Le sarte della Villarey di Elena Pigozzi – RECENSIONE

Le sarte della Villarey di Elena Pigozzi – RECENSIONE

18 Novembre 2025 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: Le sarte della Villarey di Elena Pigozzi - RECENSIONE

Carissimi Book Lovers, oggi vi parlo del bellissimo romanzo di Elena Pigozzi "Le sarte della Villarey", in collaborazione con la casa editrice Mondadori, una storia di coraggio, sorellanza e memoria che ricuce gli strappi della Storia.

 

Scheda Tecnica

TITOLO: Le sarte dell Villarey
AUTORE: Elena Pigozzi
GENERE: Romanzo Storico
PAGINE: 240
DATA DI PUBBLICAZIONE: 22 Aprile 2025
CASA EDITRICE: Mondadori
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Trama

Ancona, 1943. La guerra semina dolore, spezza le famiglie e svuota le case. Lo sa bene Laura, che a diciotto anni è rimasta con il fratello Milo perché la madre è mancata da poco, mentre il padre è a combattere in Grecia e da tempo non dà più notizie. Sarà Alda, vedova forte e generosa che ha cresciuto da sola quattro figlie e che è sarta e factotum alla caserma Villarey, ad aiutare Laura, portandola con sé in caserma perché le dia una mano. E mentre Laura impara il nuovo mestiere, la storia subisce cambi repentini: la caduta del Duce, l'armistizio di Badoglio, l'Italia spaccata in due. Quando il 15 settembre Ancona è occupata dai tedeschi, alla Villarey vengono rinchiusi più di tremila soldati italiani, in attesa di essere deportati in Germania nei campi di lavoro nazisti. Alda però non ci sta ed escogita un piano per l'evasione perfetta. Tratto da un'incredibile quanto straordinaria storia vera, "Le sarte della Villarey" è un'emozionante celebrazione della forza delle donne, un esempio di resilienza e Resistenza che diventa grido di speranza ed esortazione a non rassegnarsi mai al buio del mondo.

 

Ci sono libri che non si limitano a raccontare: ricuciono, con ago e filo, ciò che il tempo ha consumato. Le sarte della Villarey è uno di questi. Elena Pigozzi porta alla luce una storia vera straordinaria, una di quelle che la grande Storia spesso dimentica, ma che il cuore non può fare a meno di ricordare.

Siamo ad Ancona, nel 1943, in un’Italia piegata dalla guerra, attraversata da fame, incertezza e assenze difficili da colmare. Laura ha solo diciotto anni quando perde la madre e resta sola con il fratello Milo. Il padre è disperso in Grecia e le notizie dal fronte sono un lusso raro. In questo vuoto di affetti e sicurezza, entra in scena Alda, una donna che sembra fatta della tempra del mare che bagna la città: forte, instancabile, generosa.

Alda lavora come sarta e tuttofare nella caserma Villarey e decide di tendere una mano a Laura, portandola con sé. Tra stoffe, divise e punti nascosti, la giovane impara non solo un mestiere, ma anche una forma nuova di famiglia, fatta di donne che si sostengono l’una con l’altra in un mondo che sembra crollare da ogni lato.

Intorno a loro, la storia accelera. La caduta del Duce, l’armistizio dell’8 settembre, la fuga, il caos, l’Italia spaccata. E poi l’occupazione tedesca: il 15 settembre, Ancona cade nelle mani della Wehrmacht e la caserma Villarey si trasforma in un luogo di sofferenza e attesa. Oltre tremila soldati italiani vengono rinchiusi lì dentro, pronti a essere deportati nei campi di lavoro nazisti.

È allora che Alda dimostra quanto una donna, anche senza armi, possa essere una forza della natura. Di fronte alla brutalità e all’ingiustizia, non esita: elabora un piano audace, incredibile, per liberare quei giovani, per restituire loro vita e futuro. Un piano che sembra impossibile e che, proprio per questo, diventa un atto di Resistenza, di umanità, di fede incrollabile nella libertà.

Pigozzi ci immerge in una storia che emoziona e scuote. Con uno stile limpido e sensibile, rende omaggio a donne che non hanno combattuto in trincea ma che, con ago e coraggio, hanno sfidato la tirannia. Laura, Alda e tutte le “sarte della Villarey” diventano simboli di una forza tenace, silenziosa, ma capace di cambiare il destino di centinaia di vite.

Le sarte della Villarey è un romanzo che commuove e ispira. È un invito a non dimenticare, a riconoscere la potenza dell’altruismo e della solidarietà femminile, e soprattutto a credere che, anche nelle pagine più buie della storia, può brillare una luce accesa da mani coraggiose.

Un libro che resta addosso come un tessuto caldo, e che merita di essere letto, condiviso e custodito.

 

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