Cenerentola era mia nonna di Federica Bernardo – RECENSIONE

Cenerentola era mia nonna di Federica Bernardo – RECENSIONE

30 Maggio 2026 0 Di rosa78gervasi
Book Cover: Cenerentola era mia nonna di Federica Bernardo - RECENSIONE

Carissimi Book Lovers, oggi vi parlo di un libro che mi ha fatto ridere di cuore e riflettere profondamente: un invito a smettere di aspettare i soccorsi e a iniziare a godersi la propria indipendenza. Perché, diciamocelo, a volte il principe è solo un tizio che non sa chiedere indicazioni stradali.

 

Scheda Tecnica

TITOLO: Cenerentola era mia nonna
AUTORE: Federica Bernardo
GENERE: Narrativa Contemporanea
CASA EDITRICE: Chiaredizioni
PAGINE: 112
DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 Novembre 2025
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Trama

Se finora le fiabe hanno avuto una chiave di lettura univoca in cui la principessa di turno viene salvata dal principe, il lettore dovrà dimenticarla. "Cenerentola era mia nonna" è il rovesciamento ironico e dissacrante delle fiabe più note, poste sotto la lente d'ingrandimento dell'autrice, che mescola uno spaccato della propria vita alle vicende dei loro personaggi. È così che le protagoniste delle fiabe diventano emblema di una società anacronistica, in cui il destino di una donna è nelle mani di un uomo. Una donna è capace, invece, di provvedere a se stessa, senza un principe che la sottragga ai rivolgimenti della sorte: è questo il messaggio dell'autrice. L'unica fiaba che viene salvata è infatti "La bella e la bestia", perché diversa da tutte le altre. In questo caso, è la protagonista femminile, Belle, che spezza l'incantesimo che aveva condannato un principe a rimanere bestia per sempre. Con la sua capacità di vedere al di là dell'aspetto mostruoso della bestia, riesce a far riemergere la sua bellezza. In questo viaggio nella fantasia, alla fine l'autrice trova posto per un decalogo di sopravvivenza per giovani donne, in cui dispensa alle ragazze consigli su come trovare la felicità nella propria indipendenza.

 

E se vi dicessero che la vostra fiaba preferita è, in realtà, un manuale di istruzioni decisamente scaduto? Siamo cresciute con l'idea che la felicità arrivi solo su un cavallo bianco, ma Federica Bernardo ha deciso di rimettere le cose a posto. Con un mix esplosivo di aneddoti personali e analisi dissacranti, l'autrice ci accompagna in un viaggio che ribalta tutto quello che credevamo di sapere sulle principesse.

Federica mette sotto torchio le fiabe classiche e ci fa vedere quanto siano invecchiate male. Insomma, ma perché Cenerentola deve per forza aspettare una festa per svoltare? E Biancaneve, che si mette a pulire casa a sette sconosciuti? L'autrice mescola i suoi casini personali con le storie dei cartoni, creando un mix che fa morire dal ridere. Mi è piaciuto un sacco come abbia smontato il mito della "bella addormentata" che aspetta di essere salvata, ricordandoci che una donna sa cavarsela benissimo da sola, senza bisogno che arrivi un tizio a cavallo a risolverle la vita.

In questo massacro (ironico!) delle icone dell'infanzia, solo una fiaba esce a testa alta: La Bella e la Bestia. Mi ha colpito molto l'analisi dell'autrice su questo punto. Qui i ruoli si invertono: è Belle che salva, è lei che spezza l'incantesimo con la sua capacità di guardare oltre la superficie. È l'unica che non subisce il destino, ma lo modella con la sua intelligenza. È stato rinfrescante vedere riconosciuto il potere della sensibilità femminile non come debolezza, ma come forza curativa e trasformatrice.

Oltre alle risate, il libro regala una profondità inaspettata. Il finale, con quel "decalogo di sopravvivenza per giovani donne", è una vera perla. Sono consigli pratici, sinceri e pieni di buon senso su come trovare la felicità partendo dalla propria indipendenza. Mi sono sentita capita, motivata e, soprattutto, meno sola nelle mie battaglie quotidiane. È un libro che diversifica la solita narrativa femminista rendendola accessibile, leggera ma mai superficiale. Se volete un manifesto di libertà che sappia farvi sorridere tra una pagina e l'altra, questo è il titolo perfetto da tenere sul comodino.

 

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