MM84. Resistenza di Ju Maybe – RECENSIONE


Carissimi Book Lovers, oggi vi parlo del meraviglioso romanzo di Ju Maybe "MM84 - Resistenza", in collaborazione con la casa editrice Oscar Vault, un amore che sfida il potere, una distopia che parla del nostro presente, una resistenza che nasce dal cuore.
Scheda Tecnica
TITOLO: MM84. Resistenza
AUTORE: Ju Maybe
GENERE: LGBTQ+
SERIE: Vol. 2
PAGINE: 672
DATA DI PUBBLICAZIONE: 21 Ottobre 2025
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Trama
Metà 2084, e la società sta ancora andando a rotoli. Il cappio si stringe attorno al collo della comunità queer, di donne e neri, e nessuno è in grado di opporsi. Neppure la Resistenza. Damiano Domini potrebbe. È il vessillo d'oro del Patriarcato, il figlio maschio, bianco, sano, erede della dinastia di dittatori che, sotto l'egida del Decreto 21, esercita il più grande abuso di potere di tutti i tempi. Ma è travolto e accecato da un amore mai provato, confuso tra ciò che sente e ciò in cui gli hanno insegnato a credere. Massimo Kurah è il suo faro nel buio, la sua guida. Come Damiano, anche se in modo diametralmente opposto, è vittima della società tossica in cui entrambi sono cresciuti. Ma, con i suoi segreti e i suoi disagi, conosce la direzione che porta verso l'umanità. Ed è consapevole dell'amore che prova.

Ju Maybe costruisce un futuro che ha il sapore amaro del possibile, un 2084 che non è altro che uno specchio deformato del nostro presente, dove il Decreto 21 ha trasformato l’ingiustizia in legge e il patriarcato in regime.
La società è crollata sotto il peso dell’odio e della discriminazione: donne, persone queer e nere sono ridotte al silenzio, adombrate da un potere che non lascia spazio a libertà, voce o identità. La Resistenza esiste, sì, ma è debole, soffocata. Nessuno sembra poter fermare l’ascesa della dinastia Domini.
Nessuno… tranne lui.
Damiano Domini – il figlio perfetto del sistema imperfetto
Damiano è l’erede d’oro del regime: maschio, bianco, sano, simbolo stesso della supremazia che governa il Paese. È cresciuto per dominare, non per sentire. Per obbedire, non per scegliere.
Ma la sua corazza presenta una crepa, un varco da cui entra una luce che non aveva previsto: Massimo Kurah.
Ed è qui che la storia si piega, si spezza, si trasforma.
Massimo Kurah – il faro nel buio
Massimo è tutto ciò che Damiano non dovrebbe desiderare.
È queer, fragile, complesso, segnato da un’esistenza che lo ha sempre messo ai margini. È vittima del mondo in cui vive, ma nonostante tutto conserva dentro di sé un barlume di umanità che non si lascia estinguere.
È lui a vedere Damiano per ciò che è davvero.
Un amore che è ribellione
In una distopia dove il controllo dei corpi è totale e la libertà è un’illusione, l’amore diventa l’atto più sovversivo.
Non è romantico. È pericoloso.
Non è un rifugio. È una battaglia.
Damiano ama Massimo in un modo nuovo, viscerale, che mette in discussione tutto ciò che gli è stato insegnato.
Massimo lo ama con la lucidità di chi sa che quel sentimento potrebbe distruggerli entrambi, ma è anche l’unica cosa che può salvarli.
È un amore che lacera e ricuce.
Che ferisce e guarisce.
Che illumina e annienta.
È un amore che cambia il destino di due persone… e forse di un intero Paese.
Una distopia che brucia perché è vera
Ju Maybe intreccia temi complessi – patriarcato, razzismo, machismo, disuguaglianze sociali, queerphobia – con una scrittura che è insieme feroce e delicata.
La distopia non è lì per intrattenere: è un grido, un monito, un avvertimento.
La tensione è palpabile, la sofferenza reale, la speranza fragile come vetro.
E dentro a tutto ciò, esiste un filo sottile ma indistruttibile: la ricerca dell’umanità, anche quando sembra perduta.
È lui a mostrargli che esiste un’altra via.
È lui a incarnare quella resistenza silenziosa fatta di amore, verità e coraggio.
E il modo in cui Damiano lo percepisce – come una bussola, come un faro che squarcia il buio – è la vera rivoluzione del romanzo.
