Febbraio 2026 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: Qualche volta le nuvole sembrano isole di Nicola Polizzi - RECENSIONE

Carissimi Book Lovers, oggi vi parlo del bellissimo romanzo di Nicola Polizzi "Qualche volta le nuvole sembrano isole", edito dalla casa editrice Readaction Editrice.

 

Scheda Tecnica

TITOLO: Qualche volta le nuvole sembrano isole
AUTORE: Nicola Polizzi
GENERE: Narrativa Contemporanea
PAGINE: 263
DATA DI PUBBLICAZIONE: 24 Marzo 2025
CASA EDITRICE: Readaction Editrice
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Trama

A Marilia, una cittadina industriale affacciata sul mare, vivono Elisa, una ragazza di diciassette anni, introversa e sognatrice, e sua madre Marta, una donna che affronta la vita con leggerezza e superficialità. Un sabato sera, madre e figlia, seppur in modi diversi, vengono scosse da eventi che cambiano le loro esistenze. Nonostante l’amore che le lega non riescono ad aiutarsi e, intrappolate nelle loro fragilità, dovranno trovare da sole la forza di emergere dal buio. Intorno a loro, si intrecciano altre storie: quella di un ex detenuto coinvolto in affari illeciti, di un giovane bullo che urla la propria vulnerabilità, di un poliziotto deluso dalla sua vita in periferia, di un immigrato invisibile, di un assistente sociale ansioso e di una professoressa esausta che cerca di comprendere le nuove generazioni. Mentre gli adulti si aggrappano alle loro fragili identità, i giovani, in balia delle onde della loro esistenza, cercano la loro isola all’orizzonte.

 

Marilia, la cittadina industriale affacciata sul mare dove si svolge il romanzo di Nicola Polizzi è un luogo di contrasti: il cemento delle fabbriche contro l’infinità dell’acqua, la pesantezza del quotidiano contro la leggerezza (spesso ingannevole) delle nuvole.

Al centro della narrazione troviamo Elisa e Marta, madre e figlia. La loro è una danza di incomprensioni: Elisa, diciassettenne introversa, osserva il mondo con la profondità di chi sogna un altrove; Marta, al contrario, scivola sulla superficie delle cose per non affogare nel dolore o nella responsabilità. Un sabato sera diventa lo spartiacque delle loro vite: un evento traumatico scuote entrambe, ma invece di unirle, le isola. Polizzi è magistrale nel descrivere l'incapacità di comunicare anche quando ci si ama profondamente. Le loro fragilità diventano muri, e la forza per "riemergere dal buio" dovrà essere trovata individualmente, in un percorso di crescita solitario e necessario.

Ma Marilia non appartiene solo a loro. Il romanzo è un’opera corale dove ogni personaggio rappresenta una sfumatura di disagio e speranza: c'è l'ex detenuto che non riesce a sfuggire al richiamo del crimine, il giovane bullo, la cui aggressività non è altro che un urlo per coprire una vulnerabilità assordante, ilcpoliziotto deluso e l'assistente sociale ansioso, figure che dovrebbero offrire soluzioni ma che sono esse stesse prigioniere di un sistema che logora, l'immigrato invisibile e la professoressa esausta, due facce della stessa medaglia: chi cerca un posto nel mondo e chi quel mondo cerca disperatamente di capirlo ancora.

La scrittura di Polizzi è asciutta ma carica di pathos. Non giudica mai i suoi personaggi, anche quando sbagliano o si arrendono. Il titolo stesso è una metafora perfetta: le nuvole, così simili a isole, rappresentano quella speranza di approdo che i giovani protagonisti cercano all'orizzonte. È l'illusione necessaria per andare avanti, il desiderio di trovare un terreno solido in un mare di incertezze.

Qualche volta le nuvole sembrano isole è un libro necessario perché ci ricorda che dietro ogni "invisibile" della nostra periferia c'è un universo di desideri e paure. È un invito all'empatia, a guardare oltre la coltre di fumo delle industrie per scorgere, finalmente, la sagoma di un'isola.

 

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