Figlie selvagge di Cinzia Giorgio – RECENSIONE


Carissimi Book Lovers, oggi vi parlo del bellissimo romanzo di Cinzia Giorgio "Figlie selvagge", in collaborazione con la casa editrice Rizzoli.
Scheda Tecnica
TITOLO: Figlie selvagge
AUTORE: Cinzia Giorgio
GENERE: Romanzo Storico
PAGINE: 352
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 Giugno 2025
CASA EDITRICE: Rizzoli
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Trama
Benevento, 1630. Corre, Bianca, attraversa il bosco col fiato in gola per tornare a casa. Conosce a menadito il sentiero, eppure avverte una presenza tra gli alberi: qualcuno la sta seguendo, ne fiuta nell'aria il sentore sgradevole. Non deve cedere alla paura, si dice, anche se proprio lì vicino sono state aggredite delle ragazze, e del vero colpevole non c'è traccia. Anzi, in città serpeggia la convinzione che siano state le janare, donne che - come lei, sua madre e sua sorella Maria - vivono ai margini di Benevento, conoscono i segreti delle piante e li usano per curare i malati. Per il protomedico della città, Pietro Piperno, le janare sono creature del diavolo: streghe, insomma, contro cui invoca l'intervento della Chiesa. La sua ossessione per loro si nutre del desiderio, non corrisposto, che prova per Maria. Così, quando lei sparisce, Bianca si troverà da sola a cercare la verità sul mistero della sua scomparsa. Anche lei è in pericolo ma è determinata a inseguire un destino di libertà e d'amore con un'unica e potente arma a disposizione: la sorellanza. In un romanzo che avvince e affascina, Cinzia Giorgio scava nella leggenda delle streghe di Benevento, restituendo alle janare del Sannio la voce che è stata loro negata dalla storia: quella di donne sapienti, e per questo perseguitate, che hanno celebrato la vita.

Ci sono storie che profumano di terra bagnata, di erbe officinali e di una paura antica, che corre tra le fronde dei boschi. Cinzia Giorgio, con Figlie Selvagge, ci trascina nella Benevento del 1630, un luogo dove il confine tra cura e maledizione è sottile come il filo di un pugnale. È un romanzo travolgente, una danza febbrile tra la luce della conoscenza e le tenebre del fanatismo.
Tutto inizia con un respiro spezzato. Bianca corre. Conosce ogni sasso del sentiero, ma l’aria è carica di un sentore sgradevole: qualcuno — o qualcosa — la segue. Non è solo la minaccia di un aggressore ignoto che tormenta la città; è il sospetto che avvelena l'aria. A Benevento, se sei una donna e conosci i segreti delle piante, non sei una guaritrice: sei una janara.
Bianca, sua madre e sua sorella Maria vivono ai margini, custodi di una sapienza ancestrale che usa la natura per lenire il dolore. Ma per il mondo esterno, guidato dall'ossessione del protomedico Pietro Piperno, loro sono creature del diavolo.
L’antagonista di questo romanzo è una figura tanto spietata quanto complessa. La crociata di Piperno contro le "streghe" non nasce solo dal dogma religioso, ma da un veleno più intimo: il desiderio non corrisposto per Maria. È qui che Cinzia Giorgio scava più a fondo, mostrandoci come il potere maschile, quando viene rifiutato, si trasformi spesso in violenza istituzionale.
Quando Maria scompare nel nulla, il velo del mistero si squarcia. Bianca si ritrova sola, sospesa tra il pericolo di essere la prossima vittima e la necessità di scoprire la verità.
Il cuore approfondito di Figlie Selvagge risiede nel concetto di sorellanza. In un mondo che vuole le donne divise dalla paura, Bianca scopre che l'unico modo per sopravvivere è restare unite. Non è un romanzo sulle streghe nel senso fiabesco del termine; è un romanzo su donne sapienti a cui la storia ha cercato di togliere la voce.
La scrittura della Giorgio è appassionante: restituisce dignità alle janare del Sannio, trasformandole da "mostri" della leggenda a icone di resistenza. Bianca non cerca solo sua sorella; cerca un destino di libertà, armata della sua conoscenza e del legame indissolubile con le donne della sua stirpe.
