Le figlie del pittore di Emily Howes – RECENSIONE

Le figlie del pittore di Emily Howes – RECENSIONE

28 Febbraio 2026 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: Le figlie del pittore di Emily Howes - RECENSIONE

Carissimi Book Lovers, oggi ci immergiamo nelle tele di uno dei più grandi maestri del Settecento inglese, ma non per ammirarne la tecnica, bensì per spiare cosa accadeva dietro le quinte del suo studio. Vi parlo de "Le figlie del pittore" di Emily Howes, un romanzo che ci porta nel cuore del Suffolk e nelle stanze segrete della famiglia Gainsborough. È una storia di sete fruscianti, colori a olio e legami fraterni così stretti da soffocare. Ma basterà l'amore di un padre o la devozione di una sorella a fermare l'avanzata delle ombre nella mente? Scopriamolo insieme.

 

Scheda Tecnica

TITOLO: Le figlie del pittore
AUTORE: Emily Howes
GENERE: Biografia
CASA EDITRICE: Neri Pozza

PAGINE: 352
DATA DI PUBBLICAZIONE: 27 Gennaio 2026
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Trama

Ipswich, 1759. Nella terra verde del Suffolk, il pittore Thomas Gainsborough divide la sua vita tra i paesaggi che ama e i ritratti dei ricchi della città, che dipinge per sostentare la famiglia: la moglie Margaret e le due figlie, Molly e Peggy. Le bambine sono inseparabili, fantasmi gemelli che corrono su e giù per le scale buie della casa con le mani gocciolanti dei colori con cui, di tanto in tanto, il padre permette loro di giocare. Sono convocate sempre insieme; benvenute, scacciate, ritratte sempre insieme. Fermate in un unico istante nei quadri paterni, mentre i loro vestiti splendono di sete azzurre e gialle. Eppure Peggy a volte non capisce dove vada Molly, quando gli occhi le diventano pietre vacue nel viso e i suoi gesti si fanno incoerenti. Molly rimane immobile, le parole che le scivolano via dalla mente, la bocca floscia. Dopo, non ricorda mai nulla, e tocca a Peggy inventare le storie più inverosimili per giustificare quelle stranezze agli occhi materni, ormai cerchiati da profonde ombre viola. Ma quando la famiglia Gainsborough si trasferisce a Bath – nell’intima speranza di imbrigliare le eccentricità della figlia maggiore –, il segreto diventa sempre più difficile da nascondere. La grande città è un mondo ben diverso dai campi in cui le sorelle si muovevano con selvaggia libertà: è fatta di educazione e buone maniere, di momenti rituali e apprpriate amicizie. Le bambine ora sono ragazze da inserire al più presto in una società dove ogni passo falso può costare caro. Quello di Peggy è un fardello gravoso da portare, spaventosa la minaccia che incombe su Molly: l’istituto per i malati di mente. E quando l’amore, inaspettato, giunge a scuotere quel sodalizio dettato dalla forza del sangue, Peggy si troverà di fronte a una scelta estrema.

 

Emily Howes debutta con un romanzo ambizioso che mette a fuoco non tanto il genio di Thomas Gainsborough, quanto il destino delle sue due figlie, Molly e Peggy, condannate a un'indissolubilità che è al tempo stesso rifugio e prigione.

La narrazione si apre a Ipswich nel 1759. Molly e Peggy sono descritte come "fantasmi gemelli", inseparabili compagne di giochi in una casa dove il colore è l'unica moneta corrente. Tuttavia, sotto la superficie idilliaca, si nasconde un'inquietudine profonda: Molly soffre di strane assenze, momenti in cui la sua mente sembra scivolare via, lasciandola immobile e vacua. Tocca a Peggy, la più giovane e lucida, farsi carico del peso della protezione, inventando scuse e nascondendo la verità a una madre consumata dall'ansia e a un padre troppo immerso nei suoi paesaggi per vedere davvero.

Il passaggio dalla libertà selvaggia del Suffolk alle rigide convenzioni di Bath segna il punto di rottura del romanzo. Qui, le ragazze devono trasformarsi in giovani donne da inserire in società. Ma come può Peggy proteggere Molly quando ogni errore è sotto gli occhi di tutti? La minaccia del manicomio, un luogo di orrori innominabili nel XVIII secolo, incombe come una scure sulla famiglia. La tensione cresce, alimentata dal segreto e dalla paura, raggiungendo il culmine quando l'amore, quello che dovrebbe liberare, finisce per mettere Peggy di fronte a un bivio impossibile: la propria felicità o la salvezza della sorella.

"Le figlie del pittore" eccelle nella ricostruzione storica e nella resa delle atmosfere. La prosa di Howes è densa, quasi tattile, capace di far sentire l'odore della trementina e la pesantezza delle vesti settecentesche. Tuttavia, la trama fatica a mantenere un ritmo costante. Se la prima parte è evocativa e potente, lo sviluppo centrale tende a ripiegarsi eccessivamente su se stesso, con ripetizioni che rallentano la narrazione.

Inoltre, il finale, pur coerente con la drammaticità degli eventi, lascia una sensazione di incompiuto, quasi come un quadro di Gainsborough che ha ricevuto le prime pennellate ma a cui mancano i dettagli definitivi. È un romanzo che punta molto sulla psicologia del trauma e sul legame simbiotico, ma che a tratti sacrifica l'azione per l'introspezione, risultando a volte statico.

In conclusione, è un libro prezioso per chi ama i romanzi storici a sfondo artistico e le saghe familiari tormentate, ma potrebbe deludere chi cerca una risoluzione più netta o un ritmo più incalzante.

 

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