I segreti di Harbour House di Liz Fenwick – RECENSIONE


Carissimi Book Lovers, oggi sul blog vi racconto "I segreti di Harbour House" di Liz Fenwick, un viaggio affascinante tra i segreti del passato e il coraggio di rinascere nel presente.
Scheda Tecnica
TITOLO: I segreti di Harbour House
AUTORE: Liz Fenwick
GENERE: Narrativa
CASA EDITRICE: Tre60
PAGINE: 318
DATA DI PUBBLICAZIONE: 5 Giugno 2026
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Trama
Cornovaglia, oggi. A trent’anni, la vita di Kerry Barton si sgretola all’improvviso: dopo la morte del padre, deve fare i conti con una madre malata, un lavoro poco appagante e una relazione diventata opprimente. Quando lo zio, socio del padre nella casa d’aste di famiglia, la richiama da Londra in Cornovaglia per concludere la catalogazione degli arredi di Harbour House, una dimora georgiana affacciata sul mare di Newlyn, Kerry accetta senza immaginare che quel lavoro darà inizio a un viaggio nel passato sulle tracce di un mistero dimenticato.
Esplorando quel luogo, un tempo la residenza di due artiste, Sheba Kernow e Vivian Sykes, Kerry rimane colpita dal ritratto magnetico e sensuale di una giovane donna. Chi era quella figura dal fascino enigmatico? E soprattutto chi era Sheba Kernow, l’autrice di quel dipinto che, un secolo prima, aveva lasciato la Cornovaglia per inseguire un sogno di libertà?
Sulle tracce della sua esistenza, tra le atmosfere bohémien dei caffè parigini e la sfarzosa mondanità dei palazzi veneziani, Kerry porterà alla luce la storia di una donna indomabile, consapevole del proprio talento e travolta da una passione proibita, capace di cambiarne per sempre il destino.
E mentre i segreti di Harbour House riaffiorano lentamente, anche Kerry, come Sheba, sarà costretta a confrontarsi con il proprio dolore, con sentimenti profondi e contrastanti e con una verità scomoda, destinata a mettere in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto.

A trent’anni, Kerry Barton vede la propria vita crollare pezzo dopo pezzo: la dolorosa perdita del padre, le cure per una madre malata, un lavoro che non la appaga più e un legame sentimentale diventato soffocante. L'occasione per staccare la spina arriva quando lo zio la chiama da Londra per completare la catalogazione degli arredi di Harbour House, un'antica dimora georgiana a Newlyn, in Cornovaglia. Tra quelle mura che profumano di flutti e storia, Kerry s'imbatte nel ritratto magnetico e sensuale di una giovane donna. L'opera porta la firma di Sheba Kernow, una pittrice che un secolo prima aveva abbandonato la Cornovaglia per inseguire un sogno di totale libertà.
Il personaggio di Kerry mi ha suscitato molta empatia. Il suo dolore per la morte del padre e il peso delle responsabilità familiari la rendono una protagonista reale, piena di dubbi in cui è facilissimo rispecchiarsi. Accettare l'incarico di catalogazione ad Harbour House, un tempo dimora delle artiste Sheba Kernow e Vivian Sykes, non è solo un lavoro: diventa per lei un rifugio dell'anima. Vederla rispolverare vecchi arredi, toccare con mano le tracce di chi ha abitato quella casa prima di lei e ritrovare lentamente se stessa è un percorso intimo raccontato con grande dolcezza.
Attraverso la ricerca di Kerry, la storia si sposta indietro di cento anni, trasportandoci tra l'atmosfera bohémien dei caffè parigini e la sfarzosa, elegante mondanità dei palazzi veneziani. Sheba è una donna straordinaria per la sua epoca: una pittrice consapevole del proprio talento, determinata a non farsi ingabbiare dalle convenzioni sociali e travolta da una passione proibita che cambierà per sempre il corso della sua vita.
Man mano che Kerry porta alla luce i tasselli dimenticati della vita di Sheba e la storia legata a quel ritratto enigmatico, Harbour House comincia a svelare i suoi lati più nascosti. Ma il passato non riaffiora mai da solo: costringe anche Kerry a fare i conti con le proprie paure, con relazioni da tagliare e con una verità scomoda che metterà in discussione le sue convinzioni. La narrazione procede con un ritmo piacevole e rilassante, lasciando che le emozioni maturino con i giusti tempi.
Ho dato 4 stelle solo perché, in alcuni punti della trama contemporanea, avrei preferito un pizzico di incisività in più in alcuni passaggi personali di Kerry, ma la bellezza complessiva della storia e la profondità dei temi trattati compensano ampiamente. È un libro avvolgente, ideale per chi ama le storie di famiglie, d'arte e di donne capaci di scegliere il proprio destino.
