Centomila Battiti di Alessandra Spada – RECENSIONE


Carissimi Book Lovers, oggi vi parlo di "Centomila Battiti" di Alessandra Spasa, un romanzo viscerale e indimenticabile sul coraggio di amare, di perdersi e di ritrovarsi. Preparatevi, perché il finale vi lascerà senza fiato.
Scheda Tecnica
TITOLO: Centomila battiti
AUTORE: Alessandra Spada
GENERE: Narrativa Ragazzi
CASA EDITRICE: Feltrinelli
PAGINE: 441
DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 Maggio 2026
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Trama
Due ragazze, due amori, due secoli. Un filo invisibile che le unisce.
“Adesso sono qui, fuori c’è il mondo, e non torno indietro. Lo so che passeranno secoli prima che io trovi qualcuno che mi faccia sentire come mi faceva sentire lui. Anzi, forse non lo troverò mai, perché non sarà più la prima volta. Ma va bene così, perché senza di lui mi manca un pezzo, ma con lui me ne mancano tanti, troppi.”
Milano, anni ottanta. Alice sfreccia sulla sua bici, la testa piena di romanzi e il cuore acceso di ideali, troppo veloce perché qualcuno stia al passo con la sua fame di vita.
Milano, giorni nostri. Emma ha perso il padre quando era piccola e affida alla poesia le parole che sente premere dentro, custodendo un mondo che nessuno immagina sotto l’aria della ragazza perbene, in paziente attesa di Quello Giusto.
Intorno a loro Cindy, Lionel e Leonardo, unica vera ancora di salvezza: gli amici. Ma quando arrivano Tommaso e Edoardo, l’amore le travolge. E con l’amore, un desiderio a cui è impossibile resistere, e in cui temono di perdere se stesse.
Le dita battono sulla macchina da scrivere al ritmo dei battiti del cuore, mentre le vite di Emma e Alice scorrono parallele, sempre più vicine, fino a incontrarsi in uno sconvolgente colpo di scena.
Un romanzo intenso e magnetico sulla forza esplosiva dell’adolescenza e su ciò che resta di noi quando tutto cambia.

Nella Milano degli anni Ottanta c'è Alice: sfreccia in bicicletta, ama i libri, è mossa da ideali fortissimi e ha una fame di vita che corre troppo veloce per chiunque. Nella Milano dei giorni nostri c'è Emma: porta dentro il vuoto della perdita prematura del padre, si nasconde dietro l'aria della ragazza perbene e affida alla poesia le sue emozioni più intime, aspettando il ragazzo giusto. Le loro vite scorrono parallele, scandite dal ticchettio dei tasti di una macchina da scrivere, finché l'amore non arriva a travolgerle come un treno in corsa.
Alice è un uragano, la sua energia è contagiosa, il suo rifiuto di scendere a compromessi con i sentimenti è potente. Quella sua frase mi è rimasta impressa nella mente come un marchio: «“Adesso sono qui, fuori c’è il mondo, e non torno indietro. Lo so che passeranno secoli prima che io trovi qualcuno che mi faccia sentire come mi faceva sentire lui. Anzi, forse non lo troverò mai, perché non sarà più la prima volta. Ma va bene così, perché senza di lui mi manca un pezzo, ma con lui me ne mancano tanti, troppi.”». Rappresenta perfettamente la lucidità dolorosa di chi capisce che non può annullarsi per un ragazzo. Dall'altra parte c'è Emma, una ragazza del nostro tempo, apparentemente più fragile e silenziosa, che usa la poesia come uno scudo e una mappa per orientarsi nel mondo. Intorno a loro si muove un gruppo di amici straordinario, Cindy, Lionel e Leonardo, che rappresenta l'unica vera ancora di salvezza nei momenti di tempesta.
La vera svolta della trama si accende quando entrano in scena Tommaso ed Edoardo. Per Alice ed Emma l'amore non è una passeggiata romantica, ma una forza esplosiva, un desiderio così profondo e carnale a cui è impossibile resistere, ma che porta con sé una paura grandissima: quella di smarrire la propria identità per fare spazio all'altro. È un gioco di equilibri fragilissimi che l'autrice descrive con una sensibilità pazzesca. Le dita che battono sulla macchina da scrivere sembrano seguire i battiti accelerati di queste due ragazze, unendo le loro storie in un crescendo di tensione che esplode in uno sconvolgente colpo di scena finale. Un finale che unisce i pezzi del puzzle in modo perfetto e inaspettato.
Alessandra Spada non usa giri di parole complessi; usa le emozioni nude, quelle che ognuno di noi ha provato quando ha scoperto per la prima volta che l'amore può fare tanto bene ma anche terribilmente male.
Mi è piaciuto tantissimo come il romanzo riesca a diversificarsi dai soliti racconti adolescenziali. Non c'è nulla di banale o già visto. Parla di ciò che resta di noi quando tutto cambia, di come le ferite del primo amore ci trasformino negli adulti che diventeremo. È una storia densa di sentimento, scritta con una delicatezza che commuove e una forza che trascina. Ho chiuso l'ultima pagina con il cuore a mille e gli occhi lucidi, grata per aver vissuto un viaggio così intimo tra due secoli. Se cercate una lettura profonda, che sappia farvi battere il cuore e riflettere sulle impronte che lasciamo nel tempo, questo libro è assolutamente imperdibile.
È un romanzo magnetico, profondo, che mi ha completamente rubato il cuore.
