Liberi come la neve di Rita Nardi – RECENSIONE

Liberi come la neve di Rita Nardi – RECENSIONE

11 Dicembre 2025 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: Liberi come la neve di Rita Nardi - RECENSIONE

Carissimi Book Lovers, oggi vi parlo del bellissimo romanzo di Rita Nardi "Liberi come la neve", in collaborazione con la casa editrice Garzanti, una melodia sottile che parla di appartenenza, di ferite invisibili e di quel momento fragile e potentissimo in cui si decide di lasciarsi trovare.

 

Scheda Tecnica

TITOLO: Liberi come la neve
AUTORE: Rita Nardi
GENERE: Contemporary Romance
PAGINE: 516
DATA DI PUBBLICAZIONE: 11 Novembre 2025
CASA EDITRICE: Garzanti
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Trama

Mi chiamo Nive White e so bene cosa significhi non avere un luogo da chiamare casa. Una parola che mi è estranea da quando i miei genitori sono scomparsi e ho cominciato a essere sballottata da un paese all’altro. Nessuno mi ha mai accolta, nessuno mi ha mai voluta. Per questo, quando lascio Parigi e atterro in Canada, non mi aspetto nulla. Devo resistere qualche mese, fino a quando compirò diciotto anni, poi sarò libera. Eppure, qui c’è qualcosa di diverso, lo percepisco appena trovo una foglia rossa al mio arrivo. Anche se i boschi sono sepolti da metri di neve, mi sento in pace all’ombra degli abeti. O forse sono le persone a darmi questa sensazione di calore. Lo zio Henry, che mi ha aperto la sua casa, o Margareth, che mi cucina i pancake, o Kaya, che mi strappa un sorriso. C’è solo una persona a cui non piaccio per nulla. Un ragazzo schivo, con occhi grigi e impetuosi come una tormenta. Si chiama Hurst e per lui sono una straniera. Un pulcino che non appartiene alle gelide foreste della tribù navajo di cui fa parte. Eppure, anche se le sue parole mi feriscono, il suo sguardo brucia e legge la mia tristezza. Non posso negare quello che provo, ma ho paura di fidarmi, perché il passato mi ha insegnato a essere diffidente e a non mettere radici. Forse, però, la mia vita può essere diversa. Secondo una leggenda della tribù, chi trova la wapasha – la foglia rossa – è in grado di cambiare il proprio destino. Se fosse così, vorrei trovare il coraggio di seguire l’istinto. Lo stesso che mi conduce tra le braccia di Hurst. Mi chiamo Nive White e questa è la mia storia.

 

Nive White ha conosciuto troppo presto la parola solitudine. Orfana, sradicata, sempre in viaggio da un Paese all’altro, ha smesso di chiedersi dove sia casa. Per lei la vita è un continuo preparare valigie e proteggere il cuore da attese che non verranno mai mantenute. Ma quando atterra in Canada, qualcosa cambia. Prima ancora che lo capisca, una foglia rossa, la wapasha, segno di un’antica leggenda navajo, sembra segnarle la strada verso un destino diverso.

Tra distese di neve, silenzi che sanno di tregua e profumi di pancake preparati con amore, Nive scopre che l’affetto può esistere anche per chi ha sempre creduto di non meritarlo. Lo zio Henry la accoglie con gentilezza, Margareth la avvolge con la dolcezza dei gesti quotidiani, Kaya illumina i suoi giorni con una leggerezza che cura. Eppure, la pace è solo apparente.

Perché c’è qualcuno che la guarda come se fosse un’impostora nella sua stessa vita: Hurst, dagli occhi grigi come tempeste imminenti, schivo, tagliente, diffidente. Una presenza che ferisce, eppure brucia. Che respinge, eppure comprende. Tra i due nasce un legame che non si impone, ma cresce come neve che cade piano, ricoprendo il dolore con una quiete inattesa.

Rita Nardi costruisce un romanzo delicato e potente, una storia che si muove in equilibrio tra poesia e selvatichezza, tra paesaggi incantati e battaglie interiori. Le gelide foreste canadesi diventano il riflesso dell’anima di Nive: isolate, fragili, immense. Ed è proprio lì, tra gli spiriti della tradizione navajo e un destino che sembra chiamarla per nome, che Nive impara che casa non è un luogo, ma un abbraccio che smette di tremare.

Liberi come la neve è un canto dolce e sofferto, un romanzo che parla di seconde possibilità, di radici che si possono piantare anche nel cuore ferito, e dell’amore che sa essere vento, fuoco e rifugio.

Alla fine, la voce di Nive ci ricorda una verità semplice e luminosa:
anche chi ha sempre vagato può trovare il coraggio di restare.

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