Ci sono anche i giorni di primavera di Melissa Da Costa – RECENSIONE

Ci sono anche i giorni di primavera di Melissa Da Costa – RECENSIONE

19 Maggio 2026 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: Ci sono anche i giorni di primavera di Melissa Da Costa - RECENSIONE

Cosa resta di un amore nato nella passione quando il destino decide di spezzare il corpo e i sogni? Parigi, fine ottobre. Un attore di teatro nel pieno della carriera e una giovane donna che sta per iniziare una vita insieme a lui. Poi, il silenzio di un incidente e il verdetto di una sedia a rotelle. Oggi vi porto tra le pagine di un romanzo che mi ha profondamente scossa: "Ci sono anche i giorni di primavera". Melissa Da Costa ci regala una storia brutale e delicatissima sulla capacità umana di restare, di cambiare forma e di cercare un nuovo modo per amarsi quando il mondo che conoscevamo è svanito. Preparatevi a una lettura che vi interrogherà fin nel profondo: fino a che punto siamo pronti a farci aprire l'anima dall'altro?

 

Scheda Tecnica

TITOLO: Ci sono anche i giorni di primavera
AUTORE: Melissa Da Costa
GENERE: Narrativa Contemporanea
CASA EDITRICE: Rizzoli
PAGINE: 528
DATA DI PUBBLICAZIONE: 28 Aprile 2026
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Trama

È su un amore acerbo, fatto ancora soprattutto di passione, che in un giorno parigino di fine ottobre cade la graffiata, insopportabile, del destino. Succede quando François Louvier, quarantadue anni, talentuoso attore di teatro a un passo dal divorzio, è vittima di un incidente con lo scooter che lo lascia paraplegico. Di lì a qualche giorno sarebbe andato a vivere con la giovane Léo, l'amante. Chiunque sembra pronto a scommettere che Léo, ventiquattro anni appena, davanti a questa catastrofe improvvisa, semplicemente, se ne andrà: François per primo, uomo sanguigno, scostante, innamorato come un ragazzino ma che non la vuole legare a sé per compassione. E invece Éléonore resta. Non per dovere, né per ostinazione, ma per qualcosa di più difficile da nominare: un sentimento che cambia forma, che si incrina e si ricompone, che cerca un nuovo modo di esistere. Insieme, si troveranno a fare i conti con le proprie ambizioni e i sogni infranti, e con quelli che, inattesi, possono ancora nascere. E, passo dopo passo, tra cadute e slanci, si avvicineranno alla domanda fondamentale: fino a che punto ci si può spingere ad amare? Fino a che punto, in fin dei conti, è un bene cedere ai sentimenti, aprirsi e lasciarsi aprire dall'altro? E così, in un altro luogo, via da Parigi, dove l'aria di primavera dissemina nuovi profumi, queste domande troveranno le loro risposte.

 

In questo romanzo, incontriamo François Louvier, un uomo di quarantadue anni, un attore sanguigno e magnetico che, in un istante, vede la sua vita frantumarsi sull'asfalto parigino. L'incidente in scooter lo lascia paraplegico, proprio a un passo dal divorzio e dal trasloco con la sua giovane amante, Léo.

Il mondo esterno, cinico e rassegnato, scommette sulla fuga di Léo. Ha solo ventiquattro anni, una vita intera davanti e un uomo che, nel dolore, è diventato scostante e respingente. François stesso cerca di allontanarla, terrorizzato dall'idea che lei resti solo per compassione. Ma è qui che il romanzo compie il suo miracolo narrativo. Éléonore resta. Non lo fa per eroismo, né per un rigido senso del dovere, ma per un sentimento che non ha ancora un nome, una forza che si incrina e si ricompone continuamente tra le macerie della loro nuova quotidianità.

La Da Costa ci mostra la rabbia di François, la sua frustrazione di uomo che non riconosce più il proprio corpo, e la pazienza ostinata di Léo, che deve imparare ad amare un uomo nuovo. Insieme, devono fare i conti con sogni che non si realizzeranno mai e con altri, inaspettati, che iniziano a germogliare nel silenzio. È un percorso fatto di cadute fisiche e morali, ma anche di slanci improvvisi che tolgono il fiato.

Ho amato immensamente la delicatezza con cui l'autrice pone le domande fondamentali. Fino a che punto ci si può spingere ad amare? È un bene cedere totalmente ai sentimenti e lasciarsi "aprire" dall'altro, accettando la vulnerabilità che ne deriva? Mentre la storia si sposta via da Parigi, verso un luogo dove l'aria di primavera porta con sé nuovi profumi, anche noi lettori troviamo le nostre risposte. Mi sono sentita parte del loro dolore, ma ho anche respirato la loro speranza. È un romanzo che ti insegna che, dopo l'inverno più gelido, i giorni di primavera esistono davvero, anche se hanno un profumo diverso da quello che avevamo immaginato.

"Ci sono anche i giorni di primavera" di Melissa Da Costa è stata per me una lettura spiazzante e magnifica, un viaggio nel dolore che riesce, incredibilmente, a farti sentire il profumo della rinascita.