Il canto delle filatrici di Giulia Dal Mas – RECENSIONE


Carissimi Book Lovers, oggi sul blog vi presento un romanzo straordinario "Il cando delle filatrici" di Giulia Dal Mas, una storia di resistenza e affetti che vi ruberà il cuore.
Scheda Tecnica
TITOLO: Il canto delle filatrici
AUTORE: Giulia Dal Mas
GENERE: Romanzo Storico
CASA EDITRICE: Tre60 Libri
PAGINE: 464
DATA DI PUBBLICAZIONE: 23 Giugno 2026
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Trama
Friuli, anni Venti. A Maniago, un piccolo borgo ai piedi del monte Jôuf, crescono Nella, Adelina e Iolanda Santarossa, tre sorelle legate da un destino comune nella filanda, dove lavorano sin dall’infanzia. Iolanda è fidanzata con Pietro, un giovane operaio con grandi ideali e simpatie socialiste. Adelina vive un amore clandestino con il figlio di una famiglia altolocata, mentre Nella coltiva un profondo legame di amicizia con Luisa e una passione per i libri, sognando di lottare per i diritti e l’emancipazione delle donne.
Ma nella piccola comunità di montagna, governata da regole taciute e immutate da generazioni, la relazione proibita di Adelina minaccia di spezzare fragili equilibri e compromettere il destino di tutta la famiglia. Così, mentre la guerra si avvicina, la ragazza fugge a Venezia in cerca di riscatto e libertà, lasciando dietro di sé dolore e sgomento. Anche Nella sceglie di lasciare Maniago e, insieme a Luisa, approda a Torino per partecipare alle lotte femminili. Iolanda, invece, resta al paese e continua a lavorare con dedizione alla filanda per guadagnarsi il ruolo più ambito, quello di passaseta.
Tuttavia, quando il destino delle tre sorelle sembra ormai scritto, la vita irrompe con forza a rimescolare le carte: riusciranno a restare unite nonostante la distanza che le separa e le profonde ferite del passato? Tra l’ascesa del fascismo e l’ombra della guerra, le vite di Iolanda, Adelina e Nella si intrecciano in una storia di resistenza, affetti e coraggio, dove l’amore si rivela l’unica forza capace di superare i vincoli di sangue e mantenere viva la speranza in un futuro migliore.

Nel Friuli degli anni Venti, tra le case di Maniago, un borgo arroccato ai piedi del monte Jôuf, il tempo sembra scandito solo dal rumore ritmico dei macchinari della filanda. È qui che crescono Nella, Adelina e Iolanda Santarossa, tre sorelle legate allo stesso destino operaio fin dall'infanzia. Ma i loro cuori battono a ritmi diversi. Iolanda ama Pietro e i suoi ideali socialisti; Adelina vive una passione clandestina e proibita con il figlio di una famiglia altolocata; Nella, divorata dall'amore per i libri, sogna l'emancipazione femminile insieme all'amica Luisa. Quando l'amore segreto di Adelina minaccia di distruggere l'onore della famiglia, una catena di scelte coraggiose e dolorose separerà le loro strade, spingendole verso Venezia, Torino e i fronti caldi della Storia.
Le protagoniste sono così diverse eppure così indissolubilmente unite. Adelina, con la sua fuga disperata a Venezia in cerca di un riscatto che pulisca il dolore lasciato a Maniago; Nella, che sceglie la via di Torino e delle prime grandi lotte per i diritti delle donne, trasformando la sua passione per la lettura in azione concreta; e infine Iolanda, che incarna la resistenza radicata alla terra, che resta nel paese e si spacca la schiena in filanda puntando al ruolo prestigioso di passaseta. Vedere queste tre sorelle dividersi sotto la minaccia del fascismo e l'ombra cupa della guerra è un'esperienza narrativa che stringe lo stomaco.
Il legame tra Nella e Luisa, l'amore pulito di Iolanda per Pietro, non sono semplici contorni romantici. Diventano scudi protettivi contro le violenze di un mondo che sta cambiando troppo in fretta. Quando la vita irrompe a rimescolare le carte e le ferite del passato tornano a bruciare, capiamo che la distanza geografica è nulla in confronto alla forza ostinata che le spinge a cercarsi, a proteggersi, a voler restare unite a ogni costo.
Giulia Dal Mas ha il dono raro di saper dipingere la grande Storia attraverso le piccole e intime esistenze della povera gente. Con uno stile fluido, immediato e privo di parole difficili, l'autrice ci porta dentro un'epoca di transizione spietata, l'ascesa del fascismo, mostrandoci come il coraggio non sia solo quello che si grida nelle piazze, ma quello silenzioso che si consuma ogni giorno tra le mura di una fabbrica o nelle strade dell'esilio.
"Il canto delle filatrici" parla di mani consumate dall'acqua calda, di treni presi di notte, di sguardi rubati e di ideali pagati a caro prezzo. La fedeltà storica dell'autrice è assoluta e si respira nella nebbia di Torino così come tra i canali di Venezia o il silenzio della montagna friulana. È un romanzo storico denso di sentimento e di un realismo così nudo che mi ha fatto vibrare l'anima, lasciandomi addosso la sensazione di aver vissuto, sofferto e sperato insieme a queste tre indimenticabili sorelle.
Una lettura intensa, struggente, necessaria, che consiglio a chiunque abbia bisogno di credere nella forza invincibile degli affetti veri.
